Nuove Eterotopie, l’antologia definitiva del Connettivismo


Dopo una lunga lavorazione, è uscita Nuove Eterotopie, l’antologia definitiva del Connettivismo, 16 autori Connettivisti danno il meglio in 16 racconti, in compagnia del fondatore della corrente letteraria del Cyberpunk Bruce Sterling, presente con un romanzo breve.

a cura di Giovanni De Matteo e Sandro Battisti, postfazione di Salvatore Proietti
Autori presenti: Bruce Sterling, Simone Conti, Giovanni De Matteo, Domenico Mastrapasqua, Giovanni Agnoloni, Umberto Bertani, Alex Tonelli, Marco Milani, Roberto Furlani, Francesco Verso, Francesca Fichera, Fernando Fazzari, Umberto Pace, Marco Moretti, Lukha B. Kremo, Roberto Bommarito, Sandro Battisti.
Lo trovate in ebook e nello sfogliabile e profumato cartaceo.

Stati Generali Connettivisti: l’incontro di Villa Kremo


Dal 22 al 25 aprile 2017 si è felicemente svolto l’incontro di Villa Kremo, Stati Generali del connettivismo, una specie di NeXt-Con a numero chiuso, avvenuto nel palazzo presidenziale di Torriglia.
Presenti 10 persone, si è discusso e chiacchierato un po’ di tutto. Gli argomenti salienti sono stati la presenza al Mufant di Torino prevista per giugno, l’organizzazione di un Premio di cui non vogliamo anticipare nulla, il futuro editoriale di alcuni partecipanti, altri progetti della casa editrice Kipple, il favorimento di lattuga e indivia nella deiezione dell’output postumano, il calcolo della probabilità letale di viaggiare su impervie strade di montagna a velocità curvatura, sintomaticità di overdose da pesto e l’osservazione del proliferare di adolescenza riscimmiata nella generale involuzione del primate.
Vi lascio ad alcune fotografie dell’evento:



Kremo in visita all’ambasciata di Roma: omaggia con Nero di Troia e Peduncolo Rosso



Lukha B. Kremo sarà in visita semi-ufficiale all’ambasciata “congelata” (vedi perché) italiana con sede a Roma. Il presidente omaggia l’ambasciatore congelato Sandro Zoon Battisti e la futura papessa Ksenja Laginja con Nero di Troia e Refosco dal Peduncolo Rosso.

Infodump


Kipple Officina Libraria presenta una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto per dedicarsi maggiormente alla trascendenza, lasciando la parte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax. Lukha B. Kremo, fresco vincitore del Premio Urania 2015, presenta quindi il suo racconto Infodump, una stordente cavalcata SpaceOpera che espande l’interazione delle anomalie spaziotemporali che animano il tessuto imperiale connettivo.

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due, la prima metà è votata alle politiche più materiali mentre l’altra è in odor di trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, un’inquietante anomalia mina le basi dell’esistenza dell’Impero Connettivo e scuote la coscienza di Sillax. Con l’aiuto della sacerdotessa Iñaxia, contatta l’Imperatore Totka_II, ormai chiuso nelle dimensioni trascendentali. La comunicazione è difettosa e Sillax commetterà un grosso errore.

Infodump di Lukha B. Kremo

Infodump di Lukha B. Kremo

Dieci anni di Connettivisti


È una data importante quella odierna: dieci anni fa, in queste ore, nasceva il Connettivismo, con la pubblicazione in Rete del Manifesto che riporto più sotto, dopo il salto. Eravamo in tre ed eravamo gli iniziatori di questo Movimento (Giovanni “X” De Matteo, Marco “Pykmil” Milani, io e poi Lukha B. Kremo che, in parallelo e senza che avessimo avuto notizia gli uni dell’altro, seguiva un percorso caotico, istintivo e analogo, destinato a incrociarsi presto col nostro); ci sentivamo tutti esattamente come ora, voci di una sensibilità strisciante nel cyberspazio e non solo, figli di quei tempi assai poco dissimili da questi giorni connessi e trascendentali in cui la tecnologia emergenti, le frontiere della scienza e le sensibilità mistico-occulte occupano un posto definito, e importante, nel mood che informa le nostre scritture.

“Questo post è un misero evocare quei giorni, e tutti quelli che si sono succeduti in questa decade così emozionante, esaltante, incredibile: nessuno di noi, e delle successive decine di aderenti all’idea iniziale, pensava che sarebbe successo tutto quel che è accaduto dopo; nessuno immaginava l’importanza che stavamo evocando con le nostre idee ed emozioni, percezioni, volontà. Non faccio i nomi degli altri aderenti al Movimento, ne dimenticherei sicuramente qualcuno e non è giusto, l’apporto di ognuno di noi è stato determinante nell’economia del Connettivismo, nell’evoluzione di questo sistema aperto alle innovazioni, di questo molosso che ha sempre avuto e avrà forme indefinite perché nulla è scritto sulla pietra, nulla è precluso agli sviluppi futuri, alla nostra creatività, alle barriere che esistono soltanto in virtù di un’attitudine al superamento senza, peraltro, dimenticare i nostri tangibili sbocchi editoriali. Perdonate soltanto se ho nominato i miei favolosi compagni di iniziazione, è un atto dovuto nei loro confronti anche se ormai cronaca storica, spero non me ne vogliate.

Così, tanti auguri connettivisti a voi e a noi, abbiamo appena iniziato a sondare il continuum: let the vision flow, across the border. KeepTalking!”

(Sandro “Zoon” Battisti)

Il Manifesto del Connettivismo

 

Siamo i Custodi della Percezione, i Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo,

Lupi Siderali. Un gruppo di liberi pensatori indipendenti.

Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere.

Questo è il nostro manifesto.

Canteremo la resurrezione dell’anima consumata nella tecnologia. La notte, il sogno, la visione e la connessione. E tutto ciò che sublima le nostre anime a un ordine superiore di conoscenza.

Il deragliamento dei sensi, le corrispondenze analogiche e la rottura del controllo saranno gli strumenti fondamentali della nostra ricerca.

Noi vogliamo scavare a fondo nelle carni dell’universo, penetrare sotto l’epidermide del mondo e raggiungerne il midollo pulsante. La parola, l’immagine e l’equazione sono i virus che trasportano la nostra infezione.

Noi crediamo che il mistero dell’universo è codificato in una chiave inafferrabile e indistruttibile: l’ologramma. Il principio olografico, il modello olonomico della mente e l’olomovimento: dalla struttura della realtà ai nostri schemi di senso la percezione conosce un solo paradigma, che racchiude le istanze della relatività e dell’indeterminazione.

L’ordine esplicito dischiuso al senso è solo l’immagine proiettata di un ordine implicito irraggiungibile. Non basta dissecare il mondo per svelare la verità che nasconde. Occorre risalire il fascio di luce fino alla pellicola per comprendere da dove proviene l’immagine che vediamo. Vogliamo rimontare il flusso fino a toccare la sorgente che inganna la percezione e staccare la luce: solo così solleveremo il velo.

Ci abbandoniamo al riflusso pronti a catturare l’onda irrequieta del tempo. Sulle spiagge del futuro ascoltiamo la voce dei morti e la musica che emerge da tutte le cose del mondo: il nostro sogno è un rituale di negromanzia quantistica.

Noi siamo quelli che camminano da soli per strada, quelli sospesi tra l’illusione del mondo virtuale e l’inganno del mondo reale. Scorriamo i sentieri eterei della rete, navighiamo nell’oceano dell’informazione, siamo impulsi di adrenalina nei cavi che cablano la realtà. Siamo lupi siderali alla deriva sulle correnti ioniche del vento solare, ombre che cantano alla notte per ascoltare l’eco delle voci risuonare in lontananza. Immersi nel flusso ininterrotto dell’informazione, ci lasciamo guidare da spettri e percorriamo le immense distese silenziose di periferie entropiche adagiate nel crepuscolo dei sensi. Siamo quelli che sostano all’ombra degli alberi, in ascolto del loro respiro avvolgente. E quando dormiamo, esploriamo le Terre del Sogno.

Non abbiamo nomi. Il nostro vero nome è un sussurro nel buio, un rumore nascosto nella radiazione di fondo dell’universo, un segnale immerso nel rumore bianco della materia. Il nostro nome vaga libero nella notte.

Noi siamo rabdomanti cibernetici. Ricerchiamo le connessioni segrete che custodiscono il significato e lo spirito di tutte le cose. Siamo decifratori e vogliamo scardinare il flusso di tutte le cose, risolvere il tempo nella sovrapposizione concorrente degli eventi.

Noi vogliamo cantare le strade deserte della notte, i monumenti congelati nel silenzio, le luci al neon della metropolitana, le periferie spettrali, i cimiteri di campagna, i reperti dell’archeologia postindustriale, le autostrade abbandonate, le città rase al suolo dai bombardamenti, le strade dei briganti, la morbida geometria dei corpi, il silenzio attinico di stanze d’albergo abbandonate, la carica sensuale della promiscuità tecnologica, il caos, le stelle, i pianeti deserti, le sonde lanciate verso la notte, la musica radiante di quasar morte, la tenebra metafisica di un orizzonte degli eventi, la connessione neurale. Il respiro della notte, il ruggito delle novae e i sospiri di stanze che deformano la nostra comprensione dei sogni. Siamo antenne puntate nel vuoto, variabili impazzite, violini male accordati, cronoscopi fuori fuoco. Inseguiamo la condivisione delle anime, dei luoghi, del tempo, usando antichi percorsi mistici. Viviamo nella connessione e siamo protesi verso il futuro. Per questo

noi saremo tutto!

pykmil
X
zoon

Lucca: poesie connettiviste a suon di cetra


Lukha B. Kremo e Kizzy Rovella al baluardo San Donato di Lucca

Lukha B. Kremo e Kizzy Rovella al baluardo San Donato di Lucca

Lukha B. Kremo e Kizzy Rovella al baluardo San Donato di Lucca

Lukha B. Kremo e Kizzy Rovella al baluardo San Donato di Lucca

Si è svolta venerdì 11 luglio 2014 la serata “Il profano e il sacro” a cura dell’associazione Hora Fugens di Lucca, con la lettura di poesie connettiviste (di Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Ferrante, Giovanni De Matteo, Filippo Carignani e Marco Moretti) accompagnate dalla cetra, suonata da Kizzy Rovella.

Kremo Baroncinij a Cesare Battisti: “Resta dove sei”: è bufera!


Lukha Kremo Baroncinij suggerisce al mostro assassino terrorista Cesare Battisti di rimanere in Brasile, emulando il suggerimento del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi
a Valter Lavitola: “Resta dove sei”.
Niccolò Ghedini smentisce, ma è bufera.
L’opposizione attacca: dimissioni. Nuovo interrogatorio per Giampaolo Tarantini sui soldi ricevuti dal premier tramite Valter Lavitola. Il presidente del consiglio italiano fa suggerimenti contro le leggi della propria nazione.
Lukha Kremo Baroncinij suggerisce a Berlusconi una richiesta di asilo politico al Burkina Faso, dove troverebbe amici con i quali essere accolto.