L’Europa delle Indipendenze


Ecco come sarebbe l’Europa se tutti i territori indipendentisti fossero indipendenti: chi dice che sarebbe come un’Europa medievale mente sapendo di mentire, in quanto queste indipendenze si realizzerebbero tutte nell’ambito dell’Unione Europea, e non regni o imperi assoluti. Infatti sarebbe esattamente una comunità di Stati Indipendenti (come è l’UE) come adesso, con la differenza che i Paesi sarebbero di più, le tendenze autonomiste sarebbero soddisfatte e i particolarismi sociali e culturali rispettati.
Quello che ci auguriamo è che il rafforzamento delle autonomie e l’indipendenza dei piccoli territori vada a indebolire il Centralismo delle nazioni attuali, rafforzando la coesione degli Stati Uniti d’Europa. La cessione di sovranità dalle nazioni all’Europa rischia sicuramente di minare la democrazia, ed è quindi necessario che l’Europa elimini istituzioni a rischio democrazia come il MES (vedi) o le decisioni di Banche di singoli Paesi, ovvero è necessario da un lato che le istituzioni (o chi prende le decisioni e influenza la vita politica ed economica) siano votate e compartecipate da tutti gli Stati membri, dall’altro che non siano ignorate questioni riguardanti i particolarismi (da qui la necessità che un territorio indipendentista sia riconosciuto, in modo che abbia i propri diritti). Siamo tutti bravi noi europei ad auspicare l’autonomia del Kurdistan e del PKK, ma è giusto che anche Paesi come la Scozia, la Sardegna, i Paesi Baschi o la Catalogna abbiano le proprie istituzioni!
PS: come vedete, la Padania non esiste, si chiama Pianura Padana ed è un luogo geografico, i politici padani occupano poltrone a Roma e ci stanno benone, altro che indipendenza.

Independent UE

Independent UE

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Happy New Eon in ritardo per Mail4Freedom dalla Sardegna


Happy New Eon dalla Sardegna per Mail4Freedom da Stefano Sini Fossiànt, vecchia conoscenza della mail-art (un po’ in ritardo rispetto al 21 dicembre 2012, ma sempre ben accetti):

This is the And... This is the Beginning... di Stefano Sini Fossiànt

This is the And… This is the Beginning… di Stefano Sini Fossiànt

Combatti il mostro che c'è in te, uomo (The End does not Exist) di Stefano Sini Fossiànt

Combatti il mostro che c’è in te, uomo (The End does not Exist) di Stefano Sini Fossiànt

Happy New Eon! di Stefano sini Fossiànt

Happy New Eon! di Stefano sini Fossiànt

Happy New Eon Tree di Stefano sini Fossiànt

Happy New Eon Tree di Stefano sini Fossiànt

Busta di Stefano Sini Fossiànt

Busta di Stefano Sini Fossiànt

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Happy New Eon” [21 brumaio 132 > 9 piovoso 132 (14/11/2012 > 30/1/2013)]

Vedi tutti i partecipanti a “Mail4Freedom Begins” [20 brumaio 131 > 20 brumaio 132 (13/11/2011 > 13/11/2012)].

Solidarietà a Doddore Meloni e alla Repubblica de Malu Entu


Il leader indipendentista sardo Salvatore (Doddore) Meloni (creatore della Repubblica de Malu Entu, di cui abbiamo scrtto nel dossier delle micronazioni) è stato ritrovato mentre vagava lungo la Statale 131 all’altezza di Uras, non lontano da Terralba, provato, con un doppio giro di catena al collo. Meloni ha dichiarato di esere stato sequestrato e interrogato duramente.
I rapitori farebbero parte dei “Guardiani della Nazione”, che ha condizionato il suo rilascio al ritiro della lista indipendentista Meris dalla competizione elettorale.
La nostra solidarietà esprime da un lato l’appoggio all’indipendenza del pensiero in generale e in particolare quello di Meloni, e dalle preoccupazione che i veri pericoli e gli attacchi alla democrazia provenono da aree nazifasciste, che rappresentano quindi esse il reale pericolo per la nazione.

Rennu de Taulara


Dossier Micronazioni Parte VIII.
Torniamo in Sardegna, dove abbiamo un illustre precedente della Repubblica de Malu Entu, nientemeno che il presunto regno più piccolo del mondo, il Regno di Tavolara.

Stemma del Regno di Tavolara

Stemma del Regno di Tavolara


Tavolara è un’isola di 5,9 km² della Sardegna nord-orientale, parte del Comune di Olbia (OT) nella regione della Gallura.
L’isola si presenta come un maestoso massiccio calcareo a picco sul mare, di forma grossomodo rettangolare, lungo circa 6 km e largo 1 km.
L’Isola è di proprietà della famiglia veneto-romana dei Marzano, che comprende un faro di segnalazione marittima, tranne una piccola parte, espropriata dalla NATO, e la punta occidentale dove sorgono due ristoranti e piccole case che appartengono alla famiglia Bertoleoni.
Sul finire del Settecento, la famiglia Bertoleoni giunse in prossimità dell’arcipelago della Maddalena costeggiando la Corsica a bordo di una piccola nave da diporto proveniente da Genova in cerca di una terra in cui abitare; si stabilì dapprima sull’isola di Spargi, poi si spostò più a sud, sulla piccola isola di Mortorio ma, spinta dalla ricerca di un’isola più generosa e ospitale, navigando ancora verso sud, stabilendosi definitivamente sulla splendida e disabitata isola di Tavolara, dedicandosi all’allevamento delle capre selvatiche, assai numerose sul suo territorio.
I Bertoleoni sono gli unici abitanti dell’isola. In base a ciò Paolo, figlio di Giuseppe, avanza dei ricorsi presso la casa reale di Savoia perché gli venga riconosciuta la proprietà e la sovranità sul suolo di Tavolara.
Nel 1836 il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia, di passaggio per quei luoghi, notò l’isoletta sconosciuta e decise di approdarvi anche per conoscere l’autore dei tanti ricorsi. Presentatosi ai residenti come re di Sardegna, sembra che Giuseppe Bertoleoni abbia risposto: “E io sono il re di Tavolara!”.
Carlo Alberto soggiornò presso di lui per una settimana e, secondo i Bertoleoni, avrebbe promesso di riconoscere indipendente Tavolara.
Qualche anno più tardi il demanio tenta di espropriare i Bertoleoni della loro isola, sostenendo che su di essa non esiste alcun titolo di proprietà. Paolo Bertoleoni decide allora di recarsi personalmente a Torino da Carlo Alberto, passando da Porto San Paolo e quindi da Civitavecchia. Dal re in persona ottiene rassicurazioni e dopo alcuni giorni gli viene recapitata, dalla citta di Tempio, una pergamena che lo riconosce come padrone assoluto e re di Tavolara.
Tonino Bertoleoni difende la storia della sua famiglia da chi sostiene che sia solo una leggenda, purtroppo non può portare come prova la pergamena che documenta la sovranità dei Bertoleoni perché questa è andata perduta, ma mostra con orgoglio nel suo ristorante, che si affaccia sulla spiaggia dello “Spalmatore di terra”, una copia della fotografia dei regnanti di Tavolara.
Famiglia reale di Tavolara

Famiglia reale di Tavolara


Nel frattempo, a Giuseppe Bertoleoni succede il figlio Paolo, che si proclama re col nome di Paolo I, sposa una donna sarda, Italia Murru, e da lei ha il figlio Carlo. A detta di Carlo I di Tavolara, l’isola sarebbe stata ufficialmente visitata da inviati della regina Vittoria del Regno Unito che, alla fine dell’Ottocento, avrebbe riconosciuto il piccolo Regno.
I Bertoleoni narrano che ancora oggi, nel museo di Buckingham Palace, a Londra, sia conservata la foto della famiglia reale di Tavolara, all’interno della collezione di ritratti delle famiglie reali di tutto il mondo, con la dicitura: “La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo”, anche se l’affermazione non è verificata.
Carlo I di Tavolara perì il 6 novembre 1927. Gli sono succeduti Mariangela, Paolo II, Carlo II e, ultimo, Tonino Bertoleoni, che vive tutt’oggi a Porto San Paolo.
Regno di Tavolara

Regno di Tavolara

Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte IX.

Repubblica indipendente de Malu Entu


Dossier Micronazioni Parte VI.
Parliamo ora di un caso italiano molto discussa dai media in questo periodo, la Repubblica del Mal di Ventre (de Malu Entu in sardo).

Bandiera della Repubblica del Mal di Ventre

Bandiera della Repubblica del Mal di Ventre


Agli inizi degli anni ottanta del XX secolo nell’isola di Malu Entu si tenne il processo per il presunto “Complotto Separatista”, che vide implicati diversi attivisti di movimenti indipendentisti sardi; l’isola infatti sarebbe stata prescelta, secondo l’accusa, quale luogo dal quale gli insorti avrebbero comunicato al mondo mediante potenti apparati radioamatoriali la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna.
L’isola si trova nel Mare di Sardegna antistante la costa della penisola del Sinis, dalla quale dista circa 9,26 km.
Banconota da 1 soddu di Malu Entu (2009)

Banconota da 1 soddu di Malu Entu (2009)

Banconota da 1 shardana di Malu Entu (2009)

Banconota da 1 shardana di Malu Entu (2009)


Nell’agosto del 2008, Salvatore Meloni mira al riconoscimento internazionale dell’isola di Mal di Ventre, quale Repubblica Indipendente, rifacendosi ai principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. L’uomo, indipendentista sardo e protagonista di altre storiche battaglie per l’indipendenza della Sardegna, ha provveduto a inviare il progetto sia alle Nazioni Unite ed ai suoi membri che al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Salvatore Meloni, che da più di vent’anni trascorre gran parte delle sue giornate sull’isoletta assieme ad altri indipendentisti, avvierà una causa civile per l’usucapione dell’isola di Mal di Ventre che, dal 1972, appartiene alla società napoletana “Turistica Cabras srl”. Da qualche mese, inoltre, il Meloni ha richiesto al Comune di Cabras la residenza anagrafica sull’isola per rafforzare la sua iniziativa. Meloni ha pure fatto stampare banconote con la sua faccia, i “Soddus Sardos”.
Nel gennaio del 2009, un blitz del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Capitaneria di porto ha sgomberato gli indipendentisti. In seguito, Salvatore Meloni, sebbene allontanato, è ritornato sull’isola.
La repubblica di Mal di Ventre con gli occupanti

La repubblica di Mal di Ventre con gli occupanti

Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte VII.

Soliderarietà con Doddore Meloni, presidente di Sa Repubblica di Malu Entu


Tre giorni fa il presidente del Tribunale di Oristano Luigi Mastrolilli, favorendo l’introduzione della lingua sarda come forma di tutela delle minoranze linguistiche nei tribunali della penisola, ha preso una decisione che farà storia. Finora il ricorso alla “limba” era previsto solo nei dibattimenti penali. Il giudice ha stabilito che l’uso del sardo deve essere ammesso anche quando l’imputato mostri dimestichezza con l’italiano.
L’11 giugno Salvatore Meloni, detto Doddore, si difenderà dunque in campidanese (una dei dialetti sardi) dall’accusa di aver occupato l’isola di Mal di Ventre sventolando la bandiera dei quattro mori e autoproclamandosi presidente de Sa Repubblica indipendente de Malu Entu.
Il Capo di Stato della Neorepubblica di Torriglia Lukha B. Kremo esprime piena solidarietà a Doddore Meloni in quanto la sua “occupazione” è una forma di protesta non violenta nei confronti della trascuratezza delle tradizioni culturali e linguistiche sarde da parte dello Stato Italiano, e auspica una maggiore autonomia sarda e anche, con i dovuti passaggi, una piena indipendenza della Sardegna come nazione all’interno della Comunità Europea e delle comunità internazionali.
Questo va aggiunto alla particolare storia recente dell’isola di Mal di Ventre (che affronteremo in un’altra parte di questo dossier) che fa del luogo una fucina di tentate speculazioni (anche edilizie) queste sì veri reati contro l’ecologia e la cultura pubblica (ma mai seriamente considerati tali).
Come può un’occupazione ecologica e indipendentista essere considerata reato, se non lo si è fatto per la speculazione territoriale, edilizia e turistica che ha distrutto parti della costa della Sardegna?
Liberate prima Porto Cervo dall’occupazione del turismo internazionale del lusso!
Per questo la sua azione non può annoverarsi tra le proteste sovversive, bensì in difesa della cultura sarda.