Lo Science-Fiction Liberation Army è ufficialmente il nostro terminale esercito


Il 17 luglio 2013 è nato l’Esercito di Liberazione della Fantascienza (ELF) o Science-Fiction Liberation Army (SLA), evoluzione del Fronte di Liberazione della Fantascienza (Science-Fiction Liberation Front), nato il 27 maggio 2013 a Bellaria (Rn).
Dallo 0 vendemmiaio 133 (22 settembre 2013) diventa ufficialmente il Primo Esercito della Neorepubblica Kaotica di Torriglia, a capo è posta la generalessa è Selene Verri che potrà decidere reclutamenti, armamenti e regolamenti dell’Esercito, che verranno comunicati nell’apposita pagina del sito: https://nazioneoscura.wordpress.com/esercito-per-la-liberazione-della-fantascienza/
Al momento l’Esercito eredita gli armamenti che già appartenevano al Capo di Stato Maggiore Lukha B. Kremo e consistono in:
1. Barrette di ghiaccio chimico da campeggio (già inviate a Palazzo Chigi per il congelamento delle relazioni diplomatiche con il Paese denominato Italia, vedi nel sito la documentazione del fatto.).
2. Fialette maleodoranti per attacchi chimici a base di ammoniaca e acido solfidrico, popolarmente dette “fialette puzzolenti di carnevale” (al momento non ancora utilizzate).

Fialette maleodoranti per attacchi chimici a base di ammoniaca e acido solfidrico

Fialette maleodoranti per attacchi chimici a base di ammoniaca e acido solfidrico

Il giornalismo dell’era “fra-Berlusconi”


Salve a tutti. Sono la Ministra della Disinformazione della Neorepubblica di Torriglia. Il programma del mio ministero non è mai stato divulgato per coerenza con se stesso. È chiaro però di cosa mi occupo. È quindi in questa veste – credo – che il nostro veneratissimo Capo di Stato mi ha invitata a condividere con voi questo post che ho pubblicato nei giorni scorsi sul mio blog.

Il 12 novembre mi trovavo a Nantes, come ho detto più volte su questo blog, per il festival degli Utopiales. La sera, rimasta sola, mentre vagavo per le strade del centro, mi è arrivato un sms dal telefonino di mio fratello. Tre parole, un grido di liberazione: “Si è dimesso”.

Ero sola, come ho detto, e frustrata. Era come vincere i mondiali di calcio in un paese dove lo sport nazionale è il badminton. Dovevo condividere questo momento con qualcuno.

Pur essendo sabato, e pur non sentendomi affatto stanca, mi sono quindi precipitata nella mia camera d’albergo. La prima cosa che ho fatto è stata collegarmi a internet – cosa che non avevo potuto fare prima perché avevo la batteria del tablet scarica – e sfogarmi sulle reti sociali. La seconda è stata telefonare ai miei genitori, in Italia, aspettandomi fuochi d’artificio.

Mi ha risposto mia madre. Io, eccitata: “Allora, si è dimesso!”. Dall’altra parte del telefono, una voce assonnata: “Cosa? Chi?”.

L’ha saputo da me. Da me che stavo a 900 chilometri di distanza, in un altro paese, senza televisione e – nel momento in cui l’ho appreso – senza connessione a internet. “Ma cosa stai facendo?”, le ho chiesto, “Non stai guardando la tv?”. “Sì”, mi ha risposto, “ma continuo a cambiar canale”.

Stava facendo zapping e non sapeva nulla. Ora, è folle, certo: mettici un po’ di energia, santo cielo. Ma resta il fatto che, da quel che ho saputo poi, in quel momento non ne stavano parlando né le prime due reti Rai né Mediaset. Cioè, i canali più guardati, ancora oggi che c’è il digitale terrestre.

È questo che mi fa capire che Berlusconi ha ancora un immenso potere. Il potere che ha sempre avuto: il potere di giocare con le debolezze umane. È così che ha creato il suo impero: sei troppo pigro, o anche solo troppo stanco, per andarti a cercare le notizie e per pensare autonomamente? Ti diamo tutto noi, servizio in camera, tutto incluso, senza supplemento. Ti diciamo che cosa non è successo, non ti diciamo che cosa sta succedendo, quando te lo diciamo te lo raccontiamo come vogliamo noi, e tu ci crederai, perché non hai voglia di non crederci, perché già dubitare è uno sforzo.

Fa leva sulle debolezze, dicevo: pigrizia, avidità, viltà… ma anche sulle necessità. Perché è una necessità quella di portare a casa uno stipendio. E se sei un giornalista, e lavori a Mediaset, lo stipendio lo porti a casa, sei trattato con tutti i crismi sindacali, e pagato il 27 di ogni mese. Salvo che poi, quando esci a fare un’intervista, ti danno la lista delle domande da non fare.

Perché poi, lui, il Silvio, è riuscito ad approfittare non solo delle debolezze dei singoli, ma soprattutto di quelle del sistema. Perché è facile dominare il mondo dei media, se il mondo dei media è il caos totale. È facile vincere la lealtà dei giornalisti se fino a quel momento i giornalisti sono stati trattati a pesci in faccia, assunti con contratti non giornalistici, co.co.co., a progetto, come tecnici, a collaborazione, pagati 7 euro a pezzo, senza rimborsi, a 12 mesi, alle calende greche…

E il peggio è quando a comportarsi così sono gli stessi che alzano tanto la voce quando i diritti sindacali altrui sono in pericolo, i cosiddetti media “di sinistra”, che quando si tratta di cacciare la grana diventano piuttosto sinistri. Diventano come tutti gli altri, perché il problema, in Italia – e non solo, devo dire, ma soprattutto in Italia – è generalizzato, non appartiene a uno schieramento o a un altro, a un gruppo di potere o a un altro.

È questo il grosso problema del dopo-Berlusconi, che rischia di diventare un “fra-Berlusconi”, se il marcio che c’è nel giornalismo italiano, e che gli ha permesso di fare tutto quel che ha fatto, di manipolare coscienze troppo indolenti per ribellarsi, di stringere in pugno il potere di un dittatore usando gli strumenti della democrazia, non comincia a essere lavato via.

È davvero il momento di una riflessione profonda sulla professione, è il momento di mettere in discussione istituzioni intoccabili come l’Ordine, di rivedere il contratto nazionale, di pensare alle migliaia di collaboratori sfruttati, che boccheggiano, mentre vecchi dinosauri con la qualifica di inviati scaldano scrivanie come balenotteri spiaggiati.

È ora che il giornalismo torni a essere un quarto potere, non ricattabile, non così facilmente corrompibile, è ora che si smetta di guardare chi propone qualcosa di diverso dalle vecchie tradizioni della Lettera 22 come se fosse un alieno, è ora che le redazioni respirino aria nuova.

Solo il giorno in cui saremo riusciti a fare tutto questo potremo dire veramente di essere entrati nell’era del dopo-Berlusconi.

*** Habemus Rem Publicam


Oggi, 10 brumaio 131 (2 novembre 2011 d.C.), nasce la nostra III legislatura della NeoRepubblica Kaotica di Torriglia (leggi la nosta storia).

L’esecutivo è composto da (in ordine alfabetico):
* Primo Ministro e Ministro degli Affari Proprî: Lukha Kremo Baroncinij
* Ministra delle Arti Orrende: Nila Lucchini
* Ministra della Disinformazione: Selene Verri
* Ministro dell’Entropia, dello Spazio Interno e del Rumore Bianco (MESIR-B): Giovanni “X” De Matteo
* Ministro dell’Inumano, della Mistica Tecnologica e Matematica: Sandro “Zoon” Battisti
* Ministro della Maturità Inviolabile: Stefano Roffo
* Ministro del Nulla: Alex Nasi
* Ministra degli Otto di Guardia: Sara Battini
* Ministro del Tedio: Ettore Fobo
Per un totale di 9 Ministeri.
Inoltre:
*Guardasigilli: Andrea Jarok
*Questrice: Sara Battini
*Ambasciatore Kaotico in Italia (Roma): Sandro “Zoon” Battisti [confermato]
*Ambasciatrice Kaotica in Francia (Lione): Selene Verri.

Il dicastero riceverà il discorso del Capo di Stato in forma privata con consigli, suggerimenti e comunicazioni di servizio, mentre riceve ora ufficialmente le congratulazioni ufficiali e il Beglosty d’augurio.
Il Capo di Stato è sicuro che la legislatura supererà, nonostante la crisi, ben oltre il limite del 2013.

Si comunica che il presente blog è stato ampliato con le pagine di tutti i ministeri e altre pagine di informazione sulla NeoRepubblica e su Torriglia (vedere il menù in alto).