Burkina Faso, proteste dopo il golpe


Burkina Faso: nella capitale Ouagadougou, dove giovedì ha avuto luogo un colpo di stato militare da parte di Gilbert Diendéré, alcuni degli abitanti hanno eretto barricate per bloccare la circolazione e protestare contro i golpisti che hanno assunto il potere.
Membri della guardia presidenziale, fedeli all’ex presidente Blaise Compaoré, destituito lo scorso anno e attualmente in esilio in Costa d’Avorio (guidato da Michel Kafandó), hanno invece destituito il governo ad interim.
Il presidente del Benin, Thomas Boni Yayi, ieri aveva definito possibile il ripristino del governo ad interim. Oggi insieme al capo di Stato senegalese Macky Sall, sono a colloquio a Ouagadougou.

Il Risiko non è più un gioco: land grabbing e nuovo colonialismo parte IV: l’Italia


Dossier Land Grabbing parte IV: l’Italia.
Il nostro Paese confinante non è estraneo al fenomeno del land grabbing. Da ricerche effettuate da ActionAid, Fao e Grain (farmlandgrab.org) risulta che le aziende italiane coinvolte in grandi progetti di affitto di terreno agricolo in Africa siano una decina. Se si considerano solo i progetti maggiori, 1,5 milioni di ettari, una superficie equivalente a quella della Calabria, sono di proprietà di società italiane. Circa la metà di questi terreni è utilizzata per coltivazioni destinate alla produzione di biocarburante. Tra le più importanti il gruppo Eni, con 180.000 ettari della Repubblica Democratica del Congo destinati alla coltivazione di palme da olio, Agroils, 250.000 ettari in Marocco, Senegal, Camerun, Ghana e Indonesia, dove le coltivazioni sono destinata alla produzione di biocarburanti, e Fri El-Green Power, con 80.000 ettari tra Etiopia, Nigeria e Congo, anche qui destinati a palme da olio per agrocarburanti. Ma la capofila del Land grabbing in Italia è l’azienda Benetton, che in Argentina ha acquistato il 10% della Patagonia per l’allevamento e il pascolo di pecore da lana. Notiamo una dissonanza tra le celebri campagne pubblicitaria di Oliviero Toscani che avevano, come scopo secondario, quello di sensibilizzare l’opinione pubblica verso alcune problematiche globali e il comportamento dell’azienda.
Rileggi dalla Parte I.