Cosa sta succedendo in Bielorussia


Alle elezioni del 9 agosto 2020 Aleksandr Lukashenko è stato riconfermato presidente della Bielorussia con l’80,23% dei voti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa statale. La sua sfidante, Svetlana Tikhanovskaya, si sarebbe fermata al 9,9%. I sostenitori della 37enne Tikhanovskaya hanno denunciato fin da subito brogli elettorali.
Lukashenko, al potere da ben 26 anni (dal 1994) corre per il suo sesto mandato. A sfidarlo dovevano essere, Serghei Tikhanovsky, l’imprenditore Viktor Babariko e il diplomatico Valery Tsepkalo. Ma i primi due sono in carcere, il terzo è fuggito in Russia dopo che gli è stata negata l’autorizzazione a candidarsi.
Tre donne hanno preso il loro posto. Svetlana era la candidata ufficiale. La moglie di Tsepkalo, Veronika, l’ha accompagnata ai comizi insieme a Maria Kolesnikova, manager della campagna elettorale di Babariko. eBatka (padre), come Lukashenko ama farsi chiamare nel Paese, ha lasciato che Svetlana scendesse in campo per dare una parvenza di legalità alle elezioni, ma Svetlana ha finito per essere un avversaria più temibile del previsto.
Svetlana Tikhanovskaya non ha un vero programma elettorale, il suo scopo è detronizzare Lukashenko per liberare i prigionieri politici, quindi il marito, e indire nuove elezioni. Nel Paese i sondaggi sono vietati, e uno dei pochi metodi è osservare internet. A luglio, Tihanovskaya aveva superato Lukashenko in termini di like e condivisioni su YouTube: 8.427.853 contro i 6.726.760 del presidente uscente. Secondo uno studio dell’opposizione, Lukashenko era addirittura dato al 3%.
I bielorussi sono scesi in strada, con la consapevolezza del rischio di finire in galera. Come Maria Moroz, braccio destro di Tihanovskaya, che è stata fermata e rinchiusa.
Lukashenko, infine, ha perso l’appoggio di Vladimir Putin, che al momento dichiara che si tratta di affari interni e che nessuno dovrà intervenire dall’esterno.