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Condannata un’altra testa di cazzo


A pochi giorni dalla condanna di Jorge Videla, il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja ha condannato a 14 anni il congolese Thomas Lubanga, meglio noto come “signore della guerra”, riconosciuto colpevole, lo scorso marzo, per aver rapito e arruolato bambini e bambine dagli 11 ai 15 anni nella guerra civile in Ituri, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, del 2002-2003. Una rara buona notizia che riguarda l’Africa, dopo la condanna di Charles Taylor, il “mostro” di Liberia e Sierra Leone, dui cui avevamo parlato lo scorso aprile.

L'”ex presidente mostro” è colpevole


Dopo un processo durato quasi cinque anni, il criminale di guerra ed ex presidente della Liberia, Charles Taylor, è stato riconosciuto colpevole questa mattina dal Tribunale speciale per la Sierra Leone.
Uccisioni illegali, mutilazioni, stupro, violenza e schiavitù sessuale, reclutamento e impiego di bambine e bambini soldato, sequestro di persona, obbligo di lavori forzati: prima di devastare il suo paese (la Liberia), di cui s’impossessò con un colpo di stato nel 1997, Taylor ha contribuito a distruggerne un altro, la Sierra Leone, sostenendo i gruppi armati di opposizione che si sono resi responsabili di tali crimini.
Le cifre del decennio nero della Sierra Leone, tra il 1991 e il 2002, sono terribili: 75.000 civili uccisi, oltre due milioni di profughi di guerra, più di un terzo dell’intera popolazione, almeno 5000 bambini arruolati a forza nelle truppe regolari e nelle milizie armate dell’opposizione.
Ma i numeri non bastano a rendere l’idea. Lo fanno di più i ragazzi e le ragazze, allora in tenera età, che vennero sottoposti a mutilazioni e amputazioni degli arti superiori e inferiori. Prima di tagliargli le braccia, gli aguzzini chiedevano “manica lunga o manica corta?”, per intendere macabramente l’altezza dove mozzare le braccia.
Un granello di Giustizia per la Liberia e la Sierra Leone, ma un enorme passo avanti per i Diritti dell’Uomo.