Che cos’è il Nuovo Ordine Mondiale (NWO)?


Secondo il complotto del Nuovo Ordine Mondiale, il cui acronimo è NWO (New World Order), un presunto gruppo di potere oligarchico e segreto si starebbe adoperando per prendere il controllo di ogni organizzazione statale del mondo.
Una delle menzioni iniziali del NWO sarebbe contenuta nella dichiarazione del 1975 del Presidente statunitense Gerald Ford: “Dobbiamo unirci per costruire un nuovo ordine mondiale […] Al meschino concetto di sovranità nazionale non dev’essere permesso di distoglierci da quest’obiettivo”. Il testo è in realtà un rimando all’importanza della sovranazionalità nelle decisioni politiche internazionali, e non è legato alla presunta organizzazione oggetto della teoria cospirativa.
In questa teoria vengono richiamati a far parte del presunto complotto, gli Illuminati (leggi nostro articolo), il Quarto Reich, l’ONU, gli Stati Uniti, la comunità ebraica e la nuova massoneria.
Anche note organizzazioni internazionali quali la Banca Mondiale, l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), il WTO (World Trade Organization), l’Unione Europea e la NATO sono spesso elencate come sotto-organizzazioni per lo sviluppo del Nuovo Ordine Mondiale. Infine, la maggior parte delle famiglie potenti e influenti, quali i Rothschild, i Rockfeller, la JP Morgan, la famiglia Du Pont, la famiglia Bush, il casato Windsor, così come i monarchi europei e il Vaticano, sono secondo alcuni complottisti membri del NWO.
Lo stesso attacco alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 farebbe parte del disegno del NWO e sarebbe stato organizzato a tavolino da questi signori.
In quest’ottica non è difficile creare un vero e proprio “calderone” di teorie e sottoteorie, a volte discordanti, tra le quali citiamo, a grandi linee:
1) Gli anarco-insurrezionalisti, gli ecologi radicali e i neo-Luddisti, a volte sostengono che c’è o può esistere un’esplicita organizzazione cospirativa.
2) Le ideologie cristiano-evangeliche fondamentaliste includono un elemento religioso preminente nella cospirazione, basato sugli antichi testi evangelici e biblici: l’anti-Cristo.
3) Altri sostengono una Teoria del Controllo, riguardante il controllo della mente e della società anche mediante la dispersione degli agenti chimici nell’atmosfera via aerea (scie chimiche o anomale), esperimenti sul controllo delle meteorologia e dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche, esperimenti riguardanti il controllo della mente e la sua conseguente manipolazione da parte della CIA (MK-ULTRA), influenza di extraterrestri, l’Area 51, la Base Dulce, fino a includere la storia antica dell’uomo, in cui si troverebbero tracce di queste attività umane o extraterrestri.
4) Un’ulteriore teoria è chiamata “Signoraggio” e prevede l’abolizione del denaro contante il quale, secondo i sostenitori, andrebbe gradualmente sostituito da quello elettronico utilizzabile sotto forma di carte magnetiche o microchip a bassa frequenza impiantati sottopelle. Secondo i sostenitori di questa teoria, una volta preso saldamente il potere, il NWO potrebbe controllare ogni singolo essere umano sia negli spostamenti che nelle transazioni di denaro, ricattando all’occorrenza chiunque possa agire contro gli interessi della nuova dirigenza planetaria.
Purtroppo la concomitanza (e la concorrenza) di teorie potrebbe screditare quello che c’è di vero in alcune di esse e infatti molti complottisti sono convinti che i fautori del NWO lavorino per creare teorie del complotto sempre nuove e fantasiose proprio per screditarle tutte. Il complottismo del complottista.
Giunti a questa deriva, paradossalmente il Nuovo Ordine Mondiale pare più un Vecchio Caos Globale.

Per rendere costruttivo il ragionamento bisogna innanzitutto fare delle distinzioni:
1) Separare il NWO dall’ufologia.
2) Distinguere il NWO dagli Illuminati.
3) Concepire il NWO non come potere effettivo, ma come volontà di una parte del mondo, in questo caso dei cosiddetti “poteri forti”, ovvero qualsiasi persona, istituzione, o famiglia che ha dei reali ed effettivi poteri sulla società o parte di essa.
Infatti, come insegna la Storia, non è mai stato possibile racchiudere l’intero controllo mondiale in una persona, un impero o un’istituzione. Anche l’Impero Romano, quello Cinese o il Papato hanno avuto un potere forte, ma mai assoluto, e sempre contrastato da altri poteri concorrenti o dal “popolo” stesso.
Oggi la coscienza dei cittadini è molto più consapevole e informata del passato, e per questo l’opinione pubblica stessa è considerata (anche dai poteri forti), un elemento di forte influenza (e la stessa esistenza del complottismo ne è un’evidenza).
Concepire un potere unico come il NWO è assurdo perché ce lo insegna la Storia: regimi con tendenze “assolutistiche” ci sono e ci sono stati, ma più erano forti e assolutistici e con maggiore forza sono stati combattuti. Elenco i casi più eclatanti, ma la lista potrebbe non finire più: il Papato (contrastato dalla Riforma), il Nazismo (combattuto dagli Alleati), il Comunismo e l’Imperialismo statunitense (che si sono opposti tra di loro in una grande Guerra Fredda).
Se da un lato, però, non dobbiamo credere all’esistenza di un “mostro” che controlla il mondo, non possiamo negare gli effetti che hanno “i suoi tentacoli”. La volontà di raggiungere un NWO, o un potere che sia forte nel mondo, esiste ed è sotto gli occhi di tutti: esistono istituzioni non elette democraticamente (come i già citati FMI, WTO e la Banca Mondiale e le relative lobbies) che hanno un’innegabile ed evidente influenza nel mondo.
Si può quindi concludere parlando di “influenze di potere” esercitate dai soggetti sopra elencati, dalle istituzioni, dalle grandi famiglie, dai dirigenti di multinazionali del petrolio, della farmacologia e dell’informatica, fino al Vaticano, che hanno reali influenze sulle decisioni mondiali.
Questo fenomeno, che è stato esercitato dall’antichità fino a oggi e si trasforma e si adegua (a volte “travestendosi”) a seconda dell’epoca che sta vivendo, ha poco da nascondere e molto da mostrare, e si traduce in una semplice parola: “Potere”.
Noi abbiamo due possibilità: far sentire la nostra voce (la famosa “opinione pubblica”), e fare leva su una caratteristica del potere, che è quella dell’esclusività: ogni potere tende a escludere e annichilire altri pretendenti al potere, e si creano così condizioni di equilibrio tra poteri forti che riescono a ridurre la loro influenza globale. Così è stato durante la Guerra Fredda, con il Comunismo che faceva da contraltare all’Imperialismo capitalistico. Oggi va un po’ peggio, perché c’è un potere meschino che contrasta la Civiltà del Capitale: il fondamentalismo religioso.
Cominciamo a ragionare in questi termini prima di descrivere alieni che insegnano agli egiziani a costruire astronavi a forma di piramide o Bush che schiaccia il pulsante l’11 settembre.

Chi c’è dietro la crisi: facciamo i nomi


Cerchiamo di analizzare la crisi per cercare cosa sta succedendo veramente e chi sono i veri responsabili. Giustamente i Tg nazionali, avendo un pubblico generalista che deve comprare i servizi pubblicizzati, non può approfondire più di tanto la questione. Noi cercheremo di farlo usando un linguaggio il meno possibile specialistico.
Cominciamo dall’inizio: 2006.
Già in quell’epoca ci sentivamo dire che “prima o poi la bolla immobiliare sarebbe scoppiata”. S’intendeva che l’aumento degli immobili del 10% annuo non poteva andare avanti perché era un aumento fasullo (infatti il valore catastale era sempre più lontano da quello commerciale) causato dagli speculatori del caso (società edili, agenzie immobiliari, banche che elargivano prestiti).
La causa primaria di questo aumento era infatti il prestito indiscriminato, anche a chi non se lo poteva veramente permettere. Ma questo aumento giovava apparentemente a tutti. Vediamo perché.
Il “mutuo facile” accontentava chi aveva sempre vissuto in una casa modesta: mutui di centinaia di migliaia di euro a tasso variabile permettevano, in 30 o 35 anni (in altri Paesi, come il Giappone, si arrivava a 50 anni o più, regalando di fatto ai figli un debito enorme), rate di partenza abbastanza basse da permettere loro di acquistare una villetta o un appartamento molto più grande di quello posseduto prima. Si è visto di tutto: operai con quadrilocale in città, villetta al mare e in montagna e via dicendo.
Il “mutuo facile” accontentava le banche che spremevano gli ingenui compratori con tassi da strozzini e Spread arbitrari (lo Spread, in questo caso, è un tasso aggiunto al tasso nominale).
Il “mutuo facile” incrementava le compravendite di immobili, rendendo felici le agenzie.
Incrementando le compravendite, s’incrementava il valore commerciale degli immobili, facendo guadagnare le banche (prestito più alto, maggiori interessi), le agenzie (che lavorano a percentuale) e i proprietari di casa, che si trovavano di colpo a possedere case milionarie.
Naturalmente, procedendo così, il valore era sempre più fasullo, i tassi tendevano ad aumentare a causa degli eccessi di prestito e tutti sapevano che non poteva andare avanti all’infinito. Ma nessuno ha cercato di invertire la tendenza per tempo. Stato o governi compresi.
Si sapeva già chi erano i colpevoli, ma si lasciava fare.
Così, l’esplosione preannunciata della bolla immobiliare avvenne alla fine del 2006 negli Stati Uniti, lo Stato che aveva più estremizzato il sistema dei prestiti e dei debiti.
Negli Usa, e nel mondo anglosassone in generale, si usavano infatti molti mutui subprime, letteralmente mutui a clienti “sub”-prime, quindi sotto il livello di chi poteva effettivamente permetterseli.
Le banche prestavano soldi a chi probabilmente sarebbe diventato insolvente perché il maggior rischio veniva compensato da un maggior guadagno, quindi tassi di interesse più alti, che chi si vedeva realizzare il sogno di una casa grande era disposto a pagare. Inoltre, in uno scenario di tassi e prezzi degli immobili in crescita, la segreta speranza era proprio che dopo un tempo ragionevolmente breve il mutuatario non riuscisse a onorare il pagamento e gli si potesse legalmente sottrarre l’immobile, rivendendolo a prezzo altissimo.
In questo senso, una vera circonvenzione di chi non poteva comprendere questi machiavellici meccanismi finanziari. Una pratica che i governi avevano l’obbligo di impedire, dato che il loro compito è anche quello di difendere le classi meno difendibili. Ma ciò non hanno fatto, evidentemente perché i loro componenti avevano il propri interessi.
In effetti successe proprio come previsto, i tassi variabili aumentarono (fenomeno che si verificò anche in Italia) finché i proprietari non riuscirono più a pagare le rate, divenendo insolventi.
Quello che i dirigenti delle banche non previdero (oppure preferirono guadagnare a sproposito prima di andare in pensione, lasciando i debiti in eredità) è che gli insolventi si moltiplicarono in numero tale da far saltare i conti delle banche.
La crisi diventò palpabile nel febbraio-marzo 2007 e nel settembre-ottobre 2008, bimestre in cui scomparirono le banche d’affari più note: il 15 settembre 2008 Lehman Brothers dichiara la bancarotta, il 22 settembre Goldman Sachs e Morgan Stanley diventano banche normali. Tutti gli indici borsistici mondiali fltterono in maniera consistente, arrivando mediamente sui livelli di 10 anni prima.
Questa prima crisi (detta dei subprime statunitensi) si è poi ripercossa in Europa e nei Paesi in via di sviluppo, per il carattere globalizzato dei mercati finanziari odierni. Infatti, qualunque titolo può essere mercanteggiato: se si possiede un credito, anziché aspettare che il debitore compia il suo dovere restituendelo, si può rivenderlo.
In sostanza, diventa un’obbligazione garantita dal credito, e psicologicamente cessa di essere un mutuo pagato da una persona che se non paga perde una casa e finisce in mezzo a una strada, e così i crediti derivati da mutui subprime vennero venduti senza limiti in tutto il mondo. In Italia un po’ meno che altrove, grazie a una maggiore prudenza e alla resistenza psicologica di basare l’economia personale sul mercato del credito.
Così, dal 2010, la crisi ha preso una nuova forma e sembra che l’Europa e in particolare i Paesi più deboli dell’Unione Monetaria (i PIGS: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, a cui segue a ruota l’Italia) stiano subendo l’attacco di nuovi speculatori che, in pratica, riscono a mettere in difficoltà interi Paesi (preferibilmente i più deboli per vari motivi) semplicemente controllando la compravendita dei titoli di Stato.
E questo mette in luce un altro fenomeno: negli ultimi 15 anni circa i mercati finanziari sono dominati da pochi grandi operatori che controllano il 70% dei flussi finanziari che quindi permette loro di controllare i mercati.
Si tratta di una quindicina di banche e società di intermediazione mobiliare, tra cui J.P. Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas. Oltre loro ci sono una miriade di piccoli risparmiatori che non contano nulla. Occupay Wall Street ha diffuso un elenco con i nomi e cognomi dei dirigienti e dei manager senza dubbio coinvolti nella questione. Sappiamo chi sono i colpevoli (almeno una parte), chi sono i famosi speculatori capaci di demolire l’economia di un Paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA (quindi con l’appoggio del governo), che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d’affari, garantendo la liberizzazione totale dei movimenti di capitale nel mondo con cui spostano liquidi da un Paese all’altro senza costi o vincoli e la possibilità di determinare in modo virtuale il valore delle monete.
Infatti, fino al 1971 il dollaro (moneta di riferimento mondiale) era agganciato all’oro, quindi si poteva quantificare il suo valore, da quell’anno il valore di tutte le monete è invece determinato dagli stessi mercati finanziari. Questo fenomeno, del controllo totale dei mercati finanziari, compresi quelli dei Paesi sovrani e delle monete nazionali, è chiamato “Signoraggio“. Avete letto sulle vecchie banconote della lira e ora dell’euro? Prima c’era scritto “Repubblica Italiana” (per esempio nella banconota da cinquecento lire), poi “Banca d’Italia” (dalle mille lire in poi), che è un’istituzione privata (Bankitalia).
La speculazione avviene tramite un’ampia serie di “strumenti”, dalle vendite allo scoperto a derivati di tutti tipi e usi, spesso fuori dal controllo degli organi istituzionali e spesso illeciti.
Per esempio, abbattono il valore del denaro oppure speculano sulle materie prime, aumentando il prezzo del grano o del petrolio.
Infine, speculano sui titoli di Stato come sta accadendo ora indebitandolo ancora di più.
In definitiva, credo che il quadro sia ora più chiaro.
Un fenomeno predatorio da rendere illegale come il prestito subprime, ha creato una crisi e ha messo in luce, suo malgrado, le vere pratiche della finanza d’assalto e, in ultima analisi, del capitalismo sfrenato.
Speculatori, banche, assicurazioni, mediatori creditizi, agenzie finanziarie, agenzie e periti immobiliari, con la connivenza delle agenzie di rating e dell’assenza della difesa dei ceti deboli e medio bassi da parte dello Stato, stanno ricreando la “nuova aristocrazia mondiale”.

Ora forse non sembrerà più tanto una follia creare una Neorepubbblica autonoma, richiamando l’attenzione dell’assenza (o connivenza) dei governi che contano o delle classi colpite dalla crisi, soggiogate da queste nuove istituzioni finanziare.
Già dal 2003 al 2006 il nostro capo di Stato Lukha B. Kremo girava l’Italia “urlando” nei suoi reading inquietanti ammonimenti nei confronti di banche, assicurazioni e finanza, preso forse per un demagogo o un folle predicatore.
Quello che “predica” oggi non è solo una semplice Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie), che è un inutile palliativo, ma un’Europa e un mondo politico che controlli il mondo della finanza e non il contrario, delle leggi che tutelino contro questi giochi finanziari, i prodotti derivati e il gioco d’azzardo in generale (che altro non sono).
Noi non siamo ottimisti: per il momento i governi fomentano sempre di più il gioco d’azzardo (qualche anno fa almeno non lo promuovevano con stupide lotterie e gratta-e-perdi), e l’Europa istituisce il MES, altra istituzione non democratica per il controllo dei conti dei singoli Stati (vedi il nostro articolo). In definitiva, troppi speculatori fanno parte della stessa famiglia di governanti e parlamentari: non c’è da aspettarsi niente di buono se non la solita accorta tutela dei grandi capitali.
Il consiglio, a noi singoli cittadini, è staccarsi progressivamente il più possibile da questo sistema finanziario (basta prestiti, conti correnti e assicurazioni), far sentire la propria voce nelle piazze e non dare mai la fiducia a un politico in perpetuo, ma verificare, mese per mese, i suoi effettivi interessi e la resistenza ai poteri forti.

Vaticano: uno dei centri del capitalismo malato: lo IOR


Lo IOR (Istituto per le Opere Religiose) è la banca centrale del Vaticano, ma non strettamente della Santa Sede, che invece è l’APSA, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, ed è quindi riconosciuto come un istituto di credito ordinario.
L’11 febbraio 1887, papa Leone XIII costituì la “Commissione delle Opere Pie” che nel 1908, su iniziativa di papa Pio X, fu rinominata “Commissione amministratrice delle Opere di Religione”.
Nel 1941, sotto Pio XII, l’amministrazione speciale assunse la denominazione di “Amministrazione delle Opere di Religione”.
Lo IOR consta di 130 dipendenti, un patrimonio stimato (nel 2008) di 5 miliardi di euro, 44000 conti correnti, riservati a dipendenti vaticani, ecclesiastici e ad una ristretta quantità di enti privati.
Rilevanti sono gli investimenti esteri, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio. Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12% (18% negli anni di Giubileo) e, non esistendo tasse all’interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti.
Per quanto riguarda gli utili conseguiti, essi non vanno corrisposti ad azionisti, che nel caso dell’Ente non esistono, ma sono devoluti in favore di opere di religione e di carità.
Lo IOR è stato creato con la funzione di amministrare i capitali degli ordini religiosi, degli istituti religiosi maschili e femminili, delle diocesi, delle parrocchie e degli organismi vaticani di tutto il mondo.
Lo IOR è stato e continua ad essere molto ambito per chi possiede capitali che vuol far passare “inosservati”: il bilancio e tutti i movimenti che vengono fatti dall’Istituto sono noti solo ed esclusivamente al Papa, al collegio dei cardinali che lo gestiscono, al Prelato dell’istituto, al Consiglio di sovrintendenza, alla Direzione generale e ai revisori dei conti.
Per molto tempo a capo dell’Istituto e’ stato Paul Marcinkus, cardinale coinvolto in numerosi scandali, ma in generale la IOR è sempre stata coinvolta in scandali (Sindona, Scandalo del Banco Ambrosiano, scandalo Enimont, Operazione Sofia, caso Fiorani-BPI, caso Anemone-Grandi Opere, dobbiamo continuare?)
Lo IOR è il centro di un’organizzazione mondiale di banche controllate dal Vaticano. Molto semplice è qualsiasi trasferimento di denaro attraverso lo IOR, con la garanzia dell’assoluta riservatezza, poiché Città del Vaticano non ha aderito (fino al 1° aprile di quest’anno!), ai patti internazionali antiriciclaggio (vedi nostro articolo a riguardo).