Oman, attacco a due petroliere


Le petroliere coinvolte sono la norvegese Front Altair di proprietà della società Frontline, battente bandiera delle isole Marshall, e la Kokuka Courageous della società giapponese Kokuka Sangyo, battente bandiera di Panama, che trasportava metanolo da Singapore all’Arabia Saudita. I 44 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina iraniana e dalla marina militare americana, che ha inviato sul posto la Quinta Flotta.

Le cause dell’incidente non sono ancora note, ma il segretario di stato Usa Mike Pompeo nella serata di giovedì ha accusato l’Iran per l’attacco: “Sono loro i responsabili, per colpire gli alleati degli Stati Uniti. La Russia è cauta: “No a conclusioni affrettate”.

Risultato storico: Trump e Kim Jong-Un hanno fatto i turisti e si sono stretti la mano


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un si sono incontrati per la prima volta sull’isola di Sentosa, a Singapore, intorno alle 9 dell’ora locale. L’incontro è avvenuto all’hotel Capella: i due hanno camminato l’uno verso l’altro e si sono stretti la mano, poi hanno avuto un primo colloquio di 38 minuti accompagnati solo dai rispettivi interpreti, seguito da una riunione insieme ai consiglieri politici statunitensi e nordcoreani.

Permettetemi un comemnto: dai proclami (denuclarizzazione completa e irreversibile e sgombero delle forze Usa dalla Corea) alla stretta di mano mi pare ci sia una piccola differenza.

 

Trump annulla il vertice con Kim Jong-un


Il giorno in cui si è svolta la cerimonia per lo smantellamento definitivo e completo dell’area militare di Punggye-ri, dove il regime ha condotto i sei test nucleari, la Casa Bianca diffonde una lettera in cui Donald Trump scrive a Kim Jong-Un per dirgli che il faccia a faccia in programma a Singapore il 12 giugno non si farà. “Il mondo e la Corea del Nord in particolare hanno perso una grande opportunità per una pace duratura o per una grande ricchezza” scrive Trump, “è un momento triste per la storia”.

Guerra Fredda Reloaded


Già altre volte abbiamo parlato del sospetto che sia in corso una nuova Guerra Fredda, soprattutto da quando parliamo della Siria (si veda per esempio questo articolo del maggio 2011).
La politica internazionale è sempre complessa da capire, ma besterà leggere le prossime riche per capirne un po’ di più:
Il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha annunciato che la Russia intende espandere la sua presenza militare all’estero, creando delle basi in diversi Paesi quali Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore e Vietnam. I negoziati riguardano anche la possibilità di entrare con proprie navi nei porti a condizioni favorevoli e siti di rifornimento per i bombardieri strategici. Attualmente, Mosca ha una sola base navale fuori dall’ex Urss, a Tartus, in Siria (ciò vi dice qualcosa?).
Ora, se spesso i liberali hanno mostrato entusiasmo per il fatto che gli Stati Uniti abbiano disseminato basi militari in tutto il mondo, che dire adesso? Certo, la Russia non garantisce proprio le libertà che ci sono negli Stati Uniti, ma non dimentichiamo che la Russia non è l’Urss, è una democrazia, il governo è stato eletto, mentre negli Stati Uniti c’è ancora la pena di morte. Che rispondere, cari liberali?
Per me, sarebbe meglio smantellare le basi Usa per scongiurare quelle russe.

Cocos and Keeling Islands Territory


Dossier Micronazioni Parte IV.
Parlando di micronazioni, cioè di piccole nazioni secessioniste caratterizzate da un “governo personale”, forse il primo esempio dell’epoca moderna sono le Isole Cocos e Keeling.

Bandiera delle Isole Cocos e Keeling

Bandiera delle Isole Cocos e Keeling


Francobolli moderni delle Isole Cocos e Keeling

Francobolli moderni delle Isole Cocos e Keeling


Il Territorio delle Isole Cocos e Keeling, che oggi fa parte delle Nazioni Unite Territorio dell’Australia è costituito da 27 atolli e isole coralline nell’Oceano Indiano, di cui due abitate, West Island (popolata da europei) e Home Island (popolata da una comunità indigena malese), con una popolazione totale di circa 600. Dal 1814 al 1857 furono una micronazione a carattere “personale”.
Leggiamo e traduciamo la storia da Wikipedia Usa.
Il capitano William Keeling fu il primo europeo a scoprire le isole, nel 1609, mentre prestava servizio nella Compagnia delle Indie Orientali.
Nel 1814, il capitano John Clunies-Ross, un mercante scozzese, si fermò brevemente sulle isole durante un viaggio in India, le dichiarò parte dell’Impero Britannico e ripartì, intenzionato a tornare e stabilirsi in futuro con la sua famiglia.
Ma anche Alexander Hare, ricco signore inglese, ex governatore di una colonia in Borneo, aveva dei piani simili, e insieme a un capitano (per un caso strano fratello di Clunies-Ross) si stabilì nell’isola con quaranta donne malesi per creare il suo privato harem personale.
Nel 1816 Clunies-Ross tornò con la moglie, i figli e la madre, trovò Hare e invase l’isola e ne riprese il possesso, insieme alle donne. Hare abbandonò l’isola e si recò a Batavia, dove poi morì.
I lavoratori venivano pagati in una moneta chiamata la rupia Cocos, coniata da John Clunies-Ross stesso e che era valida nel negozio della società.
Nell’aprile 1836, il capitano Robert FitzRoy raggiunse l’isola per scandagliare il profilo dell’atollo, per la spedizione della nave Beagle. Alla missione partecipava anche il giovane Charles Darwin, presentre per ricerche naturalistiche. Il suo assistente, Syms Covington, osservò che “un inglese [intendeva scozzese] vive sull’isola con la propria famiglia, e circa 60 o 70 mulatti”.
Le isole furono annesse dall’Impero Britannico nel 1857. Questa annessione è stata eseguita dal capitano Stephen Grenville Fremantle al comando della nave Juno. Fremantle ha nominato Ross come sovrintendente.
Nel 1867, le isole sono state messe sotto la dipendenza degli Insediamenti dello Stretto di Malacca, che includono Penang, Malacca e Singapore. Nel 1886 la regina Victoria concesse le isole in perpetuo alla famiglia Clunies Ross. Dal 1992 fa Parte della Circoscrizione Elettorale dei Territori del Nord dell’Australia.
Isole Cocos e Keeling

Isole Cocos e Keeling


Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte V.

No alla violenza solo da chi voglio io


Oggi in Yemen, a Sana’a, la polizia fa fuoco sulla folla in protesta: 4 morti
In Siria, a Damasco, ucciso un noto attivista pacifico e altri 5 morti tra cui un bambino di 9 anni.
Il movimento degli indignati e Occupy Wall Street contro gli abusi della finanza, il precariato e le ricette anti-crisi della politica ha esportato la protesta in 951 città di oltre 80 Paesi.
In Malaysia a Kuala Lumpur e a Singapore interrotto il corteo dlla polizia che ha fatto sgombrare le piazze.
In Italia 70 feriti e 12 arrestati a causa delle violenze Black Bloc da cui il corteo prende le distanze.
Come andare a cena in gruppo e lamentarsi perché bisogna pagare il conto di alcuni che se ne sono scappati prima.
Premesso che a Roma si è assistito a una guerra tra poveri (black bloc vs forze dell’ordine) e che i tafferugli dovrebbero semmai spostarsi nei veri centri di potere (Montecitorio anziché le vetrine), c’è da chiedersi:
– Perché le violenze dei Black Bloc, notoriamente internazionali, si sono verificate SOLO in Italia?
– Qual è la differenza tra le violenze dei Black Bloc e quelle della Primavera araba?
Ci sono violenze che vanno bene e altre no, evidentemente, come sempre noi abbiamo sostenuto. Il discriminante è la democrazia. In un Paese democratico non si può fare violenzae “deturpare l’arredo urbano”, quindi Berlusconi, democraticamente eletto dal 1994 (tranne la breve parentesi di Prodi), è legittimamente al governo, pur con il conflitto di interessi aggravato dal fatto che riguarda le telecomunicazioni e i legittimi impedimenti che lo costringono a non farsi processare. Quindi nessuno (o pochi) in Italia sostengono che ci sia emergenza democrazia.
Fine delle proteste, tutti a casa, Berlusconi vada avanti fino al 2013 perché, naturalmente, si parlerà tanto, ma nessuno ascolterà le ragioni degli indignati.