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Sri Lanka, assalto al palazzo presidenziale


Caos in Sri Kanka dove manifestanti in protesta hanno assediato la residenza del presidente Gotabaya Rajapaksa. Le forze di polizia sono intervenute con gas e lacrimogeni per fermare i dimostranti che da giorni chiedono le dimissioni del leader. Secondo fonti della Difesa il presidente sarebbe fuggito in elicottero poco prima dell’assalto e portato in un luogo sicuro.

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Sri Lanka in default per la prima volta nella storia


La banca centrale dello Sri Lanka ha annunciato che il paese è entrato ufficialmente in default, ovvero lo stato di insolvenza in cui il governo di un paese non è più in grado di ripagare il proprio debito pubblico. È la prima volta che lo Sri Lanka va in default nella sua storia, cioè da quando ottenne l’indipendenza dal Regno Unito nel 1948.

Le proteste degli ultimi giorni hanno portato alle dimissioni del primo ministro Mahinda Rajapaksa, sostituito successivamente da Ranil Wickremesinghe. Entrambi fanno parte del Partito della Libertà dello Sri Lanka, nazionalista e di centrosinistra.

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Sri Lanka nel caos per le rivolte


Sale la tensione nello Sri Lanka dopo la proclamazione dello stato d’emergenza e del coprifuoco per contenere le proteste di massa suscitate dalla grave crisi economica. Sfidando le autorità, decine di deputati delle forze di opposizione si sono riversate nelle strade della capitale per affluire davanti alla residenza del loro leader Sajith Premadasa, da dove hanno dato vita a un corteo. I manifestanti sono stati bloccati da militari e poliziotti armati di fucili. Bloccati i social network per qualche ora.

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Attentati in Sri Lanka: le piste


Sale a 310 morti il bilancio delle vittime degli attacchi esplosivi del giorno Pasqua contro chiese e hotel in Sri Lanka. Circa 500 i feriti. 40 le persone arrestate.

Il massacro sarebbe stato compiuto da una piccola fazione, National Thowheeth Jama’ath, assistita da una rete internazionale (non precisata). Senza questo supporto il gruppo non sarebbe stato in grado di portare a termine una missione così devastante, per cui devono esserci dei militanti esperti che hanno preparato gli uomini-bomba. Si parla dei foreigner fighter partiti dallo Sri Lanka e unitisi al Califfato, ma l’ISIS (che solitamente non perde tempo e a volte rivendica anche attentati non suoi) non ha rivendicato l’attentato, altri esperti parlano di Al Qaeda, che da sempre ha sponde nel sub continente indiano.

AGGIORNAMENTO: l’ISIS ha appena rivendicato l’attentato, senza tuttavia mostrare prove.

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Ma le Maldive non erano un villaggio turistico?


In questi giorni un sacco di gente, soprattutto vip e calciatori, si sono accorti (ma anche no) che le Maldive non sono solo un villaggio turistico, ma una nazione indipendente con tanto di governo!
Il governo di Mohammed Nasheed ha subito un colpo di stato ieri a Malé, la capitale. La sua famiglia è fuggita in Sri Lanka, mentre il presidente sembra sia nella sua residenza. Il neopresidente è Mohamed Waheed Hassan.
Tutte le agenzie occidentali si affrettano a specificare che: “il golpe non avrà ripercussioni sul turismo né esistono condizioni di pericolo per gli stranieri nel Paese, italiani per primi”.
In realtà il turismo dovrebbe avere lo scopo far conoscere il Paese in cui ci si reca (è nato per questo, e non per vivere in centri benessere in enclave superprotette), quindi, ogni tanto, anche i turisti dovrebbero assaggiare un po’ di sana violenza politica.