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Attentati in Sri Lanka: le piste


Sale a 310 morti il bilancio delle vittime degli attacchi esplosivi del giorno Pasqua contro chiese e hotel in Sri Lanka. Circa 500 i feriti. 40 le persone arrestate.

Il massacro sarebbe stato compiuto da una piccola fazione, National Thowheeth Jama’ath, assistita da una rete internazionale (non precisata). Senza questo supporto il gruppo non sarebbe stato in grado di portare a termine una missione così devastante, per cui devono esserci dei militanti esperti che hanno preparato gli uomini-bomba. Si parla dei foreigner fighter partiti dallo Sri Lanka e unitisi al Califfato, ma l’ISIS (che solitamente non perde tempo e a volte rivendica anche attentati non suoi) non ha rivendicato l’attentato, altri esperti parlano di Al Qaeda, che da sempre ha sponde nel sub continente indiano.

AGGIORNAMENTO: l’ISIS ha appena rivendicato l’attentato, senza tuttavia mostrare prove.

Stragi in nome di Dio: in Sri Lanka 8 esplosioni, più di 200 morti


Esplosioni hanno colpito stamattina nel giorno di Pasqua tre chiese e tre hotel tra la capitale Colombo e Negombo dello Sri Lanka. Al momento i morti sono almeno 156 e si parla di oltre 500 feriti. Gli hotel colpiti sono lo Shangri-La, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand.

E sì, ci sono anche cittadini di seria A (cioè occidentali).

Ma le Maldive non erano un villaggio turistico?


In questi giorni un sacco di gente, soprattutto vip e calciatori, si sono accorti (ma anche no) che le Maldive non sono solo un villaggio turistico, ma una nazione indipendente con tanto di governo!
Il governo di Mohammed Nasheed ha subito un colpo di stato ieri a Malé, la capitale. La sua famiglia è fuggita in Sri Lanka, mentre il presidente sembra sia nella sua residenza. Il neopresidente è Mohamed Waheed Hassan.
Tutte le agenzie occidentali si affrettano a specificare che: “il golpe non avrà ripercussioni sul turismo né esistono condizioni di pericolo per gli stranieri nel Paese, italiani per primi”.
In realtà il turismo dovrebbe avere lo scopo far conoscere il Paese in cui ci si reca (è nato per questo, e non per vivere in centri benessere in enclave superprotette), quindi, ogni tanto, anche i turisti dovrebbero assaggiare un po’ di sana violenza politica.