La fantascienza dell’Est Europa in Italia


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 29 (vedi tutti gli articoli)

1966 Fantascienza Sovietica n. 1

L’interesse della fantascienza in Italia è prevalentemente rivolto agli Stati Uniti e, da un certo momento in poi alla Francia e alla Gran Bretagna. Ma anche la fantascienza russa e dell’Est Europeo desta alcune curiosità. Solo Solaris del polacco Stanisław Lem riuscì a superare le barriere del genere. In Italia, nel 1961 si registra l’uscita del saggio in volume “Fantascienza russa“, antologia di racconti curata da Jacques Berger e pubblicata da Feltrinelli, seguita dal 1966 da una vera collana intitolata “Fantascienza Sovietica“, uscita per 7 numeri fino all’anno successivo (poi ricopertinata), che presentò romanzi dei fratelli Arkadij e Boris Strugatskij, di Ariadna Gromova, Sever Ganovkij, Anatolij Dreprov e altri, che porta per la prima volta in Italia la fantascienza russa.
Da segnalare nel 1979 “Fantascienza e comunismo” (edizioni La Salamandra), un saggio in volume di Diego Gabutti, anche se parla di fantascienza da tutto il mondo.
Naturalmente, negli anni successivi, si registrano qua e là pubblicazioni di romanzi di fantascienza russi e dell’Europa dell’Est, come i fratelli Strugatskij, Aleksandr Beljaev, Aleksandr Bogdanov, Ivan Efremov ( su “Urania”, su “Galassia” e su diverse altre collane), ma anche esempi recenti come Metro 2033 di Dmitrij Gluchovskij), ma è interessante segnalare che nel 2018 è in pubblicazione la collana “Solaris” della casa editrice Alcatraz (da non confondere con due precedenti pubblicazioni omonime, che vedremo), appositamente dedicata alla fantascienza russa.

 

 

 

 

 

 

 

1961 Fantascienza Russa, a cura di Jacques Bergier

1979 Fantascienza e Comunismo, di Diego Gabutti

2018 Solaris (Alcatraz) n. 1

T.A.C. Tomografia Assiale Computerizzata: Chaosphere | Ver Sacrum


Su VerSacrum.com la segnalazione dell’uscita di un disco dei T.A.C., di Simon Balestrazzi, band Dark-Industrial italiana storica e seminale che della sperimentazione pura ha fatto la sua bandiera. Riportimo qui sotto il post integrale.
La Old Europa Cafe pubblica in un’edizione limitata di 300 copie Chaosphere, quello che è da considerare il disco perduto dei T.A.C., il seguito ideale e concettuale di Apotropaismo (Old Europa Cafe – 1997) registrato 15 anni fa a New York e mai pubblicato fino ad ora. I T.A.C. sono uno dei più grandi gruppi italiani in ambito di musica dark-industrial, sperimentale e esoterica: il gruppo, originario di Parma, è attivo fin dagli anni ’80 con album essenziali come Ouvrez vos auditifs canaux. Col tempo sono diventati una creatura del solo Simon Balestrazzi, figura carismatica con un solido background che spazia dal Krautrock fino alla musica d’avanguardia e elettronica. Molto interessante e creativa è stata la fase della loro carriera nei ‘90 in cui i T.A.C. unirono le forze con i Kirlian Camera di Angelo Bergamini (a tutti gli effetti un membro del gruppo in quel periodo così come Simon Balestrazzi lo era dei Kirlian Camera) dando alle stampe autentici capolavori oscuri e rituali come A Circle of Limbs, Hypnotischer Eden, La nouvelle art du Deuil e il citato Apotropaismo. Chaosphere è un album astratto, cosmico e surreale, ispirato a Solaris e Stalker di Tarkovskij. Nell’album, composto da 10 tracce, vengono utilizzati synth analogici e archeologici come l’ARP Odyssey e il mitico VCS3, uno strumento che ha fatto la storia e la gloria di nomi come il primo Klaus Schulze e i primi Tangerine Dream, e in effetti la musica, isolazionista, oscura, elettronica e fantascientifica, attinge alle sperimentazioni di questi artisti come del grande Edward Artemiev (il compositore russo che firmò la colonna sonora di Solaris) immergendo l’ascoltatore in una spirale sonora avvolgente che rievoca lo spirito di una pietra miliare come Zeit. “The Sluggish Larvae of an Antique Syntax” , con il suo misticismo elettronico che evoca paesaggi interiori indefiniti e oceani extraterrestri, è una traccia quieta e minacciosa. La cosmica “Nodal Points”, l’avanguardistica “As It Is” e la dark-ambinet “Collision” ben rappresentano il mood di Chaosphere, ideale colonna sonora di scrittori di fantascienza come Arthur Clarke, J.G.Ballard, Stanislaw Lem e Arkadi e Boris Strugatzki. “This Language of Flesh and Blood”, con le sue frequenze e pulsazioni elettroniche e “Crystalliza”, con i suoi sibili e rumorismi, chiudono quest’incubo introspettivo e metafisico.