Istambul: vestiti da Babbo Natale assaltano un night club: almeno 35 morti


Istanbul, vestiti da Babbo Natale attaccano a colpi di kalashnikov un night club: almeno 35 morti, dozzine di feriti. Almeno due i terroristi in azione. Uno degli aggressori ancora dentro il locale: si prepara un blitz delle teste di cuoio.

Mentono tutti


Ci avete fatto caso? Il Grand Guignol di Nizza come il fallito golpe in Turchia li abbiamo vissuti in diretta, com’è ormai consueto nell’era del Grande Fratello, fra tv, social network, videotelefonini e telecamere fisse. Eppure mai come da quando ci pare di sapere tutto, non sappiamo nulla. Perché tutti mentono. Tutti. Si pensava che l’homo videns di cui parlò Giovanni Sartori fosse almeno più immune dei suoi antenati alle bugie. Invece ne è vieppiù ostaggio, perché non sa neppure di non sapere. Crede di sapere tutto, dunque non cerca di saperne un po’ di più. O sospetta di sapere cose false, ma cade in preda alle leggende metropolitane del complottismo e della dietrologia, tanto false quanto affascinanti, dunque ritenute credibili come estrema reazione alle verità ufficiali, palesemente farlocche. Mente lo Stato Islamico, cioè l’Isis, quando 48 ore dopo la strage di Nizza comunica che il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel “era un nostro soldato”. Da quanto accertato finora, non lo era affatto: non era uno jihadista inquadrato, era un pessimo musulmano, beveva come una spugna, andava a donne, non rispettava il Ramadan, nessuno l’ha mai visto in moschea. Era semplicemente un pazzo solitario, ma tutt’altro che scemo, che s’è fatto beffe della cosiddetta “sicurezza” francese, ancora una volta perforata come un colabrodo, non bastando i precedenti di Charlie Hebdo e del Bataclan. E probabilmente ha deciso di morire da famoso in mondovisione: come Andreas Lubitz, il copilota tedesco che si schiantò un anno fa sulle Alpi francesi con tutti i passeggeri del suo aereo di linea. Mente il governo Hollande-Valls, quando assicura che la polizia transalpina ha “compiuto il suo dovere”, ma nulla poteva contro un terrorista “radicalizzato velocemente” ( tanto velocemente che non era neppure schedato tra i soggetti a rischio blando, malgrado i suoi precedenti per furti, violenze e altri crimini comuni: tipica tecnica di ingigantire il nemico per minimizzare le colpe di chi non ha saputo fermarlo). Se la polizia facesse il proprio dovere, nessun pregiudicato al mondo riuscirebbe a invadere, con un Tir noleggiato e una pistola in pugno, una zona pedonale affollata di migliaia di persone nel giorno della Festa Nazionale. Ammesso e non concesso che la polizia dica il vero, e cioè che Bouhlel ha forzato con abile manovra il posto di blocco (che invece, secondo testimoni oculari, non c’era neppure più), sarebbe stato inseguito e abbattuto dai gendarmi in pochi secondi.

[…]

Mentono i governi occidentali, dagli Usa all’Ue, che hanno atteso 3-4 ore prima di condannare il golpe e dare la solidarietà a Erdogan e al suo governo “liberamente eletto”. Hanno semplicemente aspettato di vedere chi vinceva per saltare sul carro giusto: avessero prevalso i golpisti, ora starebbero scaricando l’imbarazzante Sultano che perseguita gli oppositori, arresta o costringe all’esilio i dissidenti, chiude la stampa libera, censura il web (altro che “libere elezioni”), licenzia i magistrati, taglieggia l’Europa sui migranti e fa pure il doppio gioco col petrolio dell’Isis. Che il golpe sia stato un fulmine a ciel sereno per le cancellerie occidentali, non può crederlo neppure Alice nel Paese delle Meraviglie: la Turchia, ultimo avamposto della Nato verso il Medio Oriente, è piena di basi militari con personale americano ed europeo e tutti gli strumenti per intercettare gli F16 dei putschisti appena decollati alla volta di Ankara.

Mente anche Matteo Renzi quando, dopo ore di silenzio, corre in soccorso del vincitore Erdogan con gran “sollievo” per il “prevalere della stabilità e delle istituzioni democratiche” e perché “libertà e democrazia sono sempre la via maestra da seguire e difendere”. A parte l’abuso di parole come “libertà” e“democrazia”, che stonano sia col concetto di “stabilità” sia con un figuro come Erdogan che ora fa il controgolpe con la scusa del golpe, noi siamo uomini di mondo e capiamo quasi tutto: realpolitick, diplomazia, alleanze, interessi commerciali e anche la paraculaggine per dirottare altrove il mirino dei terroristi. Ma allora piantiamola con le ipocrisie. Com’è che, se “libertà e democrazia sono sempre la via maestra da seguire e difendere”, l’Italia continua a essere alleata di regimi illiberali e antidemocratici come l’Arabia Saudita, che, oltre a essere un’ottima fornitrice di Rolex a sbafo, è il principale finanziatore e megafono del reclutamento e della propaganda jihadista nel mondo? E che differenza c’è fra i generali golpisti “laici” turchi condannati ieri e il generale golpista “laico”egiziano Al-Sisi che seguitiamo a trattare coi guanti bianchi anche se continua a prenderci in giro sull’assassinio di Giulio Regeni? A parte il fatto che i golpisti turchi hanno perso e il golpista egiziano ha vinto, si capisce.

Marco Travaglio

Nizza: camion sulla folla e spari, strage


Nel giorno della festa nazionale. Nell’ora in cui le famiglie con i bambini si radunavano come ogni metà estate lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Almeno ottantaquattro le vittime, di cui molti bambini, di un camion di 15 metri lanciato a 80 chilometri all’ora in mezzo alla folla che a quell’ora popolava la Promenade des Anglais per assistere allo spettacolo di fuochi pirotecnici del 14 luglio, festa nazionale in Francia. L’attentatore, ucciso, è Mohamed Lahouaiej Bouhlel,  francese di Nizza di origini tunisine di 31 anni.

4 luglio, spari a Chicago e New York


Weekend di sangue e violenza a Chicago e New York durante le celebrazioni per la Festa dell’Indipendenza: 4 morti in una serie di sparatorie nella più grande città dell’Illinois. 62 i feriti, tra cui tre bambini di 8, 5 e 11 anni. Lo scorso anno erano state colpite 63 persone, 10 i morti. Anche a New York diversi gli episodi di violenza: 10 sparatorie con un bilancio di 20 feriti. Uno è grave. Sette dei feriti sono stati colpiti nel corso di un barbecue nel ditsretto di Brooklyn.

Dacca, Bangladesh: attacco dell’ISIS in un ristorante: decine di morti e ostaggi


Attacco nel quartiere dei diplomatici a Dacca. Almeno 20 civili in ostaggio e 40 morti. I terroristi sono entrati in azione attorno alle 21 locali (le 17 ora italiana) e si sono barricati all’interno dell’Holey Artisan Bakery, nel quartiere di Gulshan, prendendo in ostaggio almeno una ventina di persone, per lo più stranieri. Rivendicato da un gruppo vicino all’ISIS.

Istanbul, spari sulla folla ed esplosioni all’aeroporto Ataturk: decine di morti


Due attentatori suicidi si sono fatti saltare in aria dopo aver aperto il fuoco sui passeggeri nel terminal voli internazionali a Istambul. Secondo testimoni ci sarebbero anche stati spari nel parcheggio auto.

Siria, strage di civili dell’Isis a Deir el Zour: 300 morti, 400 rapiti


Il governo della Siria ha alzato a 300 il bilancio dei morti della giornata di attacchi di ieri da parte dell’Isis nella zona di Deir el Zour nell’area di Bghiliyyeh, nell’est del paese, mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato il rapimento nella stessa zona di 400 civili da parte dei jihadisti.
Almeno 150 persone sono state decapitate nel massacro, incluse decine di donne e bambini, a 400 ammonterebbero i civili rapiti.

Attentato in Mali


Sono 19 le vittime dell’attacco terroristico di venerdì a Bamako, in Mali, a cui si aggiungono due terroristi uccisi.
Il capo di Stato ha decretato lo stato di emergenza in tutto il paese per dieci giorni e tre giorni di lutto nazionale.
Sulla situazione politica del Mali avevamo già parlato (vedi).

Ankara: bombe sulla manifestazione pacifica


GleryItem_3_imageTurchia: 128 morti e 508 feriti alla manifestazione per la pace ieri ad Ankara
Sono stati due attentatori suicidi a compiere la strage di sabato mattina vicino alla stazione di Ankara, in Turchia. Si sono fatti esplodere durante una manifestazione pacifista.
In migliaia si sono radunati nella piazza Sihhiye, dove si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione per chiedere la fine del conflitto con il Pkk curdo. Un corteo che ha preso di mira il presidente Recep Tayyip Erdogan, accusato di fomentare il caos per recuperare sostegno in vista del voto anticipato del primo novembre.
Intanto le indagini ufficiali sulla strage puntano dritto contro l’Is, ma ci sono molti dubbi.

Strage di Piazza della Loggia: ergastolo a un fasicsta e un agente dei servizi segreti


Strage di Piazza della Loggia, Brescia

Strage di Piazza della Loggia, Brescia

I giudici della Corte di assise di appello di Milano hanno condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi, ex ispettore di Ordine Nuovo in Veneto, e Maurizio Tramonte, ex fonte «Tritone» dei servizi segreti, per la strage di Piazza della Loggia a Brescia, che il 28 maggio 1974 provocò 8 morti e 102 feriti tra le centinaia di persone che si erano riunite nella piazza della Loggia, nel centro di Brescia, per partecipare a una manifestazione antifascista.
Un tassello in più (una sentenza processuale) verso la ricostruzione della “Strategia della Tensione” ancora oggi negata.

Il Ramadan per qualcuno è l’occasione buona per massacrare la gente


Gravissimo il bilancio di un attentato avvenuto ieri a Khan Badi Saad, 20 chilometri a nord di Baghdad: le vittime di un’autobomba esplosa in un mercato molto affollato sono almeno 115.
L’esplosione è avvenuta proprio alla vigilia della festa dell’Aid al Fitr, la fine del digiuno islamico del mese di Ramadan, occasione strumentalizzata come la festa d’inizio Ramadam, lo scorso 18 giugno, per ben quattro attentati (in Tunisia, in Francia, in Kuwait, in Somalia, in Siria eseguiti pochi giorni a seguire).

E intanto in Nigeria Boko Haram attacca anche le moschee


Sono almeno 97 le vittime di un attacco delle milizie jihadiste di Boko Haram in un villaggio della Nigeria. Un commando di circa 50 uomini ha aperto il fuoco sui fedeli raccolti nelle moschee del villaggio di Kukawa, nei pressi del lago Ciad, durante la preghiera del venerdì di Ramadam. Poi sono entrati nelle case e hanno aperto il fuoco. Tra le vittime vi sarebbero anche donne e bambini.

950. Morti.


Morti. Disperati. Indesiderati. Che venivano a rubare il lavoro e i sussidi degli italiani, che venivano a spacciare, rubare e violentare le donne degli italiani (queste frasi le ho sentite molte volte in bocca a VOI italiani, le riporto per dovere di cronaca).
Ora sono morti. C’è meno concorrenza.
Infami. Ipocriti. Ignoranti (riferito a quelli cui ho sentito dire le frasi sopra).

Migranti superstiti a Malta

Migranti superstiti a Malta


A noi non resta che fare 950 preghiere, cristiane, musulmane, laiche.

Maometto piange, tutto è perdonato


Charlie Hebdo

Charlie Hebdo

Charlie Hebdo: ecco perché sono morti


Oggi si uccide per questo. Secolo buio.

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

In Nigeria Boko Haram uccide e rapisce un intero popolo


In Nigeria l’incubo attentati e rapimenti non è tornato, come sembrano alludere alcune testate, ma non è mai smesso. In Nigeria c’è ora una vera e propria guerra civile religiosa.
Il 23 giugno Boko Haram (il gruppo che da aprile tiene in ostaggio 200 studentesse, che il mondo vuole liberare al grido di #BringBackOurGirls) ha rapito altre 60 donne tra cui ci sarebbero 31 bambini.
A Kaduna, nel centro del Paese, dove 38 persone, in maggioranza donne e bambini, sono state uccise dopo un raid di un gruppo armato a due villaggi.
Il 25 giugno, i Boko Haram colpiscono un centro commerciale della capitale Abuja, provocando decine di morti.
Le migliaia di morti (che con più di quindici articoli, da ormai tre anni noi andiamo segnalando, vedi il primo della serie di nostri articoli sulla Nigeria) non bastano più all’integralismo islamico, ora rapiscono le donne mentre uccidono gli uomini.
E’ necessario, che l’Occidente, corresponsabile allo svilupparsi di questa situazione, intervenga aiutando il Paese a uscire da questa situazione.
Il presidente Lukha B. Kremo esprime il proprio cordoglio e si sente vicino alla popolazione di un Paese in cui ha vissuto per ben 2 anni, dal 1977 al 1978.

Nigeria: Boko Haram vuole tutti morti


Sono almeno 118 le vittime per l’esplosione di due autobomba oggi a Jos, città e Stato centrale della Nigeria, dopo l’esplosione di tre autobomba, la prima davanti ad una stazione di taxi in una delle vie commerciali più affollate della città, la seconda nei pressi del Terminus Market, mentre arrivavano i soccorsi.
Non sembrano esserci dubbi sulla matrice dell’attacco terroristico, riconducibile a Boko Haram.
“Ci vogliono tutti morti”: un tweet di una ragazza nigeriana fotografa la nuova giornata di sangue in Nigeria. Secondo i media locali, che citano fonti ospedaliere, le vittime sarebbero già 200.

Ucraina: la guerra civile che copre la guerra fredda


Strage a Kiev

Strage a Kiev

Le violenze in Ucraina tra europeisti e governativi a Kiev hanno provocato almeno 26 morti e oltre 240 feriti, tra cui 79 poliziotti e cinque giornalisti. Tra le vittime, 19 le persone sono state colpite da colpi d’arma da fuoco. Lo sostiene Alla Areshkovich, a capo del dipartimento di Sanità dell’amministrazione comunale di Kiev.
Il presidente ucraino Viktor Ianukovich ha annunciato una tregua per fermare il bagno di sangue.
La strage ha definitivamente destato l’attenzione del mondo sulla situazione assurda in cui si trova l’Ucraina, stretta tra le speranze di un Eldorado europeo dei cittadini (e un definitivo affrancamento dalla “Madre Russia”) e il “protezionismo economico” russo (rafforzato dalla questione dei gasdotti russi che passano attraverso l’Ucraina per rifornire l’Europa), da cui in realtà il governo dipende.

Per qualcuno da oggi in Italia 120 posti di lavoro in più, forse 300


Strage di immigrati a Lampedusa: al momento si contano 120 morti, ma si temono altre centinaia di vittime. A bordo circa 500 persone, 155 in salvo, probabilmente le vittime sono più di 300. Anche i soccorritori sotto choc. Emergenza sull’isola: non c’è posto per i morti. Venerdì lutto nazionale.
Per qualcuno però è una bella notizia, ci sono 120 posti di lavoro in più in Italia.
E non è una dichiarazione shock: quante volte avete sentito la frase: “ci rubano il lavoro”? Da bravi ragazzi, tirate fuori il razzismo che è in voi, forza, Italians do it Better…

Naufragio a Lampedusa

Naufragio a Lampedusa

La Crociata del terrorismo islamico colpisce soprattutto l’Islam


Nairobi, Kenya: lo Shabaab, movimento nato in Somalia a metà del 2006, più recentemente affiliato ad al-Qaeda, guidato da Ahmed Abdi Godane, il 21 settembre 2013 attacca il centro commerciale di Westgate e lo mettono sotto sequestro con uso di armi comprese granate. Dopo 2 giorni le forze dell’ordine kenyote cercano di rompere l’assedio. Al momento si contano 62 morti, 63 dispersi e 175 feriti.
Domenica 22 settembre, Peshawar, Pakistan: un kamikaze si fa saltare davanti alla chiesa di Khoati Bazaar: 81 morti tra i cristiani.
Circa 150 persone massacrate in nome di Dio. Il terrirosmo islamico continua nella sua decisione di emulare il suo grande nemico: l’integralismo cristiano di stampo medievale, la cui “manifestazione” più celebre restano le crociate, spedizioni armate contro cosiddetti infedeli con la convinzione di essere ispirati dal “vero Dio”. Sì, perché sia l’attentto di Nairobi (ma anche molti altri attentati di matrice islamica, compreso l’11 settembre), sia le Crociate cristiane hanno colpito anche gli appartenenti alla propria religione, quindi isclamici nel caso del terrorismo e cristiani nel caso delle Crociate (venivano chiamati eretici perché avevano una concezione teologica di Cristo lievemente diversa).
Che le Crociate siano una vergogna della Chiesa è innegabile, che il terrorismo islamico cerchi una “vendetta” alcontro le Crociate e il colonialismo occidentale facendo la stessa cosa è una vergogna dei terroristi e degli islamici che approvano, magari nascostamente, queste “azioni”.
E il modo migliore è chiamare il fenomeno contemporaneo del terrorismo islamico come Crociata Islamica.
Questo lo dico per stimolare il dibattito interno all’Islam: l’Occidente ha da tempo (dagli anni 60) aperto un dibattito pubblico culturale sulla Chiesa Cattolica, sui suoi errori del passato e quelli del presente, ma non è il soggetto giusto per contestare l’integralismo islamico, che invece deve essere criticato dall’interno, e quindi dai musulmani stessi. La laicità nella politica (anche di persone credenti) deve essere un valore anche tra i musulmani.

Assad è un criminale di massa, la Russia è complice


L’Onu ha completato l’ispezione: in Siria il 21 agosto sono state usate armi chimiche contro i civili su larga scala, Ban Ki-moon parla di nuovo oggi dopo che sabato quando ha avuto un’anticipazione del rapporto ha detto «Assad dovrà essere processato». Non è ancora chiaro se il presidente siriano sia colpevole di questo attacco ma tutti gli indizi sembrano portare al regime, secondo le prime ricostruzioni del rapporto Onu. Per ora è certo che «l’85% dei campioni di sangue prelevati fra le vittime sono risultati positivi al sarin (gas nervino letale) lanciato con missili terra-terra (con scritte cirilliche) in Siria e usato su larga scala contro la popolazione civile con molti bambini tra le vittime. Gli ispettori hanno anche realizzato che le conseguenze dell’attacco del 21 agosto sono state “massimizzate” da due fattori: l’orario e il clima. Secondo le testimonianze i missili hanno infatti toccato terra alle prime ore del mattino, in un momento in cui le basse temperature e il vento che soffiava dall’alto verso il basso, hanno trattenuto i gas chimici contro il terreno, spingendoli nelle zone inferiori e sotterranee degli edifici dove erano rifugiati migliai di civili.

Week-end soleggiato e 100 morti in Nigeria


Fine settimana di solleone nella penisola italiana e in tutto il Mediterraneo: l’evento si ripeterà il prossimo week-end.
In Nigeria, Boko Haram ha rivendicato la strage di due giorni fa nel distretto di Plateau durante la quale sono morte 22 persone che partecipavano ai funerali di alcune delle 63 vittime cristiane uccise nel week-end a Barkin Ladi. Difficile fare previsioni per le prossime domeniche.

L’unità di misura dei morti ammazzati è 100


Dopo i continui massacri in Nigeria provocati da Boko Aram, e, pochi giorni fa, circa 100 morti in Yemen a provocati da Al Qaeda, ieri almeno 110 civili, di cui 25 bambini, sono stati uccisi a Hula, nella provincia siriana di Homs dalle forze fedeli al presidente Assad.
Mentre in Italia ci si dispera per la forme di Parmigiano cadute, il Governo di un Paese sovrano fa un massacro ai danni dei propri cittadini. Chissenefrega che siano adulti, vecchi o bambini, la ragione di Stato viene prima. Viene da pensare che sia una pratica di quasi tutti i Governi al mondo. Per esempio quella di avallare una strategia della tensione, incoraggiare il terrorismo (internazionale, ma anche nazionale) per poter agire di conseguenza.
OPer il momento il Consiglio nazionale siriano invoca una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per determinare le responsabilità del massacro. Un team di osservatori Onu della missione in Siria (Unsmis) si è diretto verso Hula.

Egitto: l’Esodo si ripete?


Dopo le violenze e gli scontri dei giorni scorsi il bilancio delle vittime copte sarebbero almeno 36.
Si parla già di esodo di 100 mila cristiani copti dall’Egitto.
Un nuovo esodo dall’Egitto, questa volta cristiano in fuga dall’intolleranza religiosa?
La paura dei cristiani copti è giustificata, quanto quella di molte minoranze religiose in tutto il mondo (Europa compresa).
Questo è il motivo perché milioni di persone non credono alla religione come istituzione spirituale. Spesso la religione porta odio, xenofobia e razzismo.
Le istituzioni religiose parlano di “integralismo” non conforme al loro volere, ma sono le istituzioni stesse la base teorica di questi integralismi: il Cattolicesimo, l’Ebraismo e l’Islam (non solo, ma più di altre religioni) sono castelli di dogmi, precetti e tradizionalismi che non vogliono (quasi mai) sentir parlare di “evoluzione religiosa” o “innovazione religiosa”.
I summit interreligiosi sono cosa recente e troppo teorica, mai avallata sul campo da nessun passo concreto verso l’altro.
Il fedele della religione altra è, e resta, un infedele.
Su queste basi, è normale che al gente gridi: basta religione, più spiritualismo.