Stragi in nome di Dio: in Sri Lanka 8 esplosioni, più di 200 morti


Esplosioni hanno colpito stamattina nel giorno di Pasqua tre chiese e tre hotel tra la capitale Colombo e Negombo dello Sri Lanka. Al momento i morti sono almeno 156 e si parla di oltre 500 feriti. Gli hotel colpiti sono lo Shangri-La, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand.

E sì, ci sono anche cittadini di seria A (cioè occidentali).

Allah è Grande: il Ramadan dell’Isis


Ecco la nuda croncaca degli ultimi giorni :

23 maggio: Manchester, attentato al concerto di Ariana Grande al Manchester Arena: 22 morti e 59 feriti.

31 maggio: Afghanistan, camion bomba a Kabul nel quartiere delle ambasciate: 80 morti e più di 300 feriti.

1 giugno: Kabul, 20 morti e 87 feriti in una triplice esplosione durante il funerale del figlio del vicepresidente del Senato, Alam Ezidyar.

2 giugno: Londra, sul London Bridge un pulmino ha investito i passanti. Altri civili accoltellati a Borough Market. 7 morti e circa 50 feriti.

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Tutti contro tutti (cronaca di un luglio nero)


2016
29 giugno Istambul, terroristi sparano sulla folla all’aeroporto di Ataturk, prima di farsi esplodere, 42 morti.
1 luglio Dacca, sette terroristi islamici aprono il fuoco all’interno di un ristorante uccidendo 20 persone.
3 luglio Baghdad, due auto-bombe dell’IS uccidono più di 200 persone, tra cui 25 bambini.
8 luglio Dallas, sparatoria di un riservista afroamericano contro la Polizia Usa: 5 agenti uccisi.
14 luglio Nizza, uno squilibrato con contatti telematici con l’IS s’impadronisce di un TIR, passa gli scarsi controlli della Polizia Francese e investe decine di persone, uccidendone almeno 84.
15 luglio Turchia, l’esercito occupa le sedi della TV nazionale e blocca i ponti sul Bosforo dichiarando il golpe. Poche ore dopo il golpe fallisce. Morte circa 290 persone.
17 luglio Baton Rouge, un afroamericano spara contro la Polizia Usa: 3 agenti morti.
20 luglio Wurzburg, ragazzo rifugiato afghano ferisce 5 persone su un
treno dichiarandosi soldato dell’IS.
22 luglio Monaco di Baviera, un ragazzo tedesco di origini iraniane (ex islamico convertitosi al Cristianesimo, di ispirazione nazista) spara sulla folla in un centro commerciale causando 10 morti, scegliendo l’anniversario della strage di Anders Breivik, il folle d’ispirazione nazista che nel 2011 ammazzò in Norvegia 77 persone.
23 luglio Kabul, kamikaze si fa esplodere in un corteo: 80 morti.
24 luglio Un rifugiato uccide una donna con un machete nel centro di Reutlingen, città tedesca del Baden-Württemberg.
24 luglio Ansbach, rifugiato siriano si fa esplodere, provocando 15 feriti.
25 luglio Dintorni di Tokyo, uomo fa strage con un coltello, uccidendo 19 persone disabili.
26 luglio Saint-Etienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen, terroristi islamici prendono in ostaggio alcune persone in una chiesa: il prete viene sgozzato.

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Alla Turchia vanno bene bombe, attentati e stragi di massa


Trionfa il partito islamico del presidente (Akp): con il 49% dei consensi.
Recep Tayyip Erdogan si prende la Turchia. Il risultato delle elezioni rappresenta un trionfo per il presidente della Repubblica. Per l’opposizione invece è la più cocente delle delusioni e la più inaspettata delle brutte sorprese. Il risultato della minoranza è la vera sorpresa di questa elezioni. In appena tre mesi l’Hdp, il Partito dei popoli democratici ha perso ben tre punti percentuali nei territori dove solitamente è molto forte.
Subito dopo la pubblicazione dei risultati, la Turchia si è spaccata in due. Chi protestava e chi festeggiava.