Sudan: Usa accusano violenze di cui sono corresponsabili


Situazione sempre più allarmante nel Sudan dove continuano gli scontri al confine con il Sud Sudan. Le violenze hanno anche spinto il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir a sospendere il suo viaggio a Juba per incontrare l’omologo Salva Kiir e riportare il dialogo tra le parti. Il Sudan del Sud oggi ha accusato Khartoum di aver bombardato importanti giacimenti petroliferi in un raid oltre confine.
Il Sud del Sudan è stato riconosciuto indipendente dall’Onu l’anno scorso, ma le violenze e la guerriglia non si sono fermate, anzi sono degenerate e oggi i due Paesi si accusano a vicenda di aver violato i confini.
Un appello ai governi di Sudan e Sud Sudan a rispettare pienamente gli accordi già raggiunti sui temi della sicurezza, del controllo dei confini e dell’area contesa di Abyei è stato lanciato ieri dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon.
Il ministro degli Esteri Usa Hillary Clinton ha sottolineato, che “Khartoum [Sudan] porta il peso della responsabilità dei combattimenti e di un uso sproporzionato della forza”. (Capito? no?)
A dar manforte alle posizioni del Sud Sudan ci hanno pensato ieri gli Stati Uniti, che hanno annunciato un accordo di libero commercio proprio con il Sud Sudan, inserendo tra le voci che entraranno negli Usa senza pagare dazi anche il greggio prodotto da Juba. (Chiaro? non ancora?)
Dietro a un gesto apparentemente nobile dell’Onu, che va in direzione dell’autodeterminazione dei popoli (in questo caso l’indipendenza del Sudan del Sud, ratificata in tempi record), c’è la volontà degli Usa di:
-Avere a disposizione un territorio libero da dazi per commerci e investimenti (e, perché no, land grabbing)
-Destabilizzare un Paese (il Sudan) dagli Usa inserito tra i Paesi Canaglia perché ricettacolo di terroristi internazionali.
Quindi, anche noi condanniamo le violenze del Sudan, ma facciamo notare la strategia degli Stati Uniti che quindi non possono essere del tutto esclusi dai corresponsabili delle violenze.

Sudan, ci voleva proprio Clooney?


George Clooney, arrestato perché manifestava davanti all’ambasciata del Sudan, ha dichiarato che voleva attrarre l’attenzione dei media sul Sudan.
A gennaio noi avevamo dato già luce alle orribili notizie provenienti dal Sudan (vedi), e dalla situazione migliore del Sud del Sudan, senza trascurare il cooperante di Emergency Francesco Azzarà, rapito in quei luoghi.
Ma veniamo agli aggiornamenti: raid aerei e scontri armati che hanno coinvolto 1,2 milioni di persone in poco meno di 9 mesi di guerra. Dal giugno 2011, quando è scoppiata una nuova fase della guerra tra il governo del Sudan e il Movimento di Liberazione Popolare del Sudan del Nord (SPLM-N), è stata un’escalation di violenze. Il governo ha negato l’accesso ai giornalisti stranieri e alle Ong internazionali isolando la regione.
Circa 20-30mila nubiani sono riusciti a scappare a piedi per rifugiarsi a Yida, dove conducono un’esistenza precaria, con penuria di cibo e carenze sanitarie. E anche lì, oltre il confine, sono stati bombardati dagli aerei Antonov delle forze armate sudanesi, come ha denunciato Makesh Kapila, ex capo del Programma Onu di Sviluppo in Sudan. Kapila, come George Clooney sentito recentemente dal Congresso americano, ha raccontato di aver visto villaggi bruciati, coltivazioni distrutte, scuole e chiese danneggiate e mine antiuomo e bombe a grappolo disseminate nei luoghi dove le donne e i bambini di solito vanno a prendere l’acqua e la legna da ardere.

11 settembre? No, strage di africani


In Nigeria Boko Haram, la formazione terroristica di stampo integralista islamico (ne abbiamo già parlato a giugno, novembree dicembre), fa altri 17 morti cristiani, in un attentato a Mubi, nel nord del Paese. I media per ora sottovalutano, finché questa formazione non avrà i soldi sufficienti per colpire il cuore dell’Europa, magari l’Italia e il Vaticano. Noi vi abbiamo avvisati. Ma a voi, sotto sotto, non frega un cazzo.
In Siria altri 25 morti a Damasco, vicino a una scuola (i bambini sono più facili da uccidere), qui i media sono più attenti: hanno compreso la posizione strategica della Siria e come potrebbe modificare i rapporti dell’area e magari far scoppiare una guerra che coinvolga anche l’Iran. Ma, voi, abituati a guerre al di là del’Adriatico e a soldati italiani che muoiono in guerra ogni mese, non vi spaventa niente.
Ma l’oscar alla migliore strage di questo periodo a cavallo tra 2011 e 2012 va al Sud del Sudan. In una decina di giorni ci sono 3141 morti, di cui 2182 donne e bambini nella nuova nazione da poco riconosciuta dall’Onu e da noi, Il Sud Sudan. Insomma, UN 11 SETTEMBRE QUASI TOTALMENTE IGNORATO DAI MEDIA DELL’INFORMAZIONE.
Circa seimila luo nuer, uno dei gruppi etnici dediti alla pastorizia, hanno raggiunto e attaccato diversi villaggi della contea di Pibor, terra della popolazione murle, una delle decine che compongono il complesso mosaico etnico della nuova repubblica del Sud Sudan, nata il 9 luglio scorso.
Inutile dire come ancora una volta le decisioni “astratte” dell’ONU siano ignorate dalle popolazione autoctone.
Ma, naturalmente, che cazzo ve ne frega a voi (europei) che state soppesando quanto le tasse vi faranno cambiare le vostre sacre abitudini quotidiane, voi (occidentali) che siete sconvolti per le vostre azioni in Borsa, a voi (italiani) che state pensando a calcolare l’IMU e ogni volta che accendete la Tv ascoltate la santa recita del “mantra dello Spread”? (Ossessione mediatico-economica, folle psicosi finanziaria odierna degna di un manicomio grande come una città)
Be’, che male c’è, direbbe qualcuno, Forse che gli Antichi Romani potevano occuparsi della caduta della civiltà Maya?
Il male è questo: se non ve ne siete accorti viviamo in una società cosiddetta globale, avete internet e potete chattare con un cinese, twittare con l’Egitto o leggere un blog della Libia. Le stragi che avvengono a migliaia di chilometri, grazie alla società globalizzata che in parte sicuramente vi piace, avvengono sotto casa vostra.
Solo che se i media vi chiudono la finestra, come fate a vedere i corpi maciullati che a voi piacciono morbosamente tanto?

Due parole sul Sud Sudan


Il 9 luglio 2011 il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan e 5 giorni dopo è diventato il 193° Stato appartenente all’ONU.
La capitale è Juba, il presidente è Salva Kiir Mayardit.
L’indipendenza è stat ottenuta alla fine di un processo che è durato circa 30 anni.
L’accordo di pace del 2005 ha decretato la fine alle guerra civile incominciata alla fine degli anni ’70 causando un milione e mezzo di morti. A gennaio 2011 un referendum ha ratificato l’indipendenza con il 99% dei consensi.
Il Paese è a maggioranza cristiana e animista, rispetto alla maggioranza musulmana del Sudan di Khartoum, è tra i più poveri al mondo e un bambino su sette muore prima dei 5 anni, ma è ricco di petrolio, fino a poco tempo fa sfruttato dal governo sudanese di Khartoum (del presidente Omar Al-Bashir, accusato, proprio per questa guerra civile, di crimini contro l’Umanità).

La Neorepubblica di Torriglia riconosce la Palestina e il Sudan del Sud


Mentre il mondo si trastulla in disquisizioni al limite della filosofia riguardo al fatto di riconoscere o meno uno Stato già indipendente da anni come la Palestina, (con l’ipocrisia degli stati Uniti, pericolosamente influenzati dal ceto dirigenziale ebraico) la NeoRepubblica di Torriglia comunica ufficialmente l’elenco della nazioni da essa riconosciute, sottolineando come riconosca lo Stato indipendente della Palestina fin dal 22 dicembre 2004 e che le ultime due nazioni riconosciute sono il Sudan del Sud (il 9 luglio 2001) e la Repubblica di Uzhupis (il 22 agosto 2011).

Da notare che i riconoscimenti di Stati Sovrani da parte della Neorepubblica Kaotica di Torriglia saranno ratificati al momento della nomina del Governo, che dovrà confermare o meno tali riconoscimenti e che il riconoscimento non presuppone l’indipendenza, ma è un riconoscimento di autonomia e/o indipendenza solo laddove richiesta dalla maggioranza dei cittadini/abitanti.

Al momento questi sono gli Stati che la NeoRepubblica di Torriglia riconosce e quelli che “non ne condanna l’indipendenza” dalla fondazione della n/azione Oscura KAOS-SF (22 dicembre 2004).

RICONOSCIUTI:

– I 193 stati membri dell’ONU (vedi elenco ufficiale aggiornato a oggi) con le seguenti eccezioni:
1. Regno Unito solo come Inghilterra.
2. Australia, Azerbaijan, Cina, Cipro, Danimarca, Francia, Georgia, Italia, Iraq, Israele, Lituania, Marocco, Moldavia, Nuova Zelanda, Serbia, Somalia, Sudan, Turchia, Ucraina e USA con le limitazioni in base agli altri Stati riconosciuti che non sono membri ONU.
[Da tenere presente che l’elenco comprende il nuovo membro dell’ONU Sudan Sud (riconosciuto dall’ONU dal 14 luglio 2011 e da noi il 9 luglio 2011)].
– I seguenti Stati sovrani non membri dell’ONU (riconosciuti dal 22 dicembre 2004 ove non indicato):
Cook Islands
Euskadi
Far Oer
Galles
Gibilterra
Groenlandia (dal 25 novembre 2008)
Guam
Guyana (ex francese)
Irlanda del Nord
Kosovo
Kurdistan
Malta
Norfolk
Niue
Nuova Caledonia
Palestina
Polinesia (ex francese)
Puerto Rico
Sahrawi (Sahara occidentale)
Scozia
Sealand
Seborga
Somaliland
Taiwan
Tibet
Tokelau
Uzhupic (dal 22 agosto 2011)
Zanzibar

NON NE CONDANNA L’INDIPENDENZA (astensione in merito):

Abcasia (dal 26 agosto 2008)
Cipro Nord
Crimea (dal 16 marzo 2014)
Gagauzia
Nagorno-Karabakh
Ossezia Sud (dal 12 novembre 2006)
Transnistria
Vaticano

Per un totale di 228 Stati Sovrani (l’elenco comprende Stati indipendenti de facto, che hanno ottenuto status di forte automonia o che hanno avuto forti manifestazioni autonomiste).

Di seguito gli eventi che hanno portato alla decisione di riconoscere gli Stati sovrani successivamente alla fondazione della n/azione oscura KAOS-SF, oggi NeoRepubblica di Torriglia (22 dicembre 2004).

12 novembre 2006: la Russia riconosce l’Ossezia del Sud indipendente dalla Georgia.
26 agosto 2008: la Russia riconosce l’Abcasia indipendente dalla Georgia.
25 novembre 2008: la Groenlandia approva un referendum che estende l’autonomia a tutto il territorio trasferendo al governo locale diverse competenze.
9 luglio 2011: il Sud Sudan ottiene l’indipendenza grazie a un referendum (verrà riconosciuto dall’ONU il 14 luglio).
22 agosto 2011: l’ambasciatore di Uzhupis in Italia del Nord prende contatti con il Capo di Stato della NeoRepubblica di Torriglia che gli concede il riconoscimento.