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Xi Jinping: Taiwan sarà riunificata, no a interferenze esterne


Il presidente Xi Jinping, alle celebrazioni per i 110 anni dalla Rivoluzione del 1911, ha affermato che la questione Taiwan è una questione interna alla Cina e non ammette interferenze esterne, aggiungendo che la soluzione di Taiwan “è determinata dalla tendenza generale della storia cinese, ma, cosa più importante, è la volontà comune di tutto il popolo cinese. La riunificazione nazionale con mezzi pacifici serve al meglio gli interessi della nazione cinese nel suo insieme, compresi i connazionali di Taiwan.”

Il Consiglio di Taipei per gli affari con la Cina, in risposta ai giudizi sulla riunificazione di Xi Jinping, ha replicato che di fronte alle ambizioni del Partito comunista cinese la presidente Tsai Ing-wen ha più volte ribadito che non cederà né avanzerà, e che Solo i 23 milioni di taiwanesi hanno il diritto di decidere.

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Taiwan teme invasione della Cina


Dopo l’incursione di 38 jet militari della Cina nello spazio aerei di Taiwan, oggi il Ministro della Difesa Chiu di Taiwan Pechino ha già le capacità adesso, ma non inizierà facilmente una guerra. La Cina rivendica Taipei come parte “inalienabile” del suo territorio promettendo la riunificazione anche con l’uso della forza. Il governo di Taiwan, al contrario, afferma che l’isola è già una nazione sovrana senza bisogno di dichiarare l’indipendenza.

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Taiwan non esiste più


Ancor prima dell’insediamento alla Casa Bianca, una telefonata di Donald Trump con Taiwan aveva rischiato di mettere in crisi i rapporti diplomatici con Pechino. Allora aveva sostenuto di non prendere ordini da Pechino e di non sentirsi vincolato alla politica di “una sola Cina” fino a quando non ci fossero state concessioni commerciali. Ma ora Trump fa retromarcia e accetta di onorare la tradizionale linea politica americana, su richiesta del presidente Xi Jinping, con cui ha avuto una telefonata “lunga ed estremamente cordiale”.