Attentati in Egitto, in Turchia e in Nigeria


In Egitto ccisione di 25 copti egiziani ed il ferimento di altri 49, in maggioranza donne e bambini riuniti per una messa nella cappella di San Pietro e Paolo, adiacente alla Cattedrale ortodossa di San Marco, al Cairo.
In Turchia, un doppio attacco bomba a Istanbul con 38 morti e 155 feriti. Nella tarda serata del 10 dicembre un’autobomba ha colpito un’auto della polizia e un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nei pressi dello stadio della squadra Besiktas ad Ankara. Il gruppo dei Falconi del Kurdistan (Tak) ha rivendicato l’attacco.
In Nigeria un attentato kamikaze è stato messo a segno a Maiduguri città martoriata dalla violenza dei militanti islamisti di Boko Haram, probabilmente da due bambine 7 o 8 anni. L’attentato suicida non ha provocato la morte di altri uomini o donne, ma il ferimento di almeno 17 persone.

Turchia: è strategia della tensione


Il sanguinoso attentato ad Ankara di domenica scorsa (37 morti e 125 feriti) è stato rivendicato oggi dal gruppo militante curdo dei Falconi per la libertà del Kurdistan (Tak) attraverso il proprio sito. Nella dichiarazione online l’attacco viene descritto come una «azione di vendetta» contro l’offensiva dell’esercito turco nel sudest a maggioranza curda del Paese, in corso da luglio, aggiungendo che il gruppo realizzerà altri attacchi contro coloro che ritiene responsabili per le operazioni.
Il gruppo, composto dai fuoriusciti dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ma secondo gli esperti ancora legato a esso, aveva già rivendicato la responsabilità dell’attentato avvenuto sempre ad Ankara nello scorso 17 febbraio, quando 28 persone sono morte e altre 61 sono rimate ferite per l’esplosione di un’autobomba al passaggio di un convoglio militare nella zona residenziale della capitale.