Gran finale, ma non a Sanremo: in Libia avanza l’ISIS, l’Italia potrebbe entrare in guerra!


Ultima puntata della Trasmissione "Tale e Quale show"Mentre metà degli italiani sono imbambolati alla tv per vedere il Festival di Sanremo, l’Isis avanza in Libia e arriva a Sirte, affacciata sul Mediterraneo a sole 200-300 miglia marine dall’Italia. “Una situazione che minaccia l’Italia”, è l’allarme del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che avverte: se la mediazione dell’Onu in corso dovesse fallire, siamo “pronti a combattere, in un quadro di legalità internazionale”.
La situazione è molto grave, anche e soprattutto per le inevitabili conseguenti fughe (e stragi) di immigrati verso le coste italiane.
Ma chi se ne frega! Io voglio vedere Caccamo, voglio sfottere la Tatangelo, e ridere su come si vestono senza (voler) sapere che il mio sguardo schernitore fa lo stesso gioco del vero appassionato. Triste è pensare che i numeri del Festival di Sanremo si basino su due elementi: 1. Una grande percentuale di spettatori guarda per denigrare, come si fa al circo con i clown, 2. La tv è sostanzialmente morta, se la confrontiamo con quella degli anni ’80-’90 (sia qualitativamente che come numero di spettatori), quindi è come se il Festival di Sanremo fosse un bastione sul nulla, un’oasi nel deserto televisivo.
Non è giusto invece denigrare chi ama il Festival (veramente), si tratta di musica, che piaccia o meno, ma è bene rendersi conto che il Festival di Sanremo, almeno da 40 anni (dei suoi 65) non ha più pre-corso le tendenze musicali e le mode, ma le ha sempre seguite a debita distanza, anche con un pizzico di snob, lo stesso snob di chi lo guarda ridendo.
Ma se stasera irrompesse al teatro Ariston uno strano personaggio vestito in thawb con in mano un Kalashnikov e smitragliasse recidendo, oltre agli steli dei fiori, le ossa degli elementi dell’orchestra e di qualche malcapitato cantante, sarei assolutamente inorridito, ma non stupito.

Lo spot del forum per il nucleare è di parte!


Non siamo fessi, come negli anni 50, quando bastava infilare un fotogramma della Coca-Cola in mezzo a un film e le vendite aumentavano del 36%. O almeno, noi no, non più.

Lo spot del forum sul nucleare è palesemente pro-nucleare, ma quello che ci sconcerta è che è spacciato per neutrale. A parte vedere chi lo sponsorizza (le lobbies dei nuclearisti), si capisce da alcuni “accorgimenti”:

lo spot rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati. Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.

Infine, in Italia, nostro Paese confinante, hanno abolito il nucleare con un referendum. Sarebbe logico, naturale oltreché giusto per il cittadino proporne uno nuovo per vedere se le posizioni sono cambiate. E non un forum di lobbisti che credono di saperne di più.

E noi siamo a favore o contro il nucleare? Noi siamo contro le prese per il culo.