Canada, terrorismo contro musulmani: sparatoria in una moschea, 6 morti


Due persone hanno aperto il fuoco nella moschea di Sainte-Foy, a Quebec City, in Canada, intorno alle 8 di sera ora locale. Nella struttura, che ospita il centro islamico della città, erano presenti alcune decine di fedeli impegnati nella preghiera.

Istambul: vestiti da Babbo Natale assaltano un night club: almeno 35 morti


Istanbul, vestiti da Babbo Natale attaccano a colpi di kalashnikov un night club: almeno 35 morti, dozzine di feriti. Almeno due i terroristi in azione. Uno degli aggressori ancora dentro il locale: si prepara un blitz delle teste di cuoio.

Truck-Kamikaze, la nuova moda


A Berlino, come a Nizza, un esaurito, forse rifugiato, fa piombare un camion sulla folla ai mercatini di Natale di Charlottemburg. Bilancio: 12 morti e 50 feriti. L’ISIS rivendica, ma al momento non si conoscono le generalità dell’attentatore, che sarebbe ancora in fuga.
Si era parlato di un pakistano, ma è stato rilasciato e il Pakistan mi fulmini per aver dato la notizia della responsabilità di un cittadino pakistano, lo faccia dopo aver dato pari diritti a tutti donne comprese, magari.

Attentati in Egitto, in Turchia e in Nigeria


In Egitto ccisione di 25 copti egiziani ed il ferimento di altri 49, in maggioranza donne e bambini riuniti per una messa nella cappella di San Pietro e Paolo, adiacente alla Cattedrale ortodossa di San Marco, al Cairo.
In Turchia, un doppio attacco bomba a Istanbul con 38 morti e 155 feriti. Nella tarda serata del 10 dicembre un’autobomba ha colpito un’auto della polizia e un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nei pressi dello stadio della squadra Besiktas ad Ankara. Il gruppo dei Falconi del Kurdistan (Tak) ha rivendicato l’attacco.
In Nigeria un attentato kamikaze è stato messo a segno a Maiduguri città martoriata dalla violenza dei militanti islamisti di Boko Haram, probabilmente da due bambine 7 o 8 anni. L’attentato suicida non ha provocato la morte di altri uomini o donne, ma il ferimento di almeno 17 persone.

Esce Flush.art 6, Arte e morte contemporanea


Esce il quinto numero di Flush-art – Arte e morte contemporanea,
l’irriverente e scioccante appuntamento con la morte in diretta mediatica con il mondo.
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Flush.art 6 È l'ora: autosterminio

Flush.art 6 È l’ora: autosterminio

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Tutti contro tutti (cronaca di un luglio nero)


2016
29 giugno Istambul, terroristi sparano sulla folla all’aeroporto di Ataturk, prima di farsi esplodere, 42 morti.
1 luglio Dacca, sette terroristi islamici aprono il fuoco all’interno di un ristorante uccidendo 20 persone.
3 luglio Baghdad, due auto-bombe dell’IS uccidono più di 200 persone, tra cui 25 bambini.
8 luglio Dallas, sparatoria di un riservista afroamericano contro la Polizia Usa: 5 agenti uccisi.
14 luglio Nizza, uno squilibrato con contatti telematici con l’IS s’impadronisce di un TIR, passa gli scarsi controlli della Polizia Francese e investe decine di persone, uccidendone almeno 84.
15 luglio Turchia, l’esercito occupa le sedi della TV nazionale e blocca i ponti sul Bosforo dichiarando il golpe. Poche ore dopo il golpe fallisce. Morte circa 290 persone.
17 luglio Baton Rouge, un afroamericano spara contro la Polizia Usa: 3 agenti morti.
20 luglio Wurzburg, ragazzo rifugiato afghano ferisce 5 persone su un
treno dichiarandosi soldato dell’IS.
22 luglio Monaco di Baviera, un ragazzo tedesco di origini iraniane (ex islamico convertitosi al Cristianesimo, di ispirazione nazista) spara sulla folla in un centro commerciale causando 10 morti, scegliendo l’anniversario della strage di Anders Breivik, il folle d’ispirazione nazista che nel 2011 ammazzò in Norvegia 77 persone.
23 luglio Kabul, kamikaze si fa esplodere in un corteo: 80 morti.
24 luglio Un rifugiato uccide una donna con un machete nel centro di Reutlingen, città tedesca del Baden-Württemberg.
24 luglio Ansbach, rifugiato siriano si fa esplodere, provocando 15 feriti.
25 luglio Dintorni di Tokyo, uomo fa strage con un coltello, uccidendo 19 persone disabili.
26 luglio Saint-Etienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen, terroristi islamici prendono in ostaggio alcune persone in una chiesa: il prete viene sgozzato.

Terrorismo surrealista: il 22 luglio l’ex islamico cristiano nazista festeggia Breivik


Ali David Sonboly, doppio passaporto tedesco e iraniano, ex islamico convenrtitosi al Cristinesimo, il killer di venerdì pomeriggio nel centro commerciale Olympia, l’aveva detto anche a Safete, macedone, figlia di una delle quindici famiglie del multietnico civico 67 di Dachaustrasse, la lunga strada che porta al primo campo di concentramento nazista.

Ieri, 22 luglio, era il quinto anniversario della strage di Anders Breivik, il folle che nel 2011 ammazzò in Norvegia 77 persone e Breivik era un idolo di Ali.

Attentato in Mali


Sono 19 le vittime dell’attacco terroristico di venerdì a Bamako, in Mali, a cui si aggiungono due terroristi uccisi.
Il capo di Stato ha decretato lo stato di emergenza in tutto il paese per dieci giorni e tre giorni di lutto nazionale.
Sulla situazione politica del Mali avevamo già parlato (vedi).

Kim Jong Un: scateneremo un esercito di cani contro l’ISIS


Kim Jong Un

Kim Jong Un


Oggi il lucido dittatore nodcoreano ha annunciato l’invio di un contingente di unità cinofile in Siria e in Iraq del nord, contro l’esercito del Califfato. “Li faremo sbranare tutti”, ha aggiunto.
(Fonte: Intelligence Nazione Oscura Caotica).

FLUSH.ART log 12: Vendetta


FLUSH.ART

pillole di arte de/genere


log 12: VENDETTA

Leggi il senso di Flush.Art

Una pubblicazione in cui lo choc e la violenza nelle immagini sono la materia prima della propria arte deve affrontare il terrore in modo inatteso, sleale.

Come è successo per la strage di Charlie Hebdo (Flush.art log 2), andiamo controcorrente e COMBATTIAMO il TERRORE e il desiderio di VENDETTA con la POESIA (e soprattutto, senza IMMAGINI!)

Gregge

Sempre senza pensare
Senza una propria opinione
una volta gridando osanna
e l’altra al contrario
con foga crocifiggeteLo ora!

(Alekos Panagulis, dicembre 1971)

Tempo di collera

Voi, tombe che camminano
insulti viventi alla vita
assassini del vostro stesso pensiero
manichini antropomorfi

Voi che invidiate le bestie
che offendete l’idea del Creato
che chiedete rifugio all’ignoranza
permettete alla Paura di farvi da guida

Voi che avete dimenticato il Passato
che vedete il Presente con occhi appannati
che non avete interesse per il futuro
che respirate solo per morire

Voi che solo per gli applausi avete mani
e che domani applaudirete
più forte di tutti come sempre
e come ieri, e come oggi

Sappiate allora voi
scuse viventi di ogni tirannia
che i tiranni li odio tanto
quanto ho nausea di voi

(Alekos Panagulis, giugno 1971)

Il supremo coraggio dell’amore

Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera:
di agire,
di soffrire,
di lasciare tutte le cose
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami a rialzarmi
ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta
nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

(Kahlil Gibran)

Non mi interessa

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato
il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino
alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti,
o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni.
Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio e continuare a gridare
all’argento di una luna piena: SI!
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai ….nei momenti vuoti.

(Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah, 1890)

Sonetto XCIV

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
se tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la tua eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

E’ una casa sì grande l’assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell’aria.

E’ una casa sì trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente

(Pablo Neruda)

Sull’Amore

Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi
e per il nostro destino, affettuosa adesione
a ciò che l’Imperscrutabile vuole fare di noi
anche quando non siamo ancora in grado
di vederlo e di comprenderlo –
questo è ciò a cui tendiamo.

(Herman Hesse)

Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

(Gesù di Nazareth)

Parigi sotto attacco: tre sparatorie e decine di vittime


Una sparatoria a colpi di kalashnikov ha causato la morte di alcune persone in un ristorante del decimo arrondissement di Parigi.
Esplosioni sono state udite attorno allo Stade de France, alla periferia di Parigi, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania.
Una terza sparatoria ha avuto luogo sulla rue de Charonne, nell’XI arrondissement di Parigi, dove ci sarebbero state 15 vittime, mentre circa 60 persone sarebbero tenute in ostaggio all’interno del Bataclan, la sala concerti dov’è scoppiata la sparatoria.

Curdistan: yazidi e peshmerga attaccano l’Is a Sinjar


Partita l’offensiva contro l’Is per riconquistare Sinjar nel nord dell’Iraq. Migliaia di soldati curdi peshmerga e miliziani yazidi sono impegnati nell’offensiva sulla città, da un anno in mano ai jihadisti.
Sinjar e’ un luogo simbolo: abitata dalla minoranza yazida e conquistata dall’Isis il 3 agosto del 2014, la citta’, che si trova nella zona curda irachena, sorge lungo una strategica via di collegamento tra Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq, e Raqqa, la capitale del Califfato in Siria

Stop ai voli per l’Egitto: stimate ingenti perdite di turismo


Le perdite economiche previste dall’Egitto nel turismo dopo lo stop dei voli da parte di alcuni Paesi a seguito della tragedia dell’aereo russo in Sinai, potrebbe arrivare a 800 milioni di dollari, se questa decisione di fermare i voli si prolungasse per tre mesi». Lo ha affermato il ministro del Turismo egiziano, Hisham Zaazou.

Il secolo del terrorismo?


Thailandia: una bomba è esplosa di fronte a un tempio indù nel centro di Bangkok, provocando 20 vittime, è il più grave attentato di Bangkok. Sono almeno 10 le persone, di cui oltre la metà straniere sospettate di essere coinvolte nella strage.
Siria: a Palmyra l’Isis (ora IS) decapita Khaled Asaad, ‘ex responsabile delle antichità della città oggi nelle mani dei jihadisti. Sgozzato con un coltello davanti alla folla, la sua testa è stata appesa a una colonna.
Egitto: almeno 29 persone sono rimaste ferite in un attentato a Shubra, alla periferia de Il Cairo: 3 bombe sono esplose nella notte vicino al palazzo della Sicurezza nazionale e a un tribunale. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis in un comunicato ufficiale. In precedenza la rivendicazione era arrivata anche da parte un gruppo di black bloc egiziano.
Purtroppo i luoghi nel mondo dove il terrorismo agisce sono in aumento, il XXI secolo rischia di essere ricordato prorpio per il terrorismo internazionale.

Al Shabaab fa strage di cristiani in Kenya


La furia jihadista degli estremisti somali Al Shabaab si è abbattuta contro un campus universitario di Garissa, in Kenya, prendendo di mira gli studenti cristiani. Almeno 147 i morti accertati, ancora incerto il numero degli studenti presi in ostaggio, 4 i terroristi uccisi. I miliaziani di Al Shabaab sono legati ad Al Qaeda e fanno parte della galassia delle organizzazione terroristiche islamiche cui appartengono anche i miliaziani dell’ISIS.

Yemen, 140 morti musulmani, l’ISIS rivendica: anche loro Crociati?


Il bilancio è di 137 morti e 345 feriti, un’immane strage, avvenuta ieri a Sana’a, capitale dello Yemen e Sada’a.
Gli attacchi a San’aa sono avvenuti durante la preghiera collettiva del venerdì. Un kamikaze si e’ fatto saltare in aria nella moschea Badr, nel Sud della citta’, e un altro ha seguito il suo esempio all’esterno mentre i fedeli fuggivano atterriti. Un terzo attentatore ha azionato la cintura esplosiva che portava su di se’ nella moschea di Al-Hashahush, nel Nord di Sana’a.
L’ISIS ha rivendicato gli attentati, anche se si nutrono dubbi sulla veridicità di queste affermazioni, che potrebbero fungere da propaganda. Dopo aver tacciato il civile italiano ucciso a Tunisi, pensionato, ex autista di autobus come “Crociato” ci chiadiamo come definiscano i musulmani uccisi ieri.
In ogni caso, come da noi segnalato, in Yemen vi è una deriva jihadista, anche se più precisamente si tratta di una guerra civile “santa” tra sciiti e sunniti, probabile contesto in cui vanno inquadrati questi attentati.

L’ISIS attacca museo del Bardo a Tunisi


L’Isis rivendica l’attentato di oggi a Tunisi conclusosi nel sangue il blitz delle forze speciali antiterrorismo al museo del Bardo, bilancio provvisorio: 22 morti e 50 feriti.
L’attacco sintetizza le ultime azioni di propaganda Isis: l’attacco a occidentali innocenti in un luoghi d’arte e cultura.

FLUSH.ART log 2: Terrore


FLUSH.ART

pillole di arte de/genere


log 2: TERRORE

Leggi il senso di Flush.Art

Una pubblicazione in cui lo choc e la violenza nelle immagini sono la materia prima della propria arte deve affrontare il terrore in modo inatteso, sleale.

COMBATTIAMO il TERRORE con la BELLEZZA SENZA IMMAGINI!

Queste poesie contengono la parola più (ab)usata di questi giorni: “Terrore” e derivati.

Penetriamo la sera
che la luce abbandona spaurita,
terrorizzata dalle oscure ragioni
della sua essenza di straniera.
Sera!
avida matrona senza sorriso
cela il suo manto piagato
di sangue innocente,
e la città devastata invoca l’aurora.
Nel suo ventre orde umane
sfidano la luna spezzata.
Penetriamo la sera e respiriamo
la sua malvagità immortale.

(Ettore Fobo, 1992)

Il terrorista

Ingabbiato nella difficile possibilità di fuga, sono soggiogato da un pensiero criptico che spariglia ogni senso estetico, e fattuale. Riesci a seguirmi sui sentieri della idiosincrasia aprioristica, mentre faccio esplodere davanti a me miriadi di microsistemi bioware?

(Sandro Zoon Battisti, 2013)

Rivelazione fenica

Gli sciamani succhiavano via il male dal corpo del malato per poi vomitarlo
fuori, per espellere lo spirito maligno che infettava il paziente.
Io tornavo a casa e vomitavo questa società.
Mi contorcevo sul cesso, contraendo tutti i muscoli del mio corpo e mi liberavo, alleggerivo questo orrore.
E su quel cesso vomitavo le insegne delle multinazionali, le notizie del telegiornale, gli stupri di gruppo, gli omicidi, le guerre.
Vomitavo le ipocrisie, i soprusi, le ingiustizie.
Fino a quando dalla mia bocca uscì qualcosa, stava lì sul fondo del water, sembrava un bambino, un Cristo risorto.

(Filippo Carignani, 2010)

Oltre, con terrore

Vortice intenso che sa di caleidoscopio, girano le definizioni contese su un pianoro di ricordi archeologici e ti trovi a rapprendere l’angoscia di chi è passato oltre con terrore.

(Sandro Zoon Battisti, 2014)

Proprietà emergenti

Da fibre di stringhe supercosmiche
da quasar più antiche della nascita del tempo
sono stato scagliato nel reame del divenire
prigioniero della crudele gravità
languo nell’agonia di una profondità cristallina
circondato da onde oscure di materia impalpabile
all’improvviso ascendo a una nuova entelechia
rinasco in forma di organismo cibernetico
terrore criogenico, metallo spirituale
sovrasto le urla dell’universo moribondo
sfreccio libero tra intermundia d’orrore.

(Marco Moretti, 2010)

Terror

Leccando le pretese interiori, una percezione si ammanta di concretezza storica e lamellare, ed ecco la necessità di piegare il volto e invocare la protezione, senza pregare nulla.

(Sandro Zoon Battisti, 2014)

Variazioni Orfiche II

4

Ritmare assolutamente fuori dal cerchio
magico del pensiero invasore,collettivo come una bomba che esplode,
ma l’orrore è mondiale mente
che ti osserva paranoia
d’esserci, noi ch’eravamo
nel dimentico di una vipera o di un astro,
inchiodati umani, come oggetti,
inconsci, irresponsabili, automi.

(Ettore Fobo, 2009)

Into the Space

L’aspersione di polvere cosmica, senso di lurido impossibile da pulire nello spazio siderale, mi prende angoscia, mette in me un’insana paura olistica. Intere metropoli sono in viaggio nel vuoto pneumatico spinto, attraverso eoni di paranoie aliene; ho il terrore di rimanere perfino fermo, immobile, nell’attesa di qualcosa che mi divori.

(Sandro Zoon Battisti, 2011)

frammento trattro da: “Poesie del terrore

Noi che abbiamo scelto il Brutto
e letto al contrario il libro dello Stagirita
conosciamo i risvolti
dell’armonico divenuto sghembo
del calmo divenuto irrequieto
del limpido divenuto oscuro
dell’ordine divenuto caos
del simmetrico non più tale
delle proporzioni volutamente saltate.

(Saverio Bafaro, 2014)

Infected

L’angoscia di un terrore profondo, insito nei bit olografici di quello che prima era anima; l’angoscia si palesa e invischia olismi, materia orgonica, è veicolo biologico di un’infezione psichica.

(Sandro Zoon Battisti, 2011)

La specie umana e altre amenità

IV

Chi scrive versi non sa più parlare,
chi vola disimpara a camminare,
chi ama scorda e chi scorda muore.
Se questo Tutto dove è vacante
degli spettri il peso mi ha reso cruna
di un ago infinito, io riconosco
l’affinità di Angelo e Uomo.
E per entrambi provo soltanto
un terrore da insetto intrappolato.

(Ettore Fobo, 2009)

Epitaffio per Erwin

Eserciti mimetici, fragranze imperfette…
riesci a vederti? Quando lo specchio sfuma,
il tuo viso ritorna tra le sabbie fetide di
una consapevolezza pesante, difficile.
Sono come distillati di terrore, avanguardie
possenti guidate da lascivi umori mentali,
sentieri senza uscita, vuoti.
La lama ti trapassa, sei un bersaglio facile,
dopotutto il pozzo è già dentro di te,
un tradimento meccanico, eterno, inevitabile.
Provi a difenderti, ma finisci murato,
né vivo, né morto, una soluzione complessa,
vapori di grasso e di carne, di notte, che sale
verso un reticolo di stelle fuori rotta, solitarie.
Sì, ecco finalmente i luoghi di un tempo,
nonché terre del domani… splendide, no?
Ma alle pareti – oblique, taglienti… misteri
insondabili – trovi appesi mantra di carta,
fotocopie stinte, corrose, di sorrisi perduti.

(Domenico Mastrapasqua, 2010)

tratto da “Amore e morte

Nero.
Ignoto.
La paura intreccia
dall’abisso
il segno delle tenebre,
infinite,
remote…
Fumo di morte,
Percepisco un’entità…
La nebbia è l’odore dei vinti
che straziano nel dolore
penetrante.
Paura ancestrale di
scure ombre incantate,
corridoi di satanità.

Il terrore mi avvolge,
mi tocca, mi stringe, mi divora.

E finisce tutto. Anche la paura.

(Lukha B, Kremo, 1990)

Terminiano con due massime:

Quando si ha tutto da temere, non si deve temere nulla.
(Thomas Corneille)

Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
(Umberto Eco)

Maometto piange, tutto è perdonato


Charlie Hebdo

Charlie Hebdo

Ecco i veri giornali satirici: libertà assoluta di dimostrare il proprio integralismo religioso!


Questo è il punto di vista traslato di questi giornali satirici:
Giornalidcacca
Questo è ciò che è uscito veramente nelle edicole:
Giornalidimerda
Ho sempre considerato questi due giornali come satirici e continuerò a farlo: libertà di esprimersi in tutta la loro intolleranza da integralismo religioso: le parole non faranno mai male come le mitragliatrici.

Charlie Hebdo: ecco perché sono morti


Oggi si uccide per questo. Secolo buio.

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

Copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

copertina di Charlie Hebdo

Talebani: “Allah è grande: spariamo in testa a 132 bambini”


Il bilancio dell’attacco di un commando di kamikaze talebano del TTP alla Scuola pubblica militare di Peshawar è salito a 141 morti (132 bambini e nove persone dello staff). I soldati hanno liberato la scuola uccidendo tutti e sei i terroristi che hanno compiuto la mattanza. Lo ha annunciato una nota delle forze di sicurezza: «L’edificio ora è stato ripulito. Tutti i sei terroristi sono morti», si legge nel comunicato.
I feriti ricoverati sono 150. Sessanta cadaveri si trovano nell’Ospedale militare della città ed il resto nel Lady reading Hospital.
Dettagli raccapriccianti sulla strage di bambini. Secondo quanto raccontato da una fonte dell’esercito alla tv americana Nbc, i terroristi avrebbero dato fuco ad un insegnante e costretto i bambini a guardarlo mente moriva. «Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco», ha raccontato il testimone.
È un attacco «atroce e codardo» quello compiuto dai Talebani contro la scuola pubblica dell’esercito a Peshawar. Così l’attivista pakistana e premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha condannato l’assalto sferrato dai miliziani.

Oggi Allah è molto più piccolo: sta piangendo.

Israele riprende a distruggere le case dei terroristi


Riportiamo alcune informazioni e considerazioni da sito ilpost.it, che ringraziamo:

“Nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 novembre ci sono state forti tensioni a Gerusalemme Est tra gruppi di palestinesi e i soldati israeliani, che hanno raggiunto la zona per distruggere le abitazioni degli autori dell’attacco di martedì all’interno di una sinagoga di Gerusalemme dove sono morte cinque persone, tra cui un poliziotto israeliano. Gli attentatori sono stati uccisi dalla polizia sul posto dopo una sparatoria: avevano assaltato la sinagoga utilizzando una pistola e alcuni coltelli da cucina. Gli israeliani uccisi avevano tra i 43 e i 68 anni e si trovavano nella sinagoga per pregare.”
“La pratica di distruggere le abitazioni degli autori di attacchi contro israeliani era stata sospesa dal governo nel 2005, in seguito al lavoro di una commissione che dopo avere analizzato diversi casi era arrivata alla conclusione che le demolizioni non contribuissero a fare da deterrente per nuovi attacchi. Dall’estate 2014, in seguito all’uccisione di tre adolescenti israeliani di un insediamento nei pressi della Cisgiordania, il governo ha ripreso la tattica delle distruzioni.”

ISIS: l’ennesima puntata della follia


L’Isis ha decapitato l’ostaggio americano Peter Kassig. Il gruppo estremista ha diffuso un video in cui mostra l’uccisione dell’ostaggio in Siria. Kassig, 26 anni, era stato rapito il primo ottobre dello scorso anno mentre si recava a Deir Ezzoir, dove era impegnato come operatore umanitario. Inoltre l’Isis ha rilasciato un video che mostra la decapitazione simultanea di almeno 15 uomini che il gruppo estremista presenta come soldati dell’esercito siriano.
Come abbiamo già ribadito, l’ISIS si ispira ai serial e ai reality show per mandare i suoi messaggi di morte e di terrore (Vedi nostro articolo).
Questa mostruosa organizzazione che fonde stato e Islam, se da un lato è la conferma delle derive di questa strana abitudine di certi paesi nordafricani (dico, la fusione tra politica e religione), dall’altro state bene attenti perché è utilizzato da altri Paesi, anche islamici, come spauracchio per avallare le proprie politiche. Mi riferisco sia agli Stati Uniti e alla Russia, sia all’Arabia Saudita che, condannando l’ISIS, sembrano “purificare” le loro politiche. Ricordo invece che negli Stati Uniti lo Stato può ancora condannare e uccidere delle persone, in Russia non sono rispettati i diritti civili di un sacco di minoranze (gay in primis), e l’Arabia Saudita è una dittatura antidemocratica che schiaccia i diritti delle donne.
Insomma, semplificando: il male assoluto è utilizzato per trasformare il potere autoritario in bene.

Isis: “Allacciate le cinture esplosive!”


L’Isis avverte i Paesi della coalizione voluta da Obama e dichiara “guerra all’Europa e ai cristiani in Siria”. I proclami dello Stato islamico sono stati pubblicati su Youtube e rilanciati dai media egiziani, contengono l’appello ai combattenti perché “si preparino e indossino le cinture esplosive”.
Le minacce riguardano specificatamente Israele, Usa, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Germania.

Il re saudita Abdullah: “Fermare subito l’Isis o tra un mese attentati in Europa e Usa”


I servizi segreti dell’Arabia Saudita sono considerati i più efficienti del mondo arabo. Anche per questo l’allarme lanciato ieri dal re saudita Abdullah bin Abdul Aziz ha forte eco in Occidente.
A Gedda si sono riunite le monarchie del Golfo (Arabia Saudita, Bahrain, Emirati arabi, Kuwait, Oman e Qatar) che hanno condannato, tutte, il terrorismo che sta scuotendo il mondo arabo e si sono pronunciate, tutte, per l’unità territoriale dell’Iraq.

La Crociata del terrorismo islamico colpisce soprattutto l’Islam


Nairobi, Kenya: lo Shabaab, movimento nato in Somalia a metà del 2006, più recentemente affiliato ad al-Qaeda, guidato da Ahmed Abdi Godane, il 21 settembre 2013 attacca il centro commerciale di Westgate e lo mettono sotto sequestro con uso di armi comprese granate. Dopo 2 giorni le forze dell’ordine kenyote cercano di rompere l’assedio. Al momento si contano 62 morti, 63 dispersi e 175 feriti.
Domenica 22 settembre, Peshawar, Pakistan: un kamikaze si fa saltare davanti alla chiesa di Khoati Bazaar: 81 morti tra i cristiani.
Circa 150 persone massacrate in nome di Dio. Il terrirosmo islamico continua nella sua decisione di emulare il suo grande nemico: l’integralismo cristiano di stampo medievale, la cui “manifestazione” più celebre restano le crociate, spedizioni armate contro cosiddetti infedeli con la convinzione di essere ispirati dal “vero Dio”. Sì, perché sia l’attentto di Nairobi (ma anche molti altri attentati di matrice islamica, compreso l’11 settembre), sia le Crociate cristiane hanno colpito anche gli appartenenti alla propria religione, quindi isclamici nel caso del terrorismo e cristiani nel caso delle Crociate (venivano chiamati eretici perché avevano una concezione teologica di Cristo lievemente diversa).
Che le Crociate siano una vergogna della Chiesa è innegabile, che il terrorismo islamico cerchi una “vendetta” alcontro le Crociate e il colonialismo occidentale facendo la stessa cosa è una vergogna dei terroristi e degli islamici che approvano, magari nascostamente, queste “azioni”.
E il modo migliore è chiamare il fenomeno contemporaneo del terrorismo islamico come Crociata Islamica.
Questo lo dico per stimolare il dibattito interno all’Islam: l’Occidente ha da tempo (dagli anni 60) aperto un dibattito pubblico culturale sulla Chiesa Cattolica, sui suoi errori del passato e quelli del presente, ma non è il soggetto giusto per contestare l’integralismo islamico, che invece deve essere criticato dall’interno, e quindi dai musulmani stessi. La laicità nella politica (anche di persone credenti) deve essere un valore anche tra i musulmani.

Per cortesia, mass media, non parlate tutti quanti delle donne del Pkk uccise!


Attiviste del PKK

Attiviste del PKK

Tre donne curde, Sakine Cansiz, cofondatrice del PKK (Partito dei lavoratori curdi), Fidan Dogan, rappresentante del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) e Leyla Soylemez, giovane attivista sono state trovate ieri uccise a Parigi.
Ne parlano solo i quotidiani online, per il momento in tv non si è visto nulla: che i governi europei non vogliano disturbare la sensibilità della Turchia?
Ricordiamo che Abdullah Öcalan (leader del PKK) è detenuto in Turchia dal 2005. Parlare di un Kurdistan libero e indipendente è un tabù per molti, la creazione di una nazione indipendente o autonoma roderebbe territori di sovranità alla Turchia e all’Iraq, che diminuirebbe il controllo europeo e Statunitense nell’area del Medioriente. L’apparentemente assurdo veto di Russia e Cina all’intervento dell’Onu in Siria è proprio per contrastare questo fenomeno: l’estensione del controllo europeo-statunitense in Medioriente. Mentre gli Usa e l’Europa ignorano le ragioni dei curdi, russi e cinesi preferiscono vedere morire civili siriani piuttosto che consegnare l’area all’Occidente.
Queste sono le vere motivazioni che muovono i potenti del mondo, e non i diritti civili e l’autodeterminazione dei popoli come si legge negli articoli fondammentali dell’Onu. Se volete chiamarli Illuminati fate pure, io li chiamerei piuttosto Abbuiati.
La Neorepubblica di Torriglia riconosce il Kurdistan.

Siria: non ammazziamo civili, ammazziamo civili scomodi


In Siria non c’è una guerra civile, ma una guerra contro i terroristi che vogliono distruggere il paese. Lo dice il Ministero degli esteri siriano in risposta a quanto affermato da Hervé Ladsous, uno dei responsabili della missione degli osservatori dell’ONU.
Davvero dei prodigi questi terroristi: molti di loro bambini anche piccolissimi!”
A meno che il termine “terroristi” significhi “cittadini scomodi”.

Al Qaeda: 100 morti in Yemen


Il bilancio, ancora provvisorio data la gravità delle condizioni di molti dei feriti, parla di almeno 96 morti e oltre 200 feriti, alcuni dei quali con gli arti strappati o con lesioni cerebrali che li lasceranno paralizzati: con un attentato senza precedenti nella capitale Sana’a durante le prove di una parata in programma martedì, al Qaeda ha dato oggi la sua risposta ad una offensiva del governo dello Yemen che da mesi sta cercando di riconquistare vaste aree nel sud del Paese sotto il controllo dell’organizzazione terroristica.

Buon anniversario, umani


La morte di Osama Bin Laden non ha ucciso al Qaeda.
In occasione del primo anniversario del blitz che portò alla sua uccisione ad Abbottabad (2 maggio), fioccano i primi attentati in Africa e gli allarmi USA per possibili attentati negli Stati Uniti.
Venti morti oggi durante gli attacchi nella zona universitaria di Kano, la citta’ nel nord della Nigeria teatro nelle ultime settimane di numerosi attentati (e numerosi morti) della setta islamica Boko Haram.
Non si tratta propriamente di Al Qaeda, ma di un’organizzazione terroristica che ha fatto proprie le stesse idee ed è attualmente attivissima.
Boko Haram è sottovalutata dai media di massa, come lo era al Qaeda fino all’11 settembre 2001. La situazione potrebbe rimanere invariata finché (sperando vivamente il contrario) questa organizzazione criminale non riesca nell’impresa di un nuovo 11 settembre. Ma allora sarà troppo tardi.
E i governi occidentali ne saranno corresponsabili, come è successo 11 anni fa negli Stati Uniti.
Perché non c’è modo migliore per avallare le strane teorie complottiste di sottovalutare la situazione attuale in Nigeria.
Per ora, un ennesimo esempio di alta etica da parte degli umani (che chiamare Uomo è troppo): morte, intolleranza e violenza.

Titanic: la fine di un’epoca e l’inizio della fine


Titanic: l'inizio della fine

Titanic: l'inizio della fine


Oggi (per l’esattezza la prossima notte), sono trascorsi 100 anni dalla tragedia più celebre della storia: l’affondamento del Titanic, celebrato da migliaia di libri e almeno 7 film.
Ma la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 non avvenne soltanto un tragico incidente, ma il fatto fu l’emblema della fine di un periodo storico: il positivismo ottocentesco. L’infrangersi dell’inaffondabile transatlantico segnò il fallimento del sogno positivista. Per la prima volta, in modo plateale e clamoroso, una nuova tecnologia considerata infallibile falliva al primo varo.
Dagli anni ’30 dell’Ottocento, infatti, si erano diffuse idee e teorie di grande fiducia nei confronti della scienza e della tecnologia, sostenendo che insieme potessero risolvere tutti i problemi dell’uomo, fino a includere anche il superamento della morte.
Questo ottimismo si era rafforzato grazie al forte sviluppo della medicina, della chimica e delle altre scienze inserite in un quadro geopolitico di sostanziale stabilità: l’Europa disegnata da Metternich al Congresso di Vienna del 1814 aveva resistito e vi era appena stato il più lungo periodo di pace conosciuto allora, noto come “la belle époque”.
Tale eccesso di ottimismo fu sconfessato per la prima volta dal Titanic nel 1912, e “La bella epoca” tramontò definitivamente nel 1914 con la Grande Guerra, seguita dalla Rivoluzione russa, dalle dittature nazifasciste, dall’altro grande disastro del dirigibile Hindenburg nel 1937 e dalla Seconda Guerra Mondiale dal 1939.
La fiducia nella scienza e nel progresso civile naufragò insieme con il Titanic, e per sempre, se consideriamo che nel 1945 s’inaugurò la fase della Guerra Fredda, con i suoi tremendi spauracchi nucleari, fino alla caduta del muro di Berlino e del regime sovietico (1989 e 1992), prontamente rimpiazzata dal Terrorismo internazionale dell’11 settembre 2001, che caratterizza ancora oggi lo scenario mondiale.

11 settembre? No, strage di africani


In Nigeria Boko Haram, la formazione terroristica di stampo integralista islamico (ne abbiamo già parlato a giugno, novembree dicembre), fa altri 17 morti cristiani, in un attentato a Mubi, nel nord del Paese. I media per ora sottovalutano, finché questa formazione non avrà i soldi sufficienti per colpire il cuore dell’Europa, magari l’Italia e il Vaticano. Noi vi abbiamo avvisati. Ma a voi, sotto sotto, non frega un cazzo.
In Siria altri 25 morti a Damasco, vicino a una scuola (i bambini sono più facili da uccidere), qui i media sono più attenti: hanno compreso la posizione strategica della Siria e come potrebbe modificare i rapporti dell’area e magari far scoppiare una guerra che coinvolga anche l’Iran. Ma, voi, abituati a guerre al di là del’Adriatico e a soldati italiani che muoiono in guerra ogni mese, non vi spaventa niente.
Ma l’oscar alla migliore strage di questo periodo a cavallo tra 2011 e 2012 va al Sud del Sudan. In una decina di giorni ci sono 3141 morti, di cui 2182 donne e bambini nella nuova nazione da poco riconosciuta dall’Onu e da noi, Il Sud Sudan. Insomma, UN 11 SETTEMBRE QUASI TOTALMENTE IGNORATO DAI MEDIA DELL’INFORMAZIONE.
Circa seimila luo nuer, uno dei gruppi etnici dediti alla pastorizia, hanno raggiunto e attaccato diversi villaggi della contea di Pibor, terra della popolazione murle, una delle decine che compongono il complesso mosaico etnico della nuova repubblica del Sud Sudan, nata il 9 luglio scorso.
Inutile dire come ancora una volta le decisioni “astratte” dell’ONU siano ignorate dalle popolazione autoctone.
Ma, naturalmente, che cazzo ve ne frega a voi (europei) che state soppesando quanto le tasse vi faranno cambiare le vostre sacre abitudini quotidiane, voi (occidentali) che siete sconvolti per le vostre azioni in Borsa, a voi (italiani) che state pensando a calcolare l’IMU e ogni volta che accendete la Tv ascoltate la santa recita del “mantra dello Spread”? (Ossessione mediatico-economica, folle psicosi finanziaria odierna degna di un manicomio grande come una città)
Be’, che male c’è, direbbe qualcuno, Forse che gli Antichi Romani potevano occuparsi della caduta della civiltà Maya?
Il male è questo: se non ve ne siete accorti viviamo in una società cosiddetta globale, avete internet e potete chattare con un cinese, twittare con l’Egitto o leggere un blog della Libia. Le stragi che avvengono a migliaia di chilometri, grazie alla società globalizzata che in parte sicuramente vi piace, avvengono sotto casa vostra.
Solo che se i media vi chiudono la finestra, come fate a vedere i corpi maciullati che a voi piacciono morbosamente tanto?

Oltre 65 morti in Nigeria. Tutti insieme: “chissenefrega!”


Ben più di 65 morti (si parla anche di 80) il bilancio degli attacchi coordinati che hanno preso di mira le sedi della polizia e le chiese (e una moschea) delle città di Damataru e Potiskum, dove si registrano la gran parte delle vittime.
Un presunto portavoce della setta ultra-islamica Boko Haram, qualificatosi come Abul Qaqa, ha rivendicato per telefono l’ondata di attacchi.
Boko Haram, che nella locale lingua haussa significa
“L’istruzione occidentale è peccato”, lo scorso 26 agosto si attribuì tra l’altro la strage nella sede dell’Onu ad Abuja, la capitale nigeriana: rimasero uccise 24 persone.
A quanto pare per Boko Haram colpisce un po’ tutti: istituzioni statali e cristiane (e forse anche di islamici moderati!).
Ignorare questo tipo di terrorismo quindi può essere molto pericoloso.
Capisco i disastri idrogeologici stra-annunciati in tipica salsa italiana, ma la nostra redazione è a 25 km da Genova, e quindi pur rendendoci conto del disastro, sarebbe saggio mettere almeno come seconda notizia la strage di 65 persone ammazzate per terrorismo.

Dimentichiamoci del Kurdistan. E loro ammazzano


Ieri mattina attacco dei separatisti curdi nel sud-est della Turchia: 24 uccisi e 18 feriti tra militari e poliziotti turchi.
I raid simultanei, rivendicati dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), formazione terroristica di ispirazione maoista, hanno preso di mira alcune caserme dell’esercito e della polizia nei quartieri nel centro della città di Hakkari, a pochi chilometri dal confine con l’Iraq.
Un attacco che, aldilà di ogni giudizio, rivela la grave situazione in quei territori. Una situazione sottovalutata dall’Europa e dalla Turchia che nell’Unione Europea vorrebbe entrare senza rendersi conto dei gravi problemi che ancora l’attanaglia.
Ma oltre alla situazione del Kurdistan (a cavallo tra Turchia e Iraq), privato della propria indipendenza, non bisogna dimenticare la paradossale situazione di Cipro (divisa de facto in due Paesi, di cui quasi nessuno riconosce la sovranità di Cipro del Nord).
L’Europa sta giocando a un equilibrismo pericoloso: da un lato intraprende rapporti diplomatici con la Turchia, e condanna i terroristi curdi senza però prendere in considerazione soluzioni per la loro situazione, dall’altra non riconosce lo status di Cipro del Nord per non scontentare le ragioni della Grecia, che appoggia politicamente e non solo Cipro del Sud.

In ogni caso si penalizza l’autonomia e l’autodeterminazione dei popoli, che dovrebbe essere un principio fondamentale dell’Europa: si dovrebbe lavorare per l’indipendenza (o “autonomia” nell’ambito dell’Unione Europea, come quando parlavamo di Euskadi) di Curdistan e Cipro del Nord. Che facciamo? Ce ne freghiamo? E loro sparano.