Giulio Regeni come Sacco e Vanzetti


Giulio Regeni

Giulio Regeni


Qualcuno ricorda la vicenda di Sacco e Vanzetti? Due italiani innocenti (accertato dopo la loro morte) uccisi sallo Stato (nella fattispecie, i moderati gli Stati Uniti) per le loro idee?
Visto l’estremo interesse dei media sul caso Regeni (suona male vero?, infatti è ironico, non dico che non se ne siano occupati, ma mi pare che si sia detto molto più su due fucilieri accusati di omicidio in India che un innocente torturato e ammazzato presumibilmente dai Servizi di Sicurezza egiziana, che dite voi?), riporto parte dell’editoriale del New York Times:
L’Italia è in subbuglio per la tortura e l’assassinio in Egitto di Giulio Regeni, un dottorando ventottenne che studiava a Cambridge, scomparso al Cairo il 25 gennaio e il cui cadavere è stato rinvenuto privo di abiti e con evidenti segni di percosse in un canale il 3 febbraio, poche ore dopo che le autorità italiane si erano rivolte direttamente al presidente Abdel Fattah el-Sisi perché le aiutasse a individuare lo studente scomparso.
Il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, ha detto che il corpo del giovane riporta i segni di “violenze disumane, bestiali, inaccettabili” – proprio quel genere di tortura che le forze di sicurezza egiziane infliggono regolarmente ai loro concittadini. […]
Sotto il regime di el-Sisi, gli egiziani sono stati rinchiusi in carcere a migliaia. Torture e sparizioni sono comuni. Professori universitari, attivisti per i diritti umani e giornalisti sono presi di mira in modo particolare. Di sicuro, l’omicidio di Regeni frenerà non poco la liberà espressione negli atenei egiziani.
Oltre che per questa ossessione, il governo di el-Sisi si caratterizza in questo periodo per il panico per le misere condizioni dell’economia locale – duramente colpita dal calo del turismo – e per i timori delle agitazioni che essa potrebbe scatenare. Anche se la tesi di dottorato di Regeni verteva sui sindacati, argomento assai delicato in Egitto, gli amici e i colleghi assicurano che lo studente italiano era molto cauto nelle sue ricerche.
Giulio Regeni è scomparso nel quinto anniversario del sollevamento popolare del 2011 che ha rovesciato il governo del presidente Hosni Mubarak. Per garantire che non si verificassero incidenti, quel giorno la polizia era stata schierata in forze. Quella sera Regeni è uscito di casa per recarsi a un compleanno e da allora di lui non si è saputo più niente.[…]

Fabio Tortosa: Carlo Giuliani è una merda, ma io sono stato frainteso


Carlo Giuliano ucciso

Carlo Giuliano ucciso

Fabio Tortosa, il poliziotto che su Facebook aveva scritto: “Io sono uno degli 80 del VII Nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte”. Poi, tra altre perle di saggezza, aggiunge: “Carlo Giuliani fa schifo e fa schifo anche ai vermi sottoterra” e “O si sta con quella merda di Giuliani o si sta con quelli che a Giuliani gli fanno saltare la testa” riferito a Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso il 20 luglio 2001 da un colpo di pistola esploso dal carabiniere ausiliario Mario Placanica durante i disordini in piazza Alimonda a Genova.
Il giorno dopo si scusa alla trasmissione La Zanzara di Radio24 sostenendo di “essere stato frainteso”.
Non vogliamo qui tirare fuori la peggiore delle ferite della democrazia italiana dal 1945 a oggi. Ma due appunti è chiaro tenerli a mente: un interlocutore super partes, la corte di Strasburgo, chiede all’Italia una legge per un reato commesso senza che esista una legislazione adeguata a una democrazia moderna (la tortura), se questa richiesta non venisse seguita, l’Italia rischierebbe l’spulsione dall’Europa per mancanza di garanzie civili, al pari delle dittature. Nonostante ciò, i poliziotti vendicatori di Genova insistono a voler reiterare quello che oltre a essere stata una tortura, è un’evidente apologia di fascismo. Del resto, se sono impuniti, a loro viene anche naturale parlare così. W il duce, mors tua vita mea, botte e scarpate per vendicarsi di un gruppo di black bloc che spaccò vetrine coperte da assicurazioni e un po’ di materiale delle Forze dell’Ordine. In quel caso si volle “risarcire” i danni con la tortura a suon di “Viva l’Italia e Viva il Duce”. Una cosa degna dei peggiori naziskin da stadio. Però erano in divisa, e allora sono giustificati, ed è invece responsabile chi protestava che doveva “isolare i violenti”, come se fosse facile e naturale. Questo è un pensiero molto comune, assolutamente criptofascista, di chi addossa tutta la responsabilità ai teppistelli “neri”, appoggiando i teppistelli in divisa.

Ripeto, non voglio aggiungere giudizi a una vicenda che pare esasperi gli animi più di altri eventi mondiali anche più gravi, concludo dicendo che per me Carlo Giuliano non è un eroe, semmai un simbolo, comunque un personaggio che ho omaggiato con un racconto assolutamente apolitico: “Il diario del Senatore Giuliani”, che potrete leggere nella raccolta “NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi”, acquistabile unn po’ dovunque in rete a solo 1,99 euro.

Viva l’Italia.

La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per tortura alla scuola Diaz al G8 di Genova


La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura per il comportamento tenuto dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, alla fine del summit del G8 a Genova. I giudici hanno dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 della convenzione europea dei diritti umani sul “divieto di tortura e di trattamenti disumani o degradanti”.
Sui fatti non c’è molto da dire: basta andarsi a leggere le testimonianze e le registrazioni riportate anchein internet che sommano le torture alle umiliazioni verbali e fisiche tipiche di regimi nazisti e fascisti (invito quelli che credono di sapere la verità a leggere qui, ma ne trovate molte altre).

FLUSH.ART log 1: Trevor Brown


FLUSH.ART

pillole di arte de/genere


log 1: TREVOR BROWN

Leggi il senso di Flush.Art

Per l’uomo non c’è altro inferno che la stupidità o la malvagità dei suoi simili (M. De Sade)
Trevor Brown
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Possedere in esclusiva una donna è tanto ingiusto quanto possedere degli schiavi (M. De Sade)
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Le passioni dell’uomo sono soltanto i mezzi di cui la natura si serve per conseguire i suoi scopi (M. De Sade)
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Tutti gli uomini sono pazzi, e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo specchio (M. De Sade)
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Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino (M. De Sade)
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FLUSH.ART log Zero: pillole di arte de/genere


Flush.Art log è un “giornale di bordo” mensile, un articolo che uscirà ogni 17 del mese (compatibilmente con articoli più urgenti), che prende vita a partire da Flush.Art, zine irriverente e scioccante che esce una-due volte all’anno dopo avvenimenti di importanza mondiale. Flush.Art (che parodizza le riviste Flash Art e l’ex Flesh Art) a sua volta è la continuazione della zine cartacea Miroir du Gourmet.
Il sottotitolo sia di Flush.art che di Miroir du Gourmet è “arte e morte contemporanea“, perché hanno riguardato e riguardano da vicino la morte violenta e alcune forme “de/generate” di arte, la cloaca del mondo, quindi le nefandezze sia dell’uomo, la guerra, la tortura, lo sterminio, sia della natura, i mostri, i deformi, gli aborti, viste con l’occhio di un artista “de/genere”.
Miroir du Gourmet (Lo specchio del bongustaio) è diventato poi Flush Art (l’arte dello sciacquone), per rimarcare il senso più artistico che giornalistico del progetto.
Il log si discosterà da alcune tematiche più forti, concentrandosi più sul lato artistico, l’arte visiva, la poesia, la fotografia e i video.
Questo numero 0 (che esce il 17 novembre alle 17.17) è la rassegna di ciò che è uscito prima, dal 2001 a oggi.

Al momento (dal 2012) sono usciti 3 numeri di Flush.Art, scaricabili gratuitamente in pdf: Flush.art N.1 I mortacci sono vostri
(febbraio 2012)

Flush.Art N. 1 (febbraio 2012)

Flush.Art n. 1 (febbraio 2012)


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Flush.art N.2 Dio è un vecchio bavoso
(febbraio 2013)

Flush.Art N. 2 (febbraio 2013)

Flush.Art n. 2 (febbraio 2013)

Flush.art N.3 Civili di merda
(luglio 2014)

Flush.art 3

Flush.art 3 (luglio 2014)


Di Miroir du Gormet sono usciti 7 numeri (dal 2001 al 2005), acquistabili online fino a esaurimento scorte:

N.1 difesa di Stato (luglio 2001)

Miroir du Gourmet 1: difesa di Stato

Miroir du Gourmet 1: difesa di Stato (luglio 2001)


N.2 abbiamo pazientato 50 anni, ora basta! (settembre 2001)
Miroir du Gourmet 2: abbiamo pazientato 50 anni: ora basta!

Miroir du Gourmet 2: abbiamo pazientato 50 anni: ora basta! (settembre 2001)


N.3 ora è un superuomo! (giugno 2002)
Miroir du Gourmet 3: ora è un superuomo!

Miroir du Gourmet 3: ora è un superuomo! (giugno 2002)


N.4 guerra è bello! (marzo 2003)
Miroir du Gourmet 4: guerra è bello

Miroir du Gourmet 4: guerra è bello (marzo 2003)


N.5 real Madrid (marzo 2004)
Miroir du Gourmet 5: real Madrid

Miroir du Gourmet 5: real Madrid (marzo 2004)


N.6 amo guardare come muoiono i bambini (settembre 2004)
Miroir du Gourmet 6: amo guardare come muoiono i bambini

Miroir du Gourmet 6: amo guardare come muoiono i bambini (settembre 2004)


N.7 Santa Pietra! (aprile 2005)
Miroir du Gourmet 7: Santa Pietra!

Miroir du Gourmet 7: Santa Pietra! (aprile 2005)


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(saluto ufficiale della Nazione Oscura caotica)