Il tifone del secolo si abbatte sulle Filippine


Molto probabilmente è il tifone orientale più potente mai registrato dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche (e dei cicloni di tutto il mondo): chiamato Haiyuan (Yolanda nelle Filippine) è quello che si è abbattuto con venti fino a 315 km/h nel sud del Paese, soprattutto sulla città di Tacloban e dintorni, mietendo migliaia di vittime (ci vorranno settimane per fare una conta ufficiale, si stimano diverse migliaia di morti). Un disastro paragonabile allo tsunami in Giappone.
L’aereoporto di Tacloban appare come una landa desolata di fango, con i tetti di stagno contorti e le auto rovesciate. Le finestre della torre dello scalo sono distrutte. Non c’è energia elettrica, non c’è acqua. Le persone sono disperate. Ci sono dei saccheggi, ha raccontato il segretario della Difesa, Voltaire Gazmin. «L’acqua era alta come una palma» ha raccontato Sandy Torotoro, residente di Tacloban. L’uomo, 44 anni, un tassista di biciclette, ha spiegato che lui e altre persone si sono rifugiati dentro una jeep parcheggiata per proteggersi, ma che il veicolo è stato trasportato via da un muro di acqua. L’abitazione, dove l’uomo viveva con la moglie e la figlia di 8 anni, vicino all’aeroporto, è stata spazzata via.
Le nazioni e le organizzazioni internazionali sono già in moto per mandare aiuti.

Per capire la devastaione di Yolanda/Haiyuan basta questa tabella dei cicloni più violenti.
In base all massima raffica di vento:

1) Ida (tifone, 1978): 325 km/h
2) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
3) Tip (tifone, 1979): 305 km/h
4) Camille (uragano, 1969): 305 km/h
5) Allen (uragano, 1980): 305 km/h
6) Nora (tifone, 1973): 295 km/h
7) June (tifone, 1975): 295 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 295 km/h
9) Rita (uragano, 2005): 285 km/h
10) Katrina (uragano, 2005): 280 km/h

In base alla pressione:
1) Tip (tifone, 1979): 870 hPa
2) Nora (tifone, 1973): 875 hPa
3) June (tifone, 1975): 875 hPa
4) Ida (tifone, 1978): 877 hPa
5) Kit (tifone, 1966): 880 hPa
6) Rita (tifone, 1978): 880 hPa
7) Vanessa (tifone, 1984): 880 hPa
8) Wilma (uragano, 2005): 882 hPa
9-10) vari tifoni: 880 hPa

Aspettiamo i (tristi) dati di Haiyuan/Yolanda, possiamo notare che i tifoni orientali sono statisticamente poco più potenti degli uragani americani, anche se spesso le raffiche più violente sono raggiunte anche dagli uragani (ma questo potrebbe essere dato dalla maggiore capillarità delle stazioni meteo Usa rispetto a quello orientali, che possono così registrare più raffiche).
Ma l’aspetto più inquietante è che le registrazioni scientifiche partono almeno dalla fine dell’Ottocento, ma nei primi posti il tifone più datato è del 1966! Conferma che i cicloni tropicali e i fenomeni atmosferici in generale sono molto più violenti ed estremi che nel recente passato.
Infine, per rallegrarvi, vorrei ricordare che i cicloni NON sono i fenomeniatmosferici più violenti, ma sono i tornado, twister o trombe d’aria che dir si voglia, i più potenti hanno raggiunto i 480 km/h circa.

Coincidenza: l’uomo che gestì la centrale di Fukushima è morto di cancro


Muore a 58 anni per un cancro allo stomaco l’ex responsabile della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, Masao Yoshida: era l’uomo che con indubbio eroismo cercò di gestire al meglio la grave emergenza causata dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011 in Giappone.
La situazione dopo 2 anni e mezzo è ancora molto problematica: l’acqua con alti livelli di radioattività continua a inquinare il terreno intorno agli impianti danneggiati e finisce per contaminare l’Oceano Pacifico. La conferma è arrivata dal responsabile dell’Autorità di regolamentazione del settore nucleare, Shunichi Tanaka.
Naturalmente siamo tutti sorpresi a constatare la coincidenza della morte per cancro di Masao Yoshida. Eh sì, perché così sostengono certi sostenitori dell’energia nucleare.
Anche a essere favorevoli a questo tipo di energia, vien da chiedersi perché continuino a nascondere e prendere in giro la gente, (ricordate lo spot sul nucleare? Ne parlammo 2 mesi prima dello tsunami, denunciandolo come di parte, e quindi come “presa in giro”).
Ripeto, a essere favorevole (ma sono sempre meno i pro-nucleare), vien voglia di schierarsi con chi invece pensa che sia un’energia pericolosa per l’ambiente, e che i vantaggi siano troppo esigui rispetto ai rischi.

Terremoto dell’Aquila: “State tranquilli a casa, tanto non ne sappiamo un cazzo!”


Non è la prima volta che parliamo di terremoto e geologi: ci teniamo a premettere che noi siamo per la scienza e siamo con gli scienziati, ma se insistiamo su questo argomento è perché notiamo un certo comportamento nei confronti dell’informazione scientifica che non ci piace affatto.
Il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima della scossa che distrusse L’Aquila e provocò 309 morti, vi fu una riunione della Commissione Grandi Rischi, convocata appositamente dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in conseguenza dello sciame sismico che da giorni interessava la città.
Cosa esce dalla riunione? Nulla, visto che i geologi specialisti del caso hanno rassicurato tutti, alcuni dei quali tacciando di “allarmismo” certe voci insistenti di pericolo di forte terremoto imminente che in verità da mesi giravano in tutto l’Abruzzo.
Così, dopo 3 anni e mezzo, il giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi ha condannato a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose l’allora presidente della Grandi Rischi Franco Barberi, l’allora vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, l’allora presidente dell’Ingv Enzo Boschi, il direttore del servizio sismico del Dipartimento della Protezione Civile Mauro Dolce, il direttore del centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, il direttore di Eucentre Gian Michele Calvi, il professore di fisica dell’Università di Genova Claudio Eva, colpevoli di aver sottovalutato il pericolo, di aver fornito informazioni imprecise e incomplete, di esser venuti meno ai loro doveri. La difesa fa notare che la responsabilità degli scienziati era quella e soltanto quella di fornire un quadro chiaro a chi poi doveva decidere e comunicare le decisioni alla popolazione. Ma la valutazione, come scritto nel capo d’imputazione, è stata giudicata “approssimativa, generica e inefficace”, sia in relazione all’attività della commissione sia ai doveri di
“prevenzione e previsione”, che ha portato gli scienziati a fornire, dopo la famosa riunione, “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica, vanificando le attività di tutela della popolazione”.
I cittadini applaudono, altri, evidentemente non aquilani, gridano alo scandalo, sostenendo che gli scienziati “non avevano la sfera di cristallo” o che “una cosa così succede solo in Italia, e non in Giappone o in Usa”.
C’è un po’ di confusione: se una cosa così succede solo in Italia non stupisce, solo in Italia la parola “allarmismo” viene affiancata a un reato, differentemente dagli Stati Uniti, dove per uno tsunami di 30 cm si fanno squillare le sirene tutta la notte, mente in Italia non bastano alluvioni catastrofiche per evitare l’accusa di allarmismo per ogni allerta che non ha come conseguenza dei decessi!
Diciamolo: l’Italia ha un che di omertoso quando si parla di rischio: allertare (e informare sui pericoli) significa impanicare l’opinione pubblica. Ecco perché succede in italia.
Quanto alla sfera di cristallo, mi chiedo come mai, ora, durante lo sciame sismico del pollino, la stessa Commissione usi altri termini, informando e sostenendo che “possono esserci scosse più forti”, che “non siamo in grado di dire se ci potrà essere un’altra scossa più forte”, che “come nel terremoto dell’Umbria o dell’Emilia, ci sono state due grandi scosse e non una singola” e addirittura allestendo campi di tende quando ancora non ci sono morti o quasi. Frasi diverse dal “non possiamo prevedere la scossa, quindi state tranquilli a casa”, magari in strutture fatiscenti come il pensionato studentesco dell’Aquila.
Se l’atteggiamento sembra cambiare, significa che quello di prima era sbagliato. Ed era punibile.
Oltre al comportamento durante l’emergenza, fondamentale è l’educazione idrogeologica.
Soprattutto in Paesi come il Giappone, non si lascia nell’ignoranza totale la popolazione, ma s’informa per filo e per segno al comportamento da prendere in caso di sisma, o di alluvione. Da come costruire gli edifici, fino a come comportarsi durante l’emergenza. Perché l’Italia è una zona sismica e idrogeologicamente instabile, ovunque, e tutti dovrebbero sapere cosa fare. E invece non è così: si costruisce sopra i greti dei fiumi, si tirano su capannoni “appoggiando” i pilastri, e poi si vedono persone che scappano a caso in preda al panico, o che attraversano ponti con fiumi in piena. alcuni dei quali, come a Genova, non vengono nemmeno considerati torrenti, ma semplici fogne.

Sinistri parallelismi




Sopra l’allarme tsunami nelle Hawaii il 28 ottobre 2012, sotto il booktrailer del romanzo Trans-Human Express di Lukha B. Kremo uscito il 22 ottobre 2012.

Bendandi e l’11 maggio 2011


Su “Voyager”, la trasmissione di Roberto Giacobbo del 9 maggio 2011, si è chiarito una volta per tutte l’intricato miscuglio di fonti previsionali che indicavano un terremoto a Roma l’11 maggio. Il presidente dell’associazione Bendandiana nega che Raffaele Bendandi abbia lasciato previsioni esatte, e si risale a un allineamento di pianeti collegato alla solita quartina di terremoti di Nostradamus.
Nel momento in cui Paola Lagorio (presidente della Bendandiana) nega tutto per evitare di infangare la “mirabile” figura di un autodidatta (bontà sua) che evidentemente pensava di prescindere da decenni di studi sismologici (egocentrismo da evitare nella scienza), mi viene da pensare cosa direbbe se l’11 maggio succedesse veramente il terremoto a Roma. Direbbe di aver trovato nuovi fogli di Bendandi? Direbbe che le ipotesi dell’allineamento di pianeti facevano parte del suo lavoro, eccetera?
Poi l’11 maggio arriva, arriva l’allineamento tra giove, marte, venere, il sole, la terra, la luna a saturno, e arriva il terremoto! La latitudine è quasi quella, ma la la longitudine no, il terremoto si verifica vicino a Murcia, in Spagna. Viene da pensare naturalmente che l’allineamento influisca sui terremoti, ma un sacco di incognite rimangono. E, fatta una minima ricerca (da parte dei profani), è facile scoprire che scientificamente si trovano in rete opinioni di un’ignoranza colossale.
Allora, volendo comunque difendere, a livello serio, la possibilità di un influsso astrale nell’attività sismica terrestre, mettiamo a posto alcune cose.
1) Per allineamento non si può parlare di allineamento assoluto lungo una retta, ma di allineamento di pianeti entro un certo arco (che non è mai stato sotto gli 8° in tutti gli ultimi secoli).
2) Per allineamento si può intendere: allineamento assoluto (vedendo cioè il sistema solare da una ipotetica posizione perpendicolare) o di allineamento visto dalla Terra (cioè i pianeti sono apparentemente molto vicini visti nel cielo terrestre).
3) Gli allineamenti sono periodici (ricordo quello incredibile del 1982) e si ripeteranno per sempre, in modo abbastanza ciclico. Certo, ci sono periodi in cui sono più frequenti a causa dei pianeti lenti, ma sicuramente i pianeti non si allineano “sempre di più” (come ho letto) e non si scontreranno mai, ma il Sistema Solare morirà quando lo deciderà il Sole.
Detto questo, arriviamo alla questione importante, il motivo per cui le ricerche di Bendandi (e non solo) sono molto simili all’aria fritta:
1) L’energia scaturita per un terremoto di medie o grandi magnitudo è migliaia per non dire milioni di volte maggiore dell’energia gravitazionale degli altri pianeti sulla Terra. Esiste un principio (che i sismologi improvvisati della rete dovrebbero studiare e ripetere davanti allo specchio come alle scuole medie) che si chiama “conservazione dell’energia” e che vieta che l’energia del mio soffio, per esempio, possa spostare un camion carico.
2) Un’azione gravitazionale fatta a milioni di km di distanza è uniforme, non può agire a Roma più che a Murcia o in Giappone. Agisce sulla Terra e basta.
3) Possiamo lasciare dormire in pace Nostradamus, per favore? Un grande letterato e mistico non va stuzzicato troppo. Grazie.
Detto anche questo, possiamo permetterci ancora di pensare: può un’azione gravitazionale (rafforzata da un allineamento) influire anche pochissimo sull’attività sismica (in generale) della Terra?
Se io ho un vaso ricolmo di acqua, per esempio, non basterà l’ultima, decisiva, goccia, per far traboccare il vaso? L’allineamento dell’11 maggio 2011 non potrebbe aver anticipato (sia pure di poco) il terremoto in Spagna? L’insolito avvicinamento lunare avvenuto nei giorni dello Tsunami del Giappone, non potrebbe aver fatto lo stesso?
Non si potrebbero monitorare i luoghi più sismici della Terra tenendo conto anche di questi allineamenti? Ci sono luoghi nel mondo dove il terremoto è previsto dai sismologi al 90-95% e persino al 100% entro un numero di anni (la faglia di Sant’Andrea in California per esempio). Non si potrebbe mettere in preallarme questi posti “caldi” del sistema sismico terrestre nei giorni degli allineamenti?