100 follower


Raramente parliamo dei nostri risultati.
Oggi facciamo un’eccezione perché abbiamo raggiunto i 100 follower del blog,
a cui si possono aggiungere i 250 di Twitter e i 154 fan della pagina Facebook, ma la fedeltà di un follower diretto del blog è molto superiore a querlle di Twitter e Facebook.
Per la cronaca siamo a 140.000 visite totali, da più di 100 Paesi.

Ma ci piacerebbe riuscire a far ragionare con la propria testa almeno l’1% dei visitatori e sarebbe meglio di ogni numero.

Messico e Iran: qui la parola uccide


“Iran. A Teheran un blogger viene condannato a morte per le frasi satiriche pubblicate su Facebook. E due donne che denunciano i narcos su Twitter vengono uccise. Perché la rete fa paura a dittatori e criminali. «Sabb al-nabi» significa in arabo «insultare il profeta». Il 30 agosto scorso Soheil Arabi, fotografo e blogger di 30 anni, è stato condannato a morte da un tribunale iraniano perché ritenuto colpevole proprio di “sabb al-nabi”. I Guardiani della rivoluzione hanno fatto irruzione un anno fa in casa sua mentre dormiva portando via lui e sua moglie. La donna è stata rilasciata subito, invece lui l’hanno tenuto in cella di isolamento per due mesi. Da allora è detenuto nella sezione 2A della prigione di Evin a Teheran, nota per essere un luogo di tortura. Soheil Arabi avrebbe commesso “Sabb al-nabi” pubblicando critiche satiriche su esponenti del regime sul suo profilo Facebook. E qui mi si gela il sangue.
Messico. María del Rosario Fuentes Rubio, giovane medico e attivista messicana, è stata uccisa il 15 ottobre scorso. E prima di lei, nel 2011, alla Nena de Laredo. Su “Primera Hora”, il giornale locale di Nuevo Laredo per cui lavorava, firmava come Maria Elizabeth Macías Castro. Su Twitter e sul sito “Nuevo Laredo en vivo” usava lo pseudonimo “NenaDLaredo”. Con questo nick scriveva degli affari dei cartelli messicani e invitava la gente a denunciare fatti legati al narcotraffico. Marisol credeva fermamente che per contrastare i gruppi criminali bisognasse condividere informazioni. E sapeva che la parola, una volta condivisa, era più pericolosa delle armi. Sabato 24 settembre 2011 il suo corpo senza vita fu trovato su una strada nelle vicinanze di Nuevo Laredo ai piedi del monumento di Cristoforo Colombo. Sopra al monumento era stata posta la sua testa decapitata. A ucciderla uno dei cartelli messicani più potenti e feroci, Los Zetas. Questi sono messaggi inequivocabili: chi parla di organizzazioni criminali muore.” (di Roberto Saviano, si ringrazia repubblica.it.)

* * *

I 43 studenti «desaparecidos» lo scorso 26 settembre a Iguala, nello stato di Guerrero (sud del Messico) sono stati uccisi da sicari del gruppo narco Guerreros Unidos, e i loro corpi sono stati bruciati, alcuni mentre erano ancora vivi, in una discarica della vicina località di Colula.
“Ya me cansé” (“Io sono stanco”): queste le parole di Jesus Murillo Karam, procuratore generale messicano, pronunciata alla conferenza stampa in cui è stata annunciata la morte dei 43 studenti scomparsi a Iguala, la frase ha fatto facendo il giro del web ed è diventata una delle principali tendenze di Twitter.
Non tutti infatti credono alla versione ufficiale, e forti sono i sospetti di colluzione tra Cartelli del Narcotraffico e Stato Messicano.

Vidi e conobbi l’ombra di Benedetto XVI, che fece per viltade il gran rifiuto


Benedetto XVI

Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI ha annunciato nel corso del concistoro pubblico che si dimetterà dal 28 febbraio alle ore 20 e che i motivi delle dimissioni sono le “forze e l’età avanzata non più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero”.
Citiamo nel titolo le parole di Dante della Commedia, che potrebbero calzare anche per il pasore tedesco di una Chiesa che vedrebbe con nostalgia i “bei” tempi passati del Medioevo, quando un omosessuale si consegnava al Braccio Secolare.
Lo salutiamo sereni che il Vaticano gli garantirà una pensione adeguata.
Il capo di Stato della Neorepubblica di Torriglia, follower di Twitter di Benedetto XVI aveva posto al papa la seguente domanda: “Ha mai pensato a una propria promozione?”
Che abbia interpretato le nostre parole?