Zanfretta e qualche sorpresa alla convention di Torriglia


Oltre a Pier Fortunato Zanfretta, alla II convention di ufologia di Torriglia, è salito sul palco il principe Domenico Pallavicino, console onorario del Principato di Monaco a Genova, che ha brevemente dichiarato di essere a conoscenza di episodi ufologici e per questo, negli anni Ottanta, di essere stato osteggiato. Si è però rallegrato del clima mutato di oggi.

Domenico Pallavicino a Torriglia

Domenico Pallavicino a Torriglia

Zanfretta al I meeting di ufologia di Torriglia

Zanfretta al I meeting di ufologia di Torriglia

Seconda Ufo Convention a Torriglia


Torriglia, Pro Loco Torriglia, Provincia di Genova, Regione Liguria, Ente Parco Antola, RAI, National Geographic Channel presentano:

TORRIGLIA UFO CONVENTION 2013
2° Meeting Nazionale di Ufologia
“Ufo e Scienza, realtà a confronto”
Sabato 14 e Domenica 15 Settembre 2013
Cinema Parrocchiale – Piazza della Chiesa, 1

Programma

Sabato 14
Mattina (ore 10-13)
Giorgio Pattera
biologo e responsabile del dipartimento scientifico del CUN
“La terra attraverso la Dark Rift – Che cosa nasconde il problema Nibiru”
Paolo Fiorino
ricercatore e studioso del CISU
“1973-2013: 40 anni di ricerche sul campo. Wilfred Bion e l’accettazione del vuoto/insaturo”
Alberto Negri
ricercatore e collaboratore del CUN Piacenza
“Val Trebbia: 118 km di incontri con l’ignoto… Oltre la soglia dimensionale”

Pomeriggio (Ore 15-19,30)
Ade Capone
autore televisivo e scrittore
“Entità e altre dimensioni – Tra nuove teorie scientifiche e mistero”
Federico Tommasi
fisico e consulente scientifico del GAUS
“Attraverso le stelle, la ricerca di altre civiltà nella galassia”
Roberto Pinotti
giornalista e scrittore, segretario del CUN
“La politica scopre gli UFO – Nuove rivelazioni a livello mondiale”
Clarbruno Vedruccio
Fisico
“OVNI: una realtà tecnologica oltre il pensiero scientifico accademico”

Sabato sera alle 21 intrattenimento musicale in piazza. Apertura degli esercizi economici fino alle 24.

Domenica 15

Mattina (ore 10-13)
Pietro Marchetti
presidente del GAUS
“GEIPAN (Groupe d’Etudes et d’informations sur les Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés): Luci e Ombre”
Vladimiro Bibolotti
saggista e presidente del CUN
“Scienza, economia, politica e religione verso il cambio di paradigma”
Elvio Fiorentini
ricercatore e collaboratore del CUN Piacenza
“OOPARTS (Out of Place ARTifacts –Reperti o manufatti fuori posto): casistica e considerazioni sulle fantomatiche anomalie spazio-temporali”

Pomeriggio (ore 15,30-19,30)
Incontro con Pier Fortunato Zanfretta: “Vi racconto la mia storia…”
Dibattito pubblico con l’intervento di Giorgio Pattera, Alberto Negri e Elvio Fiorentini
Moderatori del convegno:
Mauro Casale, storico e scrittore
Rino Di Stefano, giornalista e scrittore

Manifestazioni collaterali:
. Presso il salone della Torriglietta (a pochi passi dal cinema, dalle 9 alle 22 di sabato e domenica), mostra fotografica e proiezione video, con filmati RAI e National Geographic.
. UFO Tours nei luoghi degli avvistamenti.
. Vendita libri, gadgets, cartoline, poster, cartografie, magliette e altro.
. Menù “ufologici” e pernottamenti (a prezzi di favore) nei ristoranti e negli alberghi convenzionati.

INGRESSO LIBERO

Nikola Tesla


Dossier Personaggi Parte V.
Nikola Tesla è un personaggio, come tutti quelli che abbiamo affrontato in questo dossier, davvero particolare. Inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense, nato nel 1856, è rimasto celebre per i suoi studi nel campo dell’elettromagnetismo.
Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni.

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi

Nikola Tesla, ritratto di Stefano Giorgi


Al contrario di quanto si afferma, almeno negli Stati Uniti Tesla era ed è tra gli scienziati e inventori più famosi, anche e soprattutto nella cultura popolare, come dimostrano i numerosi tributi nella musica, nel cinema e nell’arte.
La sua importanza fu riconosciuta nella Conférence Générale des Poids et Mesures, in cui fu intitolata a suo nome l’unità del Sistema Internazionale di misura della densità di flusso magnetico o induzione magnetica.
La Guerra delle correnti (alternata vs Continua)
In particolare i suoi brevetti sono la base del sistema elettrico a corrente alternata e della distribuzione elettrica polifasica, che si contrapponeva al sistema elettrico a corrente continua, utilizzato da Edison.
Questo contrasto diede vita alla cosiddetta “Guerra delle correnti”. Il sistema di Thomas Alva Edison era poco adeguato per le esigenze che delineavano, poiché il trasporto era più difficile e molto costoso per le enormi perdite per dissipazione del calore. L’idea della corrente alternata di Tesla, al contrario, si basava sul fatto che le perdite dipendono dalla tensione: diminuiscono con l’aumentare della tensione. In questo modo, Tesla scoprì che era possibile trasportare corrente alternata per lunghe distanze con basse dispersioni, alzandone la tensione tramite un trasformatore e riabbassandola nello stesso modo poco prima della distribuzione ai clienti, per farla tornare a livelli sicuri.
Nel 1886 Tesla fondò la Tesla Electric Light & Manufacturing, ma presto i finanziatori, in disaccordo con lui, gli tolsero il controllo della società. Nel 1887 costruì il primo motore a induzione a corrente alternata senza attrito, di cui fece dimostrazione presso l’American Institute of Electrical Engineers.
Nel 1888 sviluppò i principi della sua bobina e iniziò a lavorare con l’imprenditore George Westinghouse nei laboratori della Westinghouse Electric & Manufacturing Company, fondata due anni prima per competere con la General Electric di Edison. Westinghouse ascoltò le sue idee per i sistemi polifase che avrebbero permesso la trasmissione di elettricità a corrente alternata lungo grandi distanze.
Tesla e Westinghouse si rivelarono vincitori della “Guerra delle correnti” e Tesla fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi.
Controllo a distanza e UFO
Nel 1891 Tesla riuscì ad accendere, a distanza e senza fili, dei tubi a vuoto in entrambi i suoi laboratori, fornendo la prova delle potenzialità della trasmissione senza fili di potenza.
Nel 1899 Tesla decise di trasferirsi per portare avanti le sue ricerche a Colorado Springs, nel Colorado, dove avrebbe avuto molto spazio per i suoi esperimenti sulle alte tensioni e le alte frequenze. Il suo diario contiene numerose spiegazioni delle sue congetture sulla ionosfera e sugli esperimenti sulle correnti telluriche del suolo, fatte di onde trasversali e onde longitudinali. Tesla ricercò vari metodi di trasmissione di potenza ed energia senza fili su lunghe distanze, utilizzando la banda delle frequenze molto basse (ELF) attraverso il terreno tra la superficie della Terra e lo strato di Kennelly-Heaviside (fenomeno confermato negli anni Sessanta e chiamato Risonanza di Schumann). Tesla provò che la Terra era un buon conduttore, e produsse dei fulmini artificiali (con scariche di milioni di volt, lunghe fino a 40 metri), osservando i quali, indagò sull’elettricità atmosferica.
In questo periodo Tesla rilevò alcune tracce che interpretò come segnali radio extraterrestri. A questo scopo costruì il teslascopio, una ricetrasmittente con la finalità di comunicare con forme di vita extraterrestre. Nonostante i suoi pubblici annunci, i dati che aveva rilevato furono duramente respinti dalla comunità scientifica. Ma su questo punto oggi molti ufologi e complottisti sono disposti a credere alle sue ricerche.
Nel 1921 Tesla scrisse riguardo alla sua esperienza, in merito alla quale credeva che i segnali provenissero da Marte, escludendo la previsione del 1901 secondo la quale i segnali che ricevette si sarebbero potuti originare da Venere.
Soltanto nel 1996 Corum and Corum pubblicò un’analisi dei segnali provenienti dalla magnetosfera di Giove, che indicavano una chiara corrispondenza tra la posizione di Marte a Colorado Springs e la cessazione dei segnali da Giove, nell’estate del 1899, quando lo scienziato era laggiù, confermando che le osservazioni di Tesla erano esatte, anche se erroneamente attribuite al pianeta rosso.
Il 7 gennaio del 1900 il suo laboratorio di Colorado Springs fu demolito e le apparecchiature vendute per pagare i debiti e costruire un’infrastruttura per la trasmissione di potenza senza fili, la Wardenclyffe Tower. La struttura venne smantellata durante la Prima Guerra Mondiale. I giornali del tempo etichettarono Wardenclyffe come la “follia di Tesla da un milione di dollari”.
Intorno al 1916 Tesla andò in bancarotta, a causa dei suoi debiti arretrati con il fisco; viveva ormai in povertà. Dopo Wardenclyffe, costruì la Telefunken Wireless Station a Sayville, Long Island, ottenendo in parte i successi a cui voleva arrivare a Wardenclyffe. Nel 1917 la struttura fu sequestrata e abbattuta dai Marines, che sospettavano potesse essere utilizzata da spie tedesche.
La macchina volante
Un’altra invenzione teorizzata da Tesla è comunemente chiamata “macchina volante di Tesla”. Lo scienziato pensò a un velivolo comandato da un motore elettrico alimentato da un generatore a terra. La forma ipotizzata per il velivolo è quella tipica di un sigaro. Ciò in seguito sarà sfruttato dai teorici della cospirazione degli UFO.
Il Raggio della Morte
Tesla fece alcune affermazioni di rilievo circa un’arma chiamata “teleforce”. La stampa la soprannominò “raggio della pace” o “raggio della morte, un meccanismo per generare una tremenda forza elettrica, con un dispositivo per intensificare ed amplificare la forza sviluppata dal primo meccanismo. Alla base del funzionamento dell’ipotetica arma vi sarebbe l’importante trasferimento di più flussi di energia, magnetica. Secondo le intenzioni si sarebbe dovuto trattare di una potente arma di distruzione, in grado di colpire a grande distanza le truppe nemiche, far esplodere i carri armati e gli aerei nemici in volo. Ma le ricerche documentate su progetti di armi di questo tipo si fermarono alla dimostrazione matematica che già dopo pochi metri di distanza la maggior parte dell’energia veniva dispersa e l’efficacia a lunghe distanze ne sarebbe risultata inevitabilmente compromessa.
Macchina per fotografare il pensiero
Probabilmente la più singolare invenzione di Tesla. Egli teorizzava che un pensiero formatosi nel cervello creasse una corrispondente immagine nella retina, e che l’impulso elettrico di questa trasmissione neurale potesse essere letto e registrato in un dispositivo. L’informazione immagazzinata, sarebbe stata elaborata da un nervo ottico artificiale e su uno schermo.
L’effetto Hutchinson
L’effetto Hutchison è un insieme di fenomeni scoperti nel 1979 da John Hutchison durante i tentativi di studiare le onde longitudinali di Tesla. L’Effetto Hutchison si verifica come il risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o più bobine di Tesla. Gli effetti prodotti includono levitazione di oggetti pesanti, fusione di materiali dissimili come metallo e il legno, il riscaldamento anomalo di metalli senza bruciare i materiali adiacenti, rotture spontanee di metalli e cambiamenti sia provvisori che permanenti nella struttura cristallina e delle proprietà fisiche dei metalli.
La contesa con Marconi del brevetto della radio
Nel 1893 a St. Louis Nikola Tesla diede una dimostrazione pubblica di comunicazione radio “senza fili.” L’apparato che lui ha usato conteneva tutti gli elementi che sono stati incorporati in sistemi radio, prima dell’invenzione delle valvole a vuoto. Tesla fu il primo ad applicare il meccanismo di conduzione elettrica per pratiche di radiotelegrafia.
Nel 1896 Marconi registrò un brevetto per radio britannico. Nel 1897 Tesla registrò due brevetti di base della radio. Ma nel 1904, l’ufficio brevetti statunitense cambiò la propria decisione, assegnando a Guglielmo Marconi il brevetto per l’invenzione della radio, probabilmente influenzato dalle ottime finanze di Marconi (che includevano Thomas Edison ed Andrew Carnegie). Questo permise al governo Americano di evitare di dover pagare i diritti che erano stati chiesti da Tesla per l’uso dei suoi brevetti nel Regno Unito.
Nel 1915 Tesla intentò una causa contro Marconi per ottenere un processo contro i diritti dell’inventore italiano, ma non ebbe successo.
Soltanto dopo la morte, nel 1943, la Corte Suprema degli Stati Uniti impugnò il suo brevetto numero, riconoscendo lo scienziato come l’inventore della radio.
Il Premio Nobel
Dal momento che il Premio Nobel per la fisica fu consegnato a Marconi per la radio nel 1909, Thomas Edison e Tesla furono menzionati da un dispaccio di agenzia come potenziali candidati per condividere il Premio Nobel del 1915, giungendo a uno dei tanti incidenti “diplomatici” del Nobel. I due scienziati rifiutarono in ogni caso di ricevere il riconoscimento se il collega l’avesse ricevuto per primo e nessuno dei due prese in considerazione l’opportunità di condividerlo. Dopo le polemiche, né a Tesla né a Edison fu assegnato il Nobel.
Altre invenzioni
Nel 1887 Tesla iniziò a investigare su quelli che Wilhelm Röntgen successivamente identificò come raggi X, utilizzando i suoi tubi a vuoto a singolo nodo (bremsstrahlung), ma non rese note le sue scoperte e la maggior parte della sua ricerca è andata perduta nell’incendio del suo laboratorio avvenuto nel marzo del 1895.
Nel 1898, Tesla inventò una “candela elettrica”, detta anche spark plug, per i motori a combustione interna a benzina.
La psicologia di Nikola Tesla
Esistono alcuni contrasti sulla paternità dei suoi brevetti. La scoperta del campo magnetico rotante, per esempio, fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze dallo scienziato italiano Galileo Ferraris, ma Tesla contestò la priorità della scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, che stabilirono che la paternità dell’invenzione spettava a Ferraris. Nel 1943 un’altra sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti gli attribuì la paternità di alcuni brevetti usati per la trasmissione via radio.
Ma soprattutto, a causa della sua personalità eccentrica, della sua fisicità (era alto 2 metri esatti), e delle sue apparentemente incredibili e talvolta bizzarre affermazioni, negli ultimi anni della sua vita Tesla fu ostracizzato e considerato una sorta di “scienziato pazzo”. Lo scienziato iniziò a mostrare evidenti sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo; aveva numerose quanto inusuali abitudini ed idiosincrasie divenne ossessionato dal numero 3: sovente si sentiva costretto a girare attorno ad un palazzo tre volte prima di entrarvi, esigeva che la camera d’albergo dove alloggiava avesse un numero divisibile per tre, e visse gli ultimi anni in una suite al 33º piano del New Yorker Hotel, spesso esigeva una pila di dodici tovaglioli ben piegati intorno al suo piatto a ogni pasto. Inoltre era ossessionato dai piccioni: ordinava speciali semi per i volatili che nutriva nel Central Park, portandone alcuni nella sua stanza in hotel. Era un amante degli animali; spesso gioiva alla vista di una cucciolata di gatti.
La natura dei suoi disturbi era poco conosciuta a quel tempo e non erano disponibili terapie efficaci, perciò i sintomi vennero considerati come prova di una parziale infermità mentale, danneggiando senza dubbio ciò che era rimasto della sua reputazione.
Tesla morì per un attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, tra il 5 e l’8 gennaio del 1943, all’età di 86 anni. Nonostante avesse venduto i suoi brevetti sulla corrente alternata, egli era praticamente nullatenente e lasciò consistenti debiti.
Nikola Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs

Nikola Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs


Rileggi dalla Parte I.

UFO: per l’apocalisse del 2012, Torriglia sarà risparmiata


2012 fine del mondo

2012 fine del mondo

Secondo i fautori della fine del mondo del 21 dicembre 2012 (o dell’apocalisse e/o del rinnovamento spirituale), ci sono pochi luoghi al mondo che si salveranno all’apocalisse. Tra questi alcuni bunker costruiti per l’occasione e alcune località montane.
Tra queste la più celebre è Bugarach, nella regione francese della Lingaudoca-Rossiglione. Il luogo è noto per le leggende orali secondo le quali in tale luogo sarebbe custodito il Sacro Graal. Oltre a ciò, sono stati fatti alcuni avvistamenti di UFO. Tale notorietà nell’ambito dell’esoterismo ha prodotto un sensibile aumento del prezzo delle case.
In Italia, è Angrogna, nelle Alpi Occidentali piemontesi, il paese che sarà risparmiato.
Inoltre, a causa del primo e più celebre abduction in Italia (il caso Zanfretta del 1977), anche Torriglia, in Liguria, si aggiunge ai paesi in cui trovarsi il 21 dicembre 2012, perché risparmiato dall’imminente apocalisse.
Noi saremo qui.

Zanfretta: l’abduction di Marzano


Dossier Caso Zanfretta parte II.
Abbiamo effettuato delle indagini nei luoghi dove Zanfretta ha subito gli strani fenomeni descritti per capire se ci fosse qualcosa di anomalo oggi.
Su undici avvistamenti, cinque (tra cui i primi due) sono avvenuti nel comune di Torriglia. I successivi sono successi a Genova (perché seguivano l’addotto), ma, al contrario di quelli di Torriglia, non ci sono eventi clamorosi o testimoni.
Gli abduction sono avvenuti nelle frazioni di Marzano, poco oltre, nei pressi del bivio tra Fallarosa e Scabbiabella, a Donetta e altri due sulle alture di Rossi.
Il luogo del primo abduction in assoluto si trova alla fine di Marzano, una frazione di Torriglia.

La caratteristica segnaletica di Marzano

La caratteristica segnaletica di Marzano


Il paese è relativamente grande, con qualche centinaio di case, ma a causa dell’estremo spopolamento (fenomeno diffuso in tutto l’entroterra ligure) e alla sua estrema vicinanza a Torriglia, conta soltanto 131 abitanti e nessuno, proprio nessun esercizio commerciale. Normalmente frazioni del genere hanno almeno un alimentari o un bar, e ci sono frazioni ancora più piccole, anche a Torriglia, con qualche negozietto.
Non solo, non c’è cimitero (nel comune di Torriglia ce ne sono sette, di cui cinque in frazioni come Marzano o più piccole), e la chiesa, nonostante non sia (ancora) sconsacrata, è in disuso, non effettua funzioni ed è sempre chiusa. In una frazione tra Marzano e Torriglia c’è un centro per anziani. Per il resto sono case abitate immerse in case disabitate, spesso in precarie condizioni. Nonostante la situazione sia simile ad altri paesi della zona, è indubitabile che Marzano abbia l’aspetto di un paesone semidisabitato, silenzioso d’inverno come d’estate.
Strettoia a Marzano

Strettoia a Marzano


Superando la triste piazza dalla chiesa chiusa si raggiunge un portico molto stretto da cui ci passa un’auto utilitaria a malapena. A pochi metri c’è un’altra agghiacciante strettoia (per i non esperti per passare è necessario piegare in dentro gli specchietti retrovisori), quindi l’abitato prosegue la strada che raggiunge alcune piccole frazioni disabitate d’inverno, scemando in una piccola serie di ville carine, ma decisamente isolate.
L’ultima villetta in assoluto si chiama “Casa Nostra”, e nel suo giardino che è avvenuto il primo abduction italiano.
Oggi il giardino appare appena rasato perché è primavera, ma solitamente d’inverno (epoca dell’avvistamento) non si taglia l’erba e per questo la galaverna (brina accumulatasi fino a formare uno spesso strato di ghiaccio, comune in queste zone) raccontata dai Carabinieri dell’epoca, appare ancora più evidente.
In fondo al giardino un albero isolato e contorto, completamente invaso dalla brina.
Il luogo esatto del primo abduction italiano

Il luogo esatto del primo abduction italiano


Nessun rumore anomalo, nessuna luce, nessuna energia strana, nessuna sensazione anomala se non quella di essere in un posto isolato, nessuna anomalia nelle foto e nei video, le nostre pile non si sono scaricate.
Rispetto al racconto degli eventi (vedi parte I del dossier) possiamo fare alcune considerazioni.
Marzano è un paese lugubre, isolato, semidisabitato. Le condizioni peggiori in cui capitarci è in piena notte, d’inverno, durante una galaverna. Zanfretta è nervoso, timoroso. Arriva fino all’ultima villa, prima del nulla. E qui vede delle luci, probabilmente dei ladri. Cosa fa più paura di ladri che possono essere armati: Zanfretta ha paura (e lo dice chiaramente in tutti i racconti), una paura che si accumula al nervosismo di essere qui, una paura che esplode in terrore quando vede questo essere alto tre metri, che agita le braccia verso di lui.
L'albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

L’albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

Dargos di Titania

Dargos di Titania


Quell’albero, reso quasi irriconoscibile dalla galaverna, mosso dai venti invernali, nel buio scolpito timidamente dalla sua torcia, gli pare un uomo, anche se effettivamente gli escono dei rami dalla testa (come si nota dai disegni), e poi un uomo non può essere così alto. Il cervello di Zanfretta lavora, ma è sotto stress, l’anno prima al cinema ha visto Guerre Stellari e allora gli vengono in mente i Dargos (che con il tempo diventano Dargos di Titania, perché anche a lui è capitato di sfogliare un libro di astronomia e nei recessi della mente c’è il nome di questo satellite di Urano), degli alieni. In fondo siamo a Marzano, dove volete trovarlo un marziano? Il cervello lavora così, per rimandi ripescati dai recessi più nascosti e allora la cosa più ovvia non è un albero che si muove con i ghiacci che riflette la luce della sua torcia e i rumori dei ladri che scappano, ma degli alieni che lo fanno svenire dalla paura.
Quando riviene lo trovano ancora caldo, nonostante la temperatura, e questa è una fortuna altrimenti non sarebbe qui a raccontarlo, probabilmente è svenuto per poco tempo ed è rimasto in stato confusionale e febbricitante (come in effetti viene trovato). L’auto è calda, quindi il motore è rimasto in moto.
Fin qui il racconto di un uomo che ha avuto dei problemi sul lavoro.
Il giorno dopo rinvengono dei solchi semicircolari sul terreno larghi 15 centimetri, compatibili con un’auto che faccia manovra sul prato “tagliando” lo strato di ghiaccio della galaverna. Probabilmente lo stesso Zanfretta, ripresosi, ha preso l’auto, ancora in stato di choc, superando il cancello e provocando il solco cercando di aggredire l’essere o scappare in stato confusionale. Si spiega ancora meglio l’auto calda.
Zanfretta viene poi sottoposto a ipnosi ma, naturalmente, nel tempo, si è riconosciuto come l’ipnosi non accerti scientificamente l’avvenimento dei fenomeni raccontati, ma si può dire solo che il soggetto abbia vissuto gli eventi, quindi anche sognati, immaginati e, addirittura inventati a seguito di traumi o choc.
Infine i 52 avvistamenti: io conosco molta gente di Torriglia e non ho mai conosciuto uno di questi 52. Probabilmente dissero qualcosa, per poi capire di essere sotto l’effetto della suggestione e nascondere le proprie dichiarazioni. Non lo dico per parte presa, ma nessuna di queste testimonianze è riportata chiaramente, si parla genericamente di “avvistamenti di luci e ufo”, insomma le solite sfere di luce. E poi, statisticamente, in qualsiasi città, ci sono 50 persone pronte a giurare di aver visto degli ufo (e in questo caso le ho conosciute), senza che abbiamo mai portato uno straccio di prova.
Infine si tratta pur sempre di “racconti orali” e un giorno dovrei fare una lezione a certi ufologi e complottisti su come l’uomo è portato per sua natura a “raccontare” e nel fare ciò mescolare realtà e fantasia, senza discernerle, a volte sapendo di mentire, altre in perfetta buona fede. Grazie a questa attitudine è nata la letteratura e un sacco di opere letterarie. Ma non per questo credo alla lettera a ciò che c’è scritto nell’Odissea.
Nella prossima parte analizzeremo i luoghi del secondo abduction: le alture sopra Rossi, luogo dove Zanfretta vede la piramide inscritta nella sfera.
Rileggi dalla parte I.

Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte III


Dossier Villaggi fantasma Parte III.
Facciamo una rassegna mondiale, davvero generale, solo per dare un’idea del fenomeno, dei paesi abbandonati nel mondo (estratto da Wikipedia):
Algeria
Il villaggio di Palestro venne fondato dagli italiani nel 1867 sul fiume Ossler in Cabilia e venne distrutta nel 1871 da una confraternita musulmana di cabili.
Argentina
La maggior parte degli immigrati europei in Argentina si stabilì nelle città che offrivano lavoro. Molti si stabilirono nelle cittadine che crescevano lungo i collegamenti ferroviari.
A partire dagli anni Trenta, molti contadini si trasferirono nelle grandi città.
Gli anni Novanta videro molti paesi diventare città fantasma, quando cessarono i servizi ferroviari e i prodotti locali furono sostituiti da grandi quantità di beni economici importati. Alcune città fantasma vicine alle città offrono attrazioni turistiche, specialmente durante i weekend.
Australia
Alcune città fantasma conoscono una seconda vita, spesso dovuta al turismo che interessa le città fantasma di importanza storica, e che sostiene un’economia capace di mantenere i residenti. Ad esempio, Walhalla, in Australia, diventò una città deserta dopo che la sua miniera d’oro cessò la sua attività. In parte per la relativa accessibilità e in parte per la vicinanza ad altre località d’attrazione, Walhalla ha avuto una recente crescita in economia e popolazione.
Canada
Sono presenti città fantasma nell’Ontario del nord e nell’Ontario centrale, Columbia Britannica, Saskatchewan, Terranova e Labrador (vedi gli outport della Terranova) in Canada e in Québec (alcune di queste erano città nate per l’estrazione della legna, o sia di legna che di minerali).
Cipro
Dopo gli eventi del 1974 a Cipro, la parte meridionale di Famagosta, chiamata anche Varosha/Maraş, fu abbandonata dai suoi abitanti. Mentre la disputa non è ancora risolta, Varosha/Maraş è diventata una città fantasma e un’attrazione turistica.
Croazia
Duecastelli o Dvigrad è una cittadina medievale istriana abbandonata.
Finlandia
In Finlandia la maggior parte della popolazione vive in grandi città, e alcuni villaggi vicini al confine russo e in Lapponia, sono attualmente abbandonati.
Germania
Il villaggio di Etzweiler, nel nord-ovest della Germania, è statio abbandonato negli anni Novanta per fare posto a una miniera di carbone.
Giappone
Hashima fu una città mineraria giapponese dal 1887 al 1974, posta sull’isola omonima. Conosciuta una volta per avere la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959, 3450 abitanti per chilometro quadrato), l’isola fu abbandonata quando le miniere di carbone furono chiuse.
Guyana
Jonestown, in Guyana, divenne una città fantasma dopo il suicidio di massa della comunità del Tempio del Popolo che viveva lì.
Grecia
La città di Vathia nel sud del Peloponneso, era una tappa per i crociati che s’imbarcavano per il Medio Oriente.
Italia
Vedi le prime due parti del dossier.
Namibia
La città mineraria di Kolmanskop venne fondata dai tedeschi nei primi anni del XX secolo e oggi è abbandonata e invasa dalla sabbia.
Norvegia
Pyramiden (in russo: Пирамида) era una colonia russa di minatori nell’arcipelago delle Svalbard, Norvegia. Fu fondata dalla Svezia nel 1910, e venduto all’Unione Sovietica nel 1927. La colonia, con una popolazione di 1000 abitanti, fu abbandonata alla fine degli anni Novanta dai suoi proprietari (la compagnia statale Trust Artikugol), ed è ora una città fantasma. Non ci sono restrizioni per visitare Pyramiden, ma la maggior parte degli edifici è ora sigillata. Pyramiden è raggiungibile in battello o snowmobile.
Spagna
Ochate è un villaggio situato nel Condado de Treviño, abbandonato intorno al 1920-1930, raggiungibile solamente a piedi. Ochate ha raggiunto una certa fama per alcuni fenomeni paranormali, legati agli UFO, dato che una fotografia ritrae un oggetto non identificato volare nelle vicinanze del villaggio.
Stati Uniti d’America
Ci sono moltissime città fantasma nelle Grandi Pianure (Great Plains) statunitensi, le cui aree rurali hanno perso un terzo della loro popolazione del 1920. Inoltre, le città fantasma sono comuni nelle aree dove in passato si estraevano minerali, o erano presenti fabbriche, solitamente per la tessitura del cotone, per esempio l’insediamento di Cambria). Quando le risorse che avevano creato un boom di occupazione in queste città terminò, gli affari cessarono di esistere, e le popolazioni si trasferirono in aree più produttive. A volte una città fantasma consiste di molti vecchi edifici abbandonati (come Bodie, in California), mentre altre volte è formata semplicemente da strutture o fondamenta di costruzioni che non esistono più (come Graysonia, in Arkansas).
Vecchi insediamenti di minatori che hanno perso buona parte della loro popolazione in un certo momento della loro storia, come Central City, Aspen, Cripple Creek e Crested Butte in Colorado, Virginia City e Marysville nel Montana, Tombstone in Arizona, Deadwood in Dakota del Sud o Park City nello Utah sono spesso inclusi nella categoria, anche se ai giorni nostri sono città e paesi attivi.
Svezia
Nella città di Sjöstad, nel Närke, guerre e genocidi fermarono la vita nel 1260, quando i 700 mercanti della città attraversarono il lago di Vättern ghiacciato e furono sterminati dai Danesi. Quindi i Danesi proseguirono verso la città, distruggendola e bruciandola. La città non fu mai ricostruita. Una fattoria chiamata Skyrstad, rovine e un tesoro in argento, sono tutto ciò che testimonia la sua esistenza.
Ucraina
La città di Pripiat’ e dozzine di insediamenti minori nel nord dell’Ucraina furono abbandonati dopo il disastro di Chernobyl. L’area è rimasta inviolata da allora, ed è come una capsula del tempo dell’età dell’Unione Sovietica.
Rileggi dalla Parte I.
Vai alla Parte IV.

Zanfretta: il primo abduction italiano


Dossier Caso Zanfretta Parte I.
Il caso di Pier Fortunato Zanfretta ha due primati: è il primo caso assoluto di abduction (incontro ravvicinato del Quarto tipo, ovvero ciò che viene volgarmente chiamato “rapimento alieno”) in Italia, e l’avvistamento con maggiori testimoni in Italia e uno dei maggiori al mondo (con ben 52 testimonianze).
Dato il continuo interesse sul caso, la NeoRepubblica di Torriglia ha disposto un’inchiesta ufficiale sul caso in base a ciò che oggi resta del fenomeno.
In pratica verranno fatti rilevamenti sui luoghi degli abduction, conoscendo le ubicazioni precise.
Riportiamo, per il momento le notizie sul caso tratte da Wikipedia:
Pier Fortunato Zanfretta deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo (IR3/4) con esseri alieni (di cui cinque nel comune di Torriglia).
Zanfretta descrive questi alieni come di pelle grigia e increspata, alti quasi tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; egli dichiara che proverrebbero dalla “terza galassia”. Gli alieni sarebbero chiamati “Dargos”.
All’epoca Zanfretta era metronotte presso la cooperativa Istituto Val Bisagno di Genova, e i presunti incontri ravvicinati sarebbero avvenuti proprio durante i pattugliamenti che egli svolgeva per lavoro nella città e provincia.

Alcuni testimoni, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti dei comuni di Torriglia e Propata, teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito a strani episodi (ad esempio avvistamenti di “oggetti volanti molto grossi e luminosi”) correlati ai presunti rapimenti e ne informarono i Carabinieri.
Il brigadiere Antonio Nucchi raccolse 52 di queste testimonianze; egli stesso sarà testimone di un avvistamento UFO. Il maresciallo Carlo Toccalino, che la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 era di turno al centralino della cooperativa di guardianaggio, disse in un’intervista che poco prima del primo presunto incontro, avvenuto intorno alle 24, Zanfretta aveva chiesto aiuto ai suoi colleghi via radio esclamando: “Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!”. Proprio in quelle ore, alcuni abitanti della vicina Torriglia avrebbero visto un forte bagliore in direzione del luogo ove si trovava Zanfretta.
Allarmati dall’interruzione del contatto radio, i colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si misero alla ricerca di Zanfretta: lo trovarono all’1: affermarono che il suo corpo era molto caldo nonostante il freddo di quella notte. Zanfretta era in stato confusionale e febbricitante. Quando si riprese, disse che era stato terrorizzato da “degli extraterrestri dalle sembianze mostruose”. Le guardie giurate informarono il comando dei Carabinieri, il quale, poi, inoltrò al ministero dell’Interno verbali nei quali veniva definito “buono” il grado di attendibilità delle testimonianze.
Durante il sopralluogo effettuato sul posto all’indomani si sarebbero rilevate sul terreno due impronte a ferro di cavallo aventi un diametro di circa tre metri. Lo spessore era di circa 15 cm e pareva suggerire che qualcosa si fosse posato sul prato. In seguito fu compilato il “Rapporto informativo circa l’avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato”; esso sarà inviato alla Pretura di Genova dal brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979, ed il giudice Russo ne disporrà l’archiviazione l’11 gennaio 1980 per “mancanza di estremi di reato”. Sotto ipnosi, Zanfretta racconterà che, prima di essere ritrovato, avrebbe subito esami clinici invasivi a bordo di un UFO. Riferirà, inoltre, che i presunti alieni avrebbero manifestato il proposito di trasferirsi sulla Terra in futuro.
Un altro strano episodio si sarebbe verificato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979, quando Zanfretta scomparve nuovamente. La sua auto fu rinvenuta, senza di lui, di nuovo vicino a Torriglia. Questa volta fu però osservata una nuvola nel cui interno si sarebbero accesi due fari; il tenente Cassiba affermò di aver sparato alcuni colpi contro tale nuvola, al che essa sarebbe sparita. Poco dopo Zanfretta fu trovato nei pressi della macchina.
Infine, in coincidenza del quarto presunto Incontro Ravvicinato, avvenuto in Corso Europa, a Genova, i residenti segnalarono un black-out circoscritto.
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Costa Concordia: possibile attacco UFO!


Vi mostriamo un video “inquietante” da cui si evince che la Capitaneria di Porto non ce la dice tutta sul disastro, e che motiverebbe il mancato May Day lanciato dal comandante Francesco Schettino (che presenta tutte le “classiche” caratteristiche psicologiche dell’addotto):