La Libra Editrice (1967-1982)


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 27 (vedi tutti gli articoli)

1967 Nova SF* n. 1

Come abbiamo visto, negli anni ’60 aumentano i progetti editoriali seri e interessanti. A questo periodo appartengono le collane di una casa editrice bolognese che segnerà la storia della fantascienza in Italia: la Libra Editrice, capitanata da Ugo Malaguti, che esordirà nel maggio 1967 con una vera rivista: “Nova SF*“. Inizialmente trimestrale, in seguito uscirà aperiodicamente, riuscendo a raggiungere 43 uscite (42 numeri più 1 speciale) fino al 1980. In realtà continuerà con la nuova casa editrice Perseo Libri nel marzo 1985 (sempre con Malaguti, ricominciando la numerazione da 1, ma riportando all’interno la numerazione accumulata), fino al subentro di Elara nel febbraio 2008, che continuerà la numerazione dal n. 76 (118), (al momento è in preparazione il numero 82 (124), considerandosi così la più longeva rivista di fantascienza in Italia: 125 numeri in 52 anni!).
Su “Nova SF*” sono apparsi tutti gli scrittori italiani di un certo livello (Lino Aldani, Vittorio Catani, Vittorio Curtoni, ecc.) e tutti i grandi maestri della science-fiction statunitense. I primi due numeri escono con una grafica minimale (e sono molto rari, soprattutto il primo), dal terzo all’ottavo con un’illustrazione di Allison (Mariella Anderlini, prima moglie di Ugo Malaguti, prematuramente scomparsa), e dal 9 assumerà la veste grafica definitiva già sperimentata nel n. 6 (esistono anche seconde edizioni ricopertinate del n. 7 e 8, che quindi creano la continuità della nuova veste dal n. 6): ovvero un’illustrazione (dipinta) di Allison su campo nero, fino al n. 50 (92) della Perseo Libri, quando le illustrazioni saranno affidate a Giuseppe Festino (che inaugura il suo lavoro con uno stupendo ritratto di Mariella Anderlini-Allison).
Diverse le collane che pubblica la Libra Editrice fino alla sua chiusura nel 1982: dal 1968 “Slan. Il Meglio della Fantascienza“, collana con copertina rigida e sovraccoperta, che raccoglie i maggiori maestri della science-fiction mondiale; escono 73 numeri fino al 1982. Dall’anno successivo “I Classici della Fantascienza“, collana gemella, che esce per 72 numeri fino al 1982. Sempre nel 1969 c’è da registrare “Mondi di domani“, stesso formato, ma abbandonata al primo numero.

1968 Nova SF* n. 6

1968 Slan. Il Meglio della Fantascienza n. 1

1969 I Classici della Fantascienza n. 1

1969 Mondi di Domani n. 1

Le nuove iniziative riprendono nel 1977 con “Saturno“, collana di fantascienza sempre con copertina rigida e sovraccoperta, ma dal formato più sottile, che presenta romanzi più brevi, sempre di grandi maestri mondiali; esce per 36 numeri fino al 1982.
Nel 1980 si prova coraggiosamente a proporre una collana di fantascienza italiana, con “Narratori Italiani di Fantascienza“, stesso formato di “Saturno”, che però esce per soli due numeri, presentando un romanzo di Franco Enna e uno di Gianluigi Zuddas e Luigi Cozzi.
Nel 1982 si chiude questa incredibile esperienza, fondamentale per la fantascienza in Italia, che però si riaprirà con la Perseo Libri.

1977 Saturno (Libra) n. 1

1980 Narratori Italiani di Fantascienza (completa)

 

Galassia, la collana della casa editrice La Tribuna


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 18 (vedi tutti gli articoli)

1961 Galassia (La Tribuna) n. 1

Dopo “Urania“, “I romanzi del Cosmo” e “Galaxy“, nel gennaio 1961 esce la quarta collana duratura di fantascienza: “Galassia“. Come abbiamo visto, dall’11° numero (nel 1959), “Galaxy” viene acquisita dalla casa editrice La Tribuna, che dopo due anni decide (grazie a Riccardo Valente) di affiancargli una collana di romanzi da edicola, sulla falsariga di “Urania” (e per motivi di mercato che vedono i romanzi vendere di più rispetto alle raccolte di racconti). Proprio per questa preferenza tutta italiana, la collana/rivista avrà grande fortuna, facendo uscire ben 237 numeri in 18 anni (quindi fino al 1979), risultando quindi al momento la terza collana più longeva come numeri usciti (dopo “Urania” [quasi 1670] e “Urania Classici” [309, terminata]), e quarta per anzianità di anni (dopo “Millemondi” [seconda serie], che al momento esce da 24 anni e minacciata da “Urania Collezione”, che esce da 16). La collana viene curata prima da Roberta Rambelli (dal 1962 al 1965), poi da Ugo Malaguti (fino al 1970), quindi da Vittorio Curtoni e Gianni Montanari (fino al 1974) e infine dal solo Montanari.

Per i primi anni presenta i maggiori autori statunitensi del periodo d’oro e successivi, poi con la conduzione di Malaguti e Curtoni/Montanari si orienterà verso la New Wave inglese, facendo conoscere al pubblico italiani nuovi autori anche d’avanguardia (John Brunner, Michael Moorcock, Eric Frank Russell, Brian W. Aldiss), senza trascurare i grandi nuovi nomi Usa (Philip K. Dick, Samuel R. Delany, Thomas M. Disch, Frank Herbert) e nemmeno i grandi autori russi (Ivan Antonovic Efremov, Aleksandr Beljaev e altri). Inoltre, dopo la chiusura di “Urania” agli italiani (1962), per alcuni anni Galassia sarà l’unica collana o quasi che pubblicherà autori italiani; escono romanzi della Rambelli, di Malaguti, di Montanari, di Curtoni (Dove stiamo volando), di Pierfrancesco Prosperi (Autocrisi), Mauro Antonio Miglieruolo (Come ladro di notte), Vittorio Catani (L’eternità e i mostri), Livio Horrakh (Grattanuvole) e Gianluigi Zuddas (Amazon), nonché di due “coraggiose” (e quindi rare per quei tempi) operazioni di antologie di racconti italiani (Amore a quattro dimensioni. Fantamore all’italiana e Fanta-Italia – Sedici mappe del nostro futuro). Tutto sommato, una collana che ha fatto la storia della fantascienza in Italia.

1963 Galassia (La Tribuna) n. 25

1964 Galassia (La Tribuna) n. 39

Graficamente, per i primi due anni le copertine sono tratte da illustratori della “Galaxy Science Fiction” statunitense, dal n. 25 il logo della testata s’ingrandisce e l’immagine occupa tutto lo spazio restante, prima occupato dal titolo del romanzo in verticale. Dal n. 39 il logo si differenzia dal lettering del Galaxy Usa; dal n. 63 si semplifica la grafica di costina; dal n. 73 la copertina diventa in bianco e nero (con la testata in rosso sia davanti che sulla costina) con prevalenti immagini astratte a cerchio; dal n. 97 riacquista il colore rosso anche l’immagine (che torna quadrata). Dal n. 109 (del 1969) si rinnova completamente grafica e logo di testata, riacquistando la quadricromia, e infine dal n. 235 assume una nuova elegante veste rossa, che però è destinata a durare 3 soli numeri, fino al “profetico” E scese la morte di David G. Compton (curioso notare che l’ultimo numero dei “Romanzi del Cosmo” fu L’ultimo domani di Antonio Bellomi).

Dal 1971 uscì la raccolta “Bigalassia” che raccoglieva tutti i numeri a due a due.

1967 Galassia (La Tribuna) n. 73

1970 Galassia (La Tribuna) n. 109

1971 Galassia (La Tribuna) n. 137 (Fantamore all’italiana – Amore a quattro dimensioni)

1972 Galassia (La Tribuna) n. 165 (Fanta-Italia – Sedici mappe del futuro)

1979 Galassia (La Tribuna) n. 237

1971 Bigalassia n. 1

Oltre il Cielo


Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 12 (vedi tutti gli articoli)

1957 Oltre il Cielo n. 1

Tra le riviste di fantascienza uscite durante il boom del 1957, rimarchevole è “Oltre il Cielo” (edizioni Esse), rivista quindicinale tabloid di astronautica, astronomia, missilistica e racconti e romanzi a puntate di fantascienza. Uscirono ben 154 numeri fino al 1970 (dal 1966 però le uscite si fecero aperiodiche) più il n. 155 uscito nel 1975. Dal n. 23 il titolo diviene “Oltre il Cielo. Missili e Razzi“.

Era diretto da Cesare Falessi. In 13 anni, tra le pagine di “Oltre il Cielo” debuttarono tutti i maggiori scrittori italiani di fantascienza (anche perché nel frattempo “Urania”, dal 1961, smise totalmente di pubblicare autori italiani), come Lino Aldani, Renato Pestriniero, Pierfrancesco Prosperi, Maurizio Viano, Ugo Malaguti, Gianfranco De Turris, G. L. Staffilano , Antonio Bellomi, Sansro Sandrelli, Mauro Antonio Miglieruolo, Adaberto Cersosimo e Vittorio Curtoni (alcuni anche sotto pseudonimo). Nella saggistica troviamo: Peter Kolosimo, Gianfranco De Turris, Sebastiano Fusco, Carlo Pagetti e Gianni Pilo. La copertina del primo numero e di numerosi altri numeri è di Kurt Caesar, già illustratore di copertina della prima versione di “Urania” e dei “Romanzi di Urania” . Per cui non è errato dire che questa rivista fu la più importante a contribuire alla costituzione di un gruppo di scrittori di fantascienza prettamente italiano che non imitasse eccessivamente i modelli anglosassoni, almeno fino a “Robot” (1976).

1958 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 23

1970 Oltre il Cielo. Missili e Razzi n. 154

Casa dolce casa, un racconto di Lukha B. Kremo su Robot


Robot, celebre rivista di fantascienza curata negli anni ’70 da Vittorio Curtoni e oggi da Silvio Sosio, raggiunge il numero 70 e pubblica un racconto del presindete Lukha B. Kremo, “Casa dolce Casa”, oltre ad altri racconti tra cui Pat Cadigan.

Robot 70

Robot 70


Casa dolce casa

Casa dolce casa


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Antonio Caronia non è più tra noi


Antonio Caronia

Antonio Caronia (foto di Giorgia Zoe Righini)

Ancora un addio per il mondo della fantascienza, del giornalistmo, ma, direi soprattutto, della cultura postmodernista. Aveva 68 anni.
Molte le cose che varrebbe la pena ricordare, tra tutte il collettivo milanese Un’ambigua utopia, ispirato fin dal nome al romanzo di Ursula K. LeGuin (I reietti dell’altro pianeta).
Mi piace ricordare L’invasione dei mar/x/ziani, pacifica invasione aliena per le strade di Milano, il 15 settembre 1978, durante la quale si dichiarò l’occupazione del pianeta Terra, un modo di fare propaganda decisamente postmoderno e avanti sui tempi.
Con lui perdiamo una connessione, un ganglio fondamentale della critica italiana, un autore da rileggere e riascoltare e comprendere fino in fondo, come si fa con i classici.
In soli 3 anni la fantascienza italiana ha perso quattro colonne portanti (vedi sotto), tutte e quattro non superavano i 70 anni.
La neorepubblica di Torriglia dichiara il 30 gennaio 2013 una giornata di lutto in memoria.
Le altre giornate di lutto nazionale della neorepubblica di Torriglia sono:
14 gennaio 2013: morte di Riccardo Valla, 70 anni.
4 ottobre 2011: morte di Vittorio Curtoni, 62 anni
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti, 66 anni.

Riccardo Valla ci ha lasciato


Riccardo Valla

Riccardo Valla


Saggista, giornalista, traduttore (tra i molti romanzi ha tradotto Il Codice Da Vinci), ma soprattutto appassionato di fantascienza ed esperto di protofantascienza, Riccardo Valla ha raggiunto Vittorio Curtoni ed Ernesto Vegetti. Aveva 70 anni. In soli 3 anni la fantascienza italiana ha perso tre colonne portanti, tutte e tre non raggiungevano i 70 anni.
La neorepubblica di Torriglia dichiara il 14 gennaio 2013 una giornata di lutto in memoria.
Le altre giornate di lutto nazionale della neorepubblica di Torriglia sono:
4 ottobre 2011: morte di Vittorio Curtoni, 62 anni.
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti, 66 anni.

Vittorio Curtoni ci ha lasciato


Vittorio Curtoni, ex ministro della n/azione oscura

Vittorio Curtoni, ex ministro della n/azione oscura


Di oggi la tristissima notizia che Vittorio Curtoni, che da poco tempo aveva superato una delicata operazione, ci ha lasciato.
Oltre all’affetto personale che ci legava a lui, la fantascienza italiana intera gli deve moltissimo. Fu redattore di “Galassia” con Gianni Montanari dal 1970 al 1973, poi diresse la rivista “Robot” (la migliore rivista di fantascienza in Italia) dal 1976 al 1978. La rivista ha ripreso le pubblicazioni nel 2003 (con Curtoni alla direzione).
Da segnalare il saggio in volume Le frontiere dell’ignoto (Editrice Nord, 1977), rarissimo esempio di excursus sulla fantascienza italiana (riguarda gli anni dagli anni 50 fino all’uscita del volume) e, per quanto riguarda la narrativa, Retrofuturo (Shake, 1999) e Ciao futuro (Mondadori, 2001).
Vittorio Curtoni ha ricoperto il ruolo di Ministro senza portafoglio del Grattapanza della Rivoluzione Permanente Trotzista dal 22 dicembre 2004 (fondazione n/azione oscura) al 21 dicembre 2009.
La neorepubblica di Torriglia dichiara il 4 ottobre 2011 lutto nazionale e partecipa ai funerali di Stato.
Altro lutto nazionale della neorepubblica di Torriglia:
17 gennaio 2010: morte di Ernesto Vegetti.
Inoltre il Governo della Prima Legislatura (2004-2009) verrà da oggi chiamato Curtoni I.