Ungheria: senza quorum il referendum di Orban


Il referendum voluto da Viktor Orban manca il quorum
Il quesito (Vuole che l’Ue possa prescrivere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?).
Convocando il referendum Orban perseguiva obiettivi interni e internazionali. Tra i primi, un plebiscito politico che ne rafforzasse l’ormai lunga leadership, arando sotto i piedi l’erba al concorrente di estrema destra Jobbik.
Dopo il fallimento del referendum, il presidente magiaro sostiene che “gli oltre 3 milioni di voti per il No costituiscono un segnale che non può essere ignorato e che impone di agire per vietare l’accoglienza senza il permesso del parlamento nazionale”. Ma Bruxelles ribadisce che “i ricollocamenti già decisi sono obbligatori e devono essere rispettati”.
Ci si chiede (già altre volte abbiamo affrontato l’argomento), perché Orban non indica un bel Ungherexit (o Magyarexit), forse perché il presidente xenofobo furbetto vuole solo prendere dall’Europa lasciando i problemi al resto dell’Unione? Forse perché sta combattendo una triste lotta tra xenofobi e razzisti? Si spera solo che il popolo che l’ha eletto si renda conto che il futuro degli Ungheresi fuori dall’Europa li rigetterebbe al tempi dell’odiato sovietismo.

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L’ISIS impara metodi da “Cosa Nostra” (tanto per non farci mancare nulla)


A Mosul, nel nord dell’Iraq, venticinque persone sono state sciolte nell’acido nitrico dai jihadisti dello Stato islamico. L’italia resta il Paese che ha esportato più criminalità all’estero. Con buona pace degli xenofobi.

Sulle stragi in Norvegia


La Neorepubblica condanna le stragi di Oslo e Utoya rimarcando in modo ufficiale che:
– Ogni tipo di terrorismo è da condannare e prevenire in egual misura.
– Il terrorismo neonazista (o suprematista, xenofobo, white power, ecc.) è da considerare pericoloso quanto il terrorismo del’integralismo islamico.
– La pericolosità dell’integralismo di stampo neonazista è stata sottovalutata dall’Europa (lo dimostra il fatto del credito dato nelle prime ore alla rivendicazione integralista islamica).
– Jens Breivik ha pericolosamente individuato una strada da seguire dal terrorismo: il nemico interno, seguendo il nazismo di Hitler, quindi il marxismo culturale prima di tutti.
Questo idea del nemico interno non è del tutto errata: se ribaltiamo l’idea di Breivik e dei disturbati mentali come lui, il nemico prevalentemente interno dell’integralismo neonazista è più pericoloso e urgente da estirpare da quello anche esterno dell’integralismo religioso.