Zanfretta: l’abduction di Marzano


Dossier Caso Zanfretta parte II.
Abbiamo effettuato delle indagini nei luoghi dove Zanfretta ha subito gli strani fenomeni descritti per capire se ci fosse qualcosa di anomalo oggi.
Su undici avvistamenti, cinque (tra cui i primi due) sono avvenuti nel comune di Torriglia. I successivi sono successi a Genova (perché seguivano l’addotto), ma, al contrario di quelli di Torriglia, non ci sono eventi clamorosi o testimoni.
Gli abduction sono avvenuti nelle frazioni di Marzano, poco oltre, nei pressi del bivio tra Fallarosa e Scabbiabella, a Donetta e altri due sulle alture di Rossi.
Il luogo del primo abduction in assoluto si trova alla fine di Marzano, una frazione di Torriglia.

La caratteristica segnaletica di Marzano

La caratteristica segnaletica di Marzano


Il paese è relativamente grande, con qualche centinaio di case, ma a causa dell’estremo spopolamento (fenomeno diffuso in tutto l’entroterra ligure) e alla sua estrema vicinanza a Torriglia, conta soltanto 131 abitanti e nessuno, proprio nessun esercizio commerciale. Normalmente frazioni del genere hanno almeno un alimentari o un bar, e ci sono frazioni ancora più piccole, anche a Torriglia, con qualche negozietto.
Non solo, non c’è cimitero (nel comune di Torriglia ce ne sono sette, di cui cinque in frazioni come Marzano o più piccole), e la chiesa, nonostante non sia (ancora) sconsacrata, è in disuso, non effettua funzioni ed è sempre chiusa. In una frazione tra Marzano e Torriglia c’è un centro per anziani. Per il resto sono case abitate immerse in case disabitate, spesso in precarie condizioni. Nonostante la situazione sia simile ad altri paesi della zona, è indubitabile che Marzano abbia l’aspetto di un paesone semidisabitato, silenzioso d’inverno come d’estate.
Strettoia a Marzano

Strettoia a Marzano


Superando la triste piazza dalla chiesa chiusa si raggiunge un portico molto stretto da cui ci passa un’auto utilitaria a malapena. A pochi metri c’è un’altra agghiacciante strettoia (per i non esperti per passare è necessario piegare in dentro gli specchietti retrovisori), quindi l’abitato prosegue la strada che raggiunge alcune piccole frazioni disabitate d’inverno, scemando in una piccola serie di ville carine, ma decisamente isolate.
L’ultima villetta in assoluto si chiama “Casa Nostra”, e nel suo giardino che è avvenuto il primo abduction italiano.
Oggi il giardino appare appena rasato perché è primavera, ma solitamente d’inverno (epoca dell’avvistamento) non si taglia l’erba e per questo la galaverna (brina accumulatasi fino a formare uno spesso strato di ghiaccio, comune in queste zone) raccontata dai Carabinieri dell’epoca, appare ancora più evidente.
In fondo al giardino un albero isolato e contorto, completamente invaso dalla brina.
Il luogo esatto del primo abduction italiano

Il luogo esatto del primo abduction italiano


Nessun rumore anomalo, nessuna luce, nessuna energia strana, nessuna sensazione anomala se non quella di essere in un posto isolato, nessuna anomalia nelle foto e nei video, le nostre pile non si sono scaricate.
Rispetto al racconto degli eventi (vedi parte I del dossier) possiamo fare alcune considerazioni.
Marzano è un paese lugubre, isolato, semidisabitato. Le condizioni peggiori in cui capitarci è in piena notte, d’inverno, durante una galaverna. Zanfretta è nervoso, timoroso. Arriva fino all’ultima villa, prima del nulla. E qui vede delle luci, probabilmente dei ladri. Cosa fa più paura di ladri che possono essere armati: Zanfretta ha paura (e lo dice chiaramente in tutti i racconti), una paura che si accumula al nervosismo di essere qui, una paura che esplode in terrore quando vede questo essere alto tre metri, che agita le braccia verso di lui.
L'albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

L’albero del giardino di Villa Casa Nostra: Dargos di Titania?

Dargos di Titania

Dargos di Titania


Quell’albero, reso quasi irriconoscibile dalla galaverna, mosso dai venti invernali, nel buio scolpito timidamente dalla sua torcia, gli pare un uomo, anche se effettivamente gli escono dei rami dalla testa (come si nota dai disegni), e poi un uomo non può essere così alto. Il cervello di Zanfretta lavora, ma è sotto stress, l’anno prima al cinema ha visto Guerre Stellari e allora gli vengono in mente i Dargos (che con il tempo diventano Dargos di Titania, perché anche a lui è capitato di sfogliare un libro di astronomia e nei recessi della mente c’è il nome di questo satellite di Urano), degli alieni. In fondo siamo a Marzano, dove volete trovarlo un marziano? Il cervello lavora così, per rimandi ripescati dai recessi più nascosti e allora la cosa più ovvia non è un albero che si muove con i ghiacci che riflette la luce della sua torcia e i rumori dei ladri che scappano, ma degli alieni che lo fanno svenire dalla paura.
Quando riviene lo trovano ancora caldo, nonostante la temperatura, e questa è una fortuna altrimenti non sarebbe qui a raccontarlo, probabilmente è svenuto per poco tempo ed è rimasto in stato confusionale e febbricitante (come in effetti viene trovato). L’auto è calda, quindi il motore è rimasto in moto.
Fin qui il racconto di un uomo che ha avuto dei problemi sul lavoro.
Il giorno dopo rinvengono dei solchi semicircolari sul terreno larghi 15 centimetri, compatibili con un’auto che faccia manovra sul prato “tagliando” lo strato di ghiaccio della galaverna. Probabilmente lo stesso Zanfretta, ripresosi, ha preso l’auto, ancora in stato di choc, superando il cancello e provocando il solco cercando di aggredire l’essere o scappare in stato confusionale. Si spiega ancora meglio l’auto calda.
Zanfretta viene poi sottoposto a ipnosi ma, naturalmente, nel tempo, si è riconosciuto come l’ipnosi non accerti scientificamente l’avvenimento dei fenomeni raccontati, ma si può dire solo che il soggetto abbia vissuto gli eventi, quindi anche sognati, immaginati e, addirittura inventati a seguito di traumi o choc.
Infine i 52 avvistamenti: io conosco molta gente di Torriglia e non ho mai conosciuto uno di questi 52. Probabilmente dissero qualcosa, per poi capire di essere sotto l’effetto della suggestione e nascondere le proprie dichiarazioni. Non lo dico per parte presa, ma nessuna di queste testimonianze è riportata chiaramente, si parla genericamente di “avvistamenti di luci e ufo”, insomma le solite sfere di luce. E poi, statisticamente, in qualsiasi città, ci sono 50 persone pronte a giurare di aver visto degli ufo (e in questo caso le ho conosciute), senza che abbiamo mai portato uno straccio di prova.
Infine si tratta pur sempre di “racconti orali” e un giorno dovrei fare una lezione a certi ufologi e complottisti su come l’uomo è portato per sua natura a “raccontare” e nel fare ciò mescolare realtà e fantasia, senza discernerle, a volte sapendo di mentire, altre in perfetta buona fede. Grazie a questa attitudine è nata la letteratura e un sacco di opere letterarie. Ma non per questo credo alla lettera a ciò che c’è scritto nell’Odissea.
Nella prossima parte analizzeremo i luoghi del secondo abduction: le alture sopra Rossi, luogo dove Zanfretta vede la piramide inscritta nella sfera.
Rileggi dalla parte I.

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13 commenti

  1. consolato di puglia

     /  9 gennaio 2013

    Beh una bella storia. Queste cose vanno interpretate senza separare la ragione dalla spiritualità o dalla parte di noi che non posso definire razionale. Non credo che semplici ladri notturni o la semplice suggestione possano portare a questo in un uomo fino a rovinare la propria esistenza. D altronde cronache di crop circle o avvistamenti esistono nelle cronache del medioevo.. bisogna ascoltare senza pregiudizi .

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    • Bravo, è esattamente quello che penso, anche se ho proposto un’ipotesi di suggestione, non volevo certo trattare con pregiudizio la storia, ma presentarla in modo più fedele possibile. I colleghi di Zanfretta (senza lui presente) hanno scaricato un intero caricatore sparando contro “qualcosa”, non poteva essere solo suggestione.

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      • consolato di puglia

         /  10 gennaio 2013

        Mah io credo con molta naturalezza che almeno statisticamente, non siamo l unica forma di vita , ne che il nostro sia l unico piano di vita come sfera o dimensione, per cui x me la faccenda è scontata.

  2. fortunato

     /  21 settembre 2012

    salve a tutti sono piero zanfretta dico solo che vorrei tornare indietro nel tempo ed non aver detto mai niente da quando ho incontrato quegli esseri la mia vita e stata rivoltata sono 34 anni che va avanti e non e finita vi chiederete se questo personaggio a veramente la famigerata scatola e dentro la scatola ce la sfera e dentro la sfera la piramide d’oro bagnata da un liquido blu e che pian piano il liquido diventa luce si purtroppo per mia disgrazia lo ancora spero che questa storia finisca presto come vada vada o in vita o in ……….te non me ne inporta più niente se c,è veramente un DIO che mi aiuti o la faccia finita una volta per tutte perchè questi esseri sono anche figli suoi ciao a tutti

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    • Piero ciao,
      ho sempre rispettato, seguito e mai ridicolarizzato i tuoi racconti, che sono confermati dai tuoi colleghi. Credo che tu in questi anni, ti sia comportato sempre in modo sincero e disinteressato, e ti prego di andare avanti così, cercando di non farti sopraffare dal fenomeno che stai vivendo. Cerca di non ascoltare gli altri, ma ascolta sempre te stesso. Le mie polemiche sono contro l’interpretazione che danni gli esperti, ufologi e non, non certo sulle tue parole. Io dà una mia interpretazione, non dico: “non è vero”, dico: “quello che ha visto Zanfretta è…”.
      Io sono di Torriglia e giro spesso nei sentieri dei dintorni, anche quelli non segnati, può darsi che una volta ci incontreremo, e mi farebbe solo piacere. Un saluto, e segui i miei consigli: ascolta te stesso nel profondo.

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  3. Giancarlo Matta

     /  29 agosto 2012

    Le osservazioni Vostre appaiono sensate. Sul “Caso Zanfretta” ( che io -ahimé- ho abbastanza anni per ricordare; nelle cronache Nazionali dei primi anni ’80 ci fu anche una trasmissione televisiva RAI )
    è stato -tra l’altro- scritto un libro intitolato, appunto, “Il caso Zanfretta”. La vicenda in sé, forse non sarà vera tuttavia il dettagliato resoconto esposto nel libro è per lo meno -per molti aspetti- verosimile.
    Il libro ha avuto numerose riedizioni “aggiornate”. Segno che quella vicenda fa ancora discutere.
    Io mi permetto suggerire, ai ricercatori sereni, di leggere quel libro e-caso mai- di approfondirne gli aspetti presso i testimoni oculari locali “disinteressati”, cioè i Carabinieri e i Colleghi di Zanfretta,
    e anche -perché NESSUNO ne ha MAI parlato?- con i Proprietari dello Immobile dove sarebbe avvenuto il “contatto” che devono pur essere quasi tutti ancora vivi. Forse si potrebbe chiarire e spiegare molto di ciò che ancora appare oscuro. Cordiali Saluti. GM

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    • E’ quello che mi sono chiesto anch’io. I testimoni di Torriglia per molti anni non hanno parlato, forse anche per “imbarazzo”. Oggi potrebbero farlo, credo che il fatto di aver visto un Ufo non sia più legabile all’essere considerato un po’ “fuori”. Visto che ci sarà una convention di Ufologia a Torriglia, questo settembre, potrebbe essere il momento giusto.
      Fatevi vivi!
      I proprietari di Villa Casa Nostra hanno venduto, ora ci sono dei nuovi proprietari.

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      • Giancarlo Matta

         /  2 settembre 2012

        Bene, a maggior ragione se ci sarà presto una “convention” sul tema. Rintracciare i Proprietari dell’Immobile all’epoca dei “fatti” è abbastanza semplice. Basta leggere il Rogito Notarile (atto pubblico) di trasferimento, e da li si risale alle persone. Non occorrerebbe neanche parlare con i Proprietari attuali: è sufficiente iniziare con una semplice Visura Catastale, che chiunque può effettuare. Perdonate l’insistenza, ma ho idea che presso i Proprietari dell’epoca (o loro eredi) si potrebbero reperire notizie interessanti. Perchè non tentare? GM

  4. in effetti da bambino in quel periodo andavo a Marzano e qualcosa di misterioso e un pò inquetante l’ho sempre percepito.Comunque rimane tra i i miei ricordi più cari

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  5. Maciknight

     /  14 luglio 2012

    In effetti le esperienze vissute dalla mente in alcuni stati alterati di coscienza sono parificate come esperienza ed impronta lasciata a livello psichico ed emotivo alle esperienze reali, per cui l’individuo non è in grado di distinguere la realtà dall’immaginazione o esperienza virtuale vissuta soggettivamente, solo la presenza di un’altra persona avrebbe potuto fare la differenza ma anche alterare i fenomeni stessi …

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  6. bellissimo articolo!

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  1. Zanfretta: il primo abduction italiano « NeoRepubblica Kaotica di Torriglia

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