Putin: “spero di [non] usare la forza”


Ancora morti e feritinel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk.
Putin: “Spero tanto di non dover usare il diritto, concessomi dal Parlamento, di impiegare la forza in Ucraina, e che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici”

TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – Eve


The Alan Parsons Project – Eve

Eve - The Alan Parsons Project

Eve – The Alan Parsons Project

Abbiamo passato in rassegna i dischi degli Alan Parsons Project che avevano come tema la fantascienza o la narrativa horror. Terminiamo questa rassegna con Eve, non perché affronti un tema simile (infatti riguarda il mondo femminile), ma perché ci sembra un altro tra gli album meritevoli.
Si parte infatti con uno dei mitici intro dei Parsons, Lucifer, quasi all’altezza di Sirius, che ci cala nel loro mondo, con il codice morse che scandisce E-V-E.
Il concept si mostra in tutto il suo mistero: in copertina ci sono due donne vestite a lutto (e una sul retro del disco), che sarebbero belle, ma a chi le guardale danno fastidio quelli che sembrano fastidiosi sulla pelle (ma fanno parte della retina del copricapo), poi: l’intro si chiama Lucifer, Eve ha la stessa radice di Evil, e via dicendo. Diciamo che è un disco di come l’uomo teme l’aspetto più misterioso della donna, come conferma il testo del secondo brano You Lie Down With Dogs, “Sei una donna stupida, ma ti amo”, “Ti corichi con dei cani, alzandoti con le pulci. Smonta e trovati un altro amante” e del terzo brano (ancora una donna dall’animo corrotto), che però si segnala per un classico giro dei Parsons, riconoscibile e godibile. Si passa alla ballata d’amore You Won’t Be There e si parla di passione nel brano che chiude il primo lato Winding Me up, che comincia con una bella grattugiata di qualcosa e un richiamo vivaldesco, elementi sorprendenti di una canzone che lo è decisamente meno.
Il lato B si apre con una delle canzoni celebri dei Parson, Damned I If Do, con il classico sound e riff ‘parsoniani’. Seguono due brani cantati da una donna (separati dalla strumentale Secret Garden), che finalmente diventa parte attiva, con la voce, prima di Clare Torry, e poi di Lesley Duncan, che chiude con il lento If I Could Change Your Mind. Entrambi i brani assumono le speranze e i rimorsi della donna sull’amore, dando spazio alle tipiche reazioni femminili davanti all’incompresione della coppia, come del resto lo erano state quelle maschili nel lato A.
Un disco discreto, che si può ancora ascoltare, secondo me, saltando le parti più noiose, godendosi giusto quel quarto d’ora che rimane senza ascoltare troppo convinti, non me ne voglia nessuno, quelle dinamiche semplificate e stereotipate che riguardano il mondo della donna e dell’uomo che guarda la donna.

Gli italiani sono ignoranti in fatto di caffè


Gli italiani, a loro insaputa, bevono un caffè di bassa qualità.
Questo secondo un’inchiesta di Report. I torrefattori, infatti, fanno spesso abuso della robusta: una qualità che costa la metà di quella arabica ed ha aromi legnosi, se proviene dal Vietnam, e di terra se di origine Africana. Bernardo Iovene, insieme con gli assaggiatori autorizzati dell’Associazione europea dei caffè speciali SCAE, ha girato per alcuni bar italiani, anche molto noti, tra cui il Gambrinus a Napoli e il Greco a Roma, per valutare il caffè in tazza, ottenendo valutazioni molto scarse.
L’inchiesta si è allargata alle modalità errate con le quali i baristi preparano il caffè ai clienti, con il risultato di servire il nostro rito quotidiano con acqua sporca e piena di residui cotti centinaia di volte. in pratica i baristi non fanno il “purge”, cioè lo spurgo dei canali dove passa il caffè. Per alcuni dovrebbe essere fatto dopo ogni caffé, per altri invece è eccessivo e basterebbe farlo una volta al giorno e comunque tenere pulita la macchina con manutenzione periodica, cosa che non sempre succede.
La puntata si conclude con un’analisi delle capsule di caffè, che NON SONO RICICLABILI e quindi non finiscono nella raccolta differenziata (con il dubbio che faccia male anche alla salute).

Personalmente faccio la moka da sempre, mai comprato né macchinette da casa, né cialde o surrogati. Il caffé sempre spesso non mi piace e quasi sempre al bar sa di bruciato, tanto che ultimamente mi sono chiesto se il caffé non mi piaccia del tutto. Dopo quest’inchiesta, mi viene il dubbio che non sia colpa mia (come pensavo fino a ieri). Da sempre tengo il caffé in frigo e compro arabica o 20% di robusta (ci piace il caffé forte), e non presso il caffé troppo. Quindi per me niente di nuovo, a parte sperare che la qualità del caffé che trovo al supermercato sia buona (ma ci posso fare poco). La tragedia è che la maggior parte della gente che conosco non segue una regola tra quelle sopra descritte (cialde, qualità la prima che capita, niente manutenzione oppure lo beve sempre al bar) e beve caffé credendo che sia buono.
Per dimostrare che non siano solo parole col senno di poi, vorrei farvi ascoltare una frase tratta dal cd dei Livido (in cui suonavo) “Milano non è romantica” dedicata ai baristi milanesi ormai 6 anni fa (“Ti sbatto in faccia quel caffè bruciato, GRADASSO!”).

Boko Aram sconfina in Cameroun?


In pochi giorni, nello stato di Yobe e in quello di Zamfara, nel nord della Nigeria, sono state massacrate 47 persone in due diversi attacchi. Nel primo, ad opera dei Boko Haram. sono state trucidate 17 persone, alcune delle quali pregavano in una moschea. Nel secondo, pastori di etnia fulani hanno massacrato 30 persone, molti i membri delle milizie di autodifesa anti Boko Haram.
In questi giorni si parlamolto di Gianantonio Allegri e Gianpaolo Marta, i due sacerdoti italiani rapiti nella notte tra venerdì e sabato nel nord del Cameroun, nel territorio di Maroua, insieme a un’anziana suora canadese.
Molte volte in questo blog abbiamo “anticipato” avvenimenti prima che se ne parlasse nei mass media (la guerra civile siriana, la neoGuerra Fredda, ecc.), e spesso abbiamo parlato della situazione tragica e strategica della Nigeria (binomio che significa problemi per tutti) e del pericolo di Boko Aram, che potrebbe rappresentare il Bin Laden del futuro.

Dichiarata indipendente la Repubblica di Donetsk


A Donetsk, Ucraina dell’Est, manifestanti filorussi hanno occupato la sede dell’amministrazione regionale, proclamando la Repubblica sovrana indipendente. Occupate le sedi di governo anche a Kharkiv e Luhanksk, a Est del Paese, dove sono stati chiesti referendum simili a quello che ha preceduto l’annessione della Crimea alla Russia.

TRACCE SONORE: Acquisti in blocco


Arto Lindsay

Arto Lindsay

Loreena McKennitt

Loreena McKennitt

Gentle Giant

Gentle Giant

Loreena McKennitt

Loreena McKennitt

Questa recensione multipla è dedicata a tutti gli acquirenti compulsivi a basso prezzo. 
Avendo ormai acquisito lo status di cliente gold nella mia libreria di fiducia, godo di alcuni privilegi per pochi eletti. 
Pochi giorni fa durante una delle mie solite visite, incrocio l’addetto alla sezione CD usati che mi dà la dritta: ci sono una cinquantina di pezzi in offerta a 2,00/3,00 euro che ti mostro in anteprima. Mi fiondo al banco e in mezzo a, purtroppo, tanta cianfrusaglia scovo questi quattro CD.

Per la modica cifra di 10,00 euro porto a casa quasi quattro ore di musica. 
Si parte con i Gentle Giant, una delle icone del prog inglese che in Italia ebbero un immenso successo, in questa loro prova molto interessante, sicuramente datata ma degna di nota ancora oggi, che mette in evidenza un loro particolare approccio al genere, fatto di ritmi sghembi, uso smodato di fiati e miscela di voci e cantato corale che all’epoca destarono interesse e ammirazione. Il disco Acquaring The Taste, una delle loro prime uscite, rimane a distanza di oltre quarant’anni uno degli esempi più felici di proposta colta di ricerca sonora che andava a scardinare gli stilemi pop rock dell’epoca. 
Arto Lindsay, leader indiscusso dei mitici DNA, è passato negli anni con disinvoltura e intelligenza dalla più intransigente no-wave alla destrutturazione jazz dei Longue LIzard per arrivare a proporre una nuova visione della musica brasiliana contaminata dalle sue sonorità tipicamente noise. Noon Chill, del 1997, è una vera perla. 
Miscelando sapientemente ritmi e sonorità brasiliane con inserti noise electro immersi in arrangiamenti ambient, propone una visione di world music totale e totalizzante che si lascia gustare senza mai cadere nel banale. 
Gli altri due dischi sono di Loreena McKennitt, interessante musicista canadese interprete di una rinnovata proposta folk celtica. 
A Mummers’ Dance Through Ireland è una raccolta del 2009, uno specchio del suo percorso musicale e un piacevole ascolto acustico arricchito dalla sua voce squillante. 
An Ancient Muse è un lavoro del 2006 ed è un percorso musicale tra la mitologia nella Grecia di Omero, la storia della Turchia ottomana, arrivando al tempo delle Crociate nell’antica Inghilterra.
Le suggestioni arabe e mediorientali prendono il sopravvento, connotando in modo decisivo il suono, sempre elegante, che non rinnega mai le radici celtiche.

Per la serie “basta cercare”, alcune volte è davvero sufficiente entrare in un negozio ed essere minimamente curiosi per trovare a prezzi davvero ridicoli musica interessante che permette di passare alcune piacevoli ore.

massimo ODRZ

L’abisso di Coriolis di Lukha B. Kremo


In vendita in formato cartaceo e ebook (clicca per acquistare, sconto speciale pre-order 15%!)

L'abissio di Coriolis di Lukha B. Kremo

L’abissio di Coriolis di Lukha B. Kremo

In un remoto fiordo norvegese un pescatore viene sbranato dai pesci. A Gerusalemme durante la conquista della città da parte dei Crociati nessuno ricorda un’inconsueta apparizione. La dottoressa Zebria sta cercando di curare il cancro con l’aiuto di un fisico delle particelle. Alla Mecca, l’annuale festa del pellegrinaggio si trasforma in una strage di massa. Bizzarre variazioni magnetiche e gravitazionali sono solo la punta dell’iceberg di qualcosa di molto più grande, un’increspatura nello spazio-tempo, un passaggio che minaccia d’inghiottire l’umanità come dal buco di un lavandino che si affaccia sull’abisso, l’abisso di Coriolis.

La storia si dipana in tre episodi tra i quali sono inserite le migliori storie raccontate da Lukha B. Kremo. Tredici racconti (dal 1999 al 2013) scelti tra i migliori di Lukha B. Kremo (due volte finalista al premio Urania), in cui s’indagano le ripercussioni più inquietanti della scienza e della tecnologia. Tra questi, “Il gatto di Schrödinger”, che nel dicembre 2011 ha raggiunto la prima posizione assoluta di vendite nella classifica generale Amazon e il funambolico “Labyrinthus”, un sentito omaggio a uno dei padri della fantascienza italiana, Lino Aldani.

TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – Tales of Mystery and Imagination


The Alan Parsons Project – Tales of Mystery and Imagination

Primo album degli Alan Parsons Project, del 1976, e subito si parte con un manifesto programmatico, Racconti del Mistero e dell’Immaginazione (antologia di Edgar Alan Poe),
tutte le tracce, infatti, hanno titoli dei racconti dello scrittore.
Si notano già i primi tentativi grezzi di ciò che saranno poi i loro punti forti. Il concept, l’intro strumentale, il mix delle influenze e la cura di suoni, l’uso di elettronica.
L’impressione, dopo tanti anni, è che il disco suoni molto più psichedelico e progressive dei successivi, rivelando le origini profonde del sound dei Parsons più maturi.
Naturalmente sono presenti già tutte le componenti che li hanno resi celebri, elettronica compresa (anche se al momento secondaria e banale).
Il lato A si chiude con The System of Doctor Tarr and Professor Fether, che anticipa i ritmi e il cantato dei Parson più noti, anche se ancora si potrebbero avvicinare tranquillamente ai Supertramp.
Nel lato B, invece c’è un brano diviso in 5 parti: la prima parte suona come una sonfonia misteriosa, nella seconda si utilizzano il suono dell’organo da chiesa fuso a tastiere elettroniche, nella terza siamo ormai nella più “profonda” colonna sonora psichedelica, per giungere a un accenno di melodia più classicamente intesa solo nella quarta parte per abbandonarla subito per un vertiginoso viaggio psichedelico nell’ultima parte.
Il disco si chiude con la bella To One in Paradise, che fa tornare l’ascoltatore sulla quotidianità “terrena”, ma senza togliergli l’inquetudine di cui Edgar Allan Poe era maestro.
Un disco complesso, molto buono per essere il debutto, più forte forse nelle parti psichedeliche, ma con i suoni ancora troppo ancorati agli anni 70 e che non “suonano” ancora come quelli dei Parson del decennio successivo.
Una nota: Wikipedia dice che i componenti del Project sono, compresi fotografi, grafici e ingegneri, 42, e senza fotografi, grafici e ingegneri (cioè solo musicisti) 31!

L’abisso di Coriolis a Fiuggi


Presentazione oggi 28 marzo alle ore 17.70 dell’antologia di Lukha B. Kremo “L’abisso di Coriolis”, edizioni Hypnos, 180 pagine per 13 racconti (ci dui 3 formano un romanzo breve in tre parti), presso l’Hotel Ambasciatori di Fiuggi, all’interno della manifestazione della Deepcon. Presente l’editore Andrea Vaccaro e l’autore.
In vendita dal 31 marzo prezzo edizioni Hypnos e affiliati.

L'abissio di Coriolis di Lukha B. Kremo

L’abissio di Coriolis di Lukha B. Kremo


Grafica di copertina di Ivo Torello, “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Umberto Boccioni (particolare).

TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – Eye in the Sky


The Alan Parsons Project – Eye in The sky

Eye In The Sky - The Alan PArson Project

Eye In The Sky – The Alan PArson Project

Il vantaggio di recensire album di 30 anni fa è enorme. Certo, è facile registrare delle differenze anche notevoli tra la critica dell’epoca e cosa rimane oggi.
Volendo recensire dischi che affrontano la fantascienza, avevo promesso di parlare di questo Eye in the Sky, ottimo romanzo di Philip K. Dick, caratterizzato (il romanzo) da un’atmosfera paranoica e la presenza di pseudo-mondi.
In effetti le liriche del disco (questa volta sì, un concept album, vedi recensione di I, Robot) riguardano tematiche stellari (Sirio, Gemini) e l’etica del controllo – si cita l’Occhio nel cielo di Philip Dick, il Grande Fratello di George Orwell e l’occhio di Ra, rappresentazione della superiore soggezione infusa nella simbologia egizia.
La critica contemporanea lo bollò come disco freddo, di maniera, riuscito solo perché Woolfson e Parsons sarebbero stati abili nell’usare costose macchine elettroniche. Per quanto si possa dire che il suono non è sicuramente caldo come quello del blues, oggi è facile capire che il loro intento era tutt’altro che virtuosistico, seppur nella maniacale cura dei dettagli. L’album è tutto teso a calare l’ascoltatore nell’atmosfera d’inquietudine e paranoia, utilizzando varie influenze (rock, elettronica, pop) in un mix dove non prevale nient’altro che un sound riconoscibile (quello dei Parsons, appunto). Il disco si apre con Sirius, uno degli intro più riusciti nella storia della musica, vera chiave di lettura del disco. Si passa subito alla title track, ormai diventato un classico del genere. Forse un po’ patinato, ma sicuramente che ha il merito di essere la ballata che meglio rappresenta il sound dei Parsons.
Dopo un paio di brani che hanno la forza soprattutto nei testi, il primo lato si chiude con Silence and I che racchiude in sé vari stili dei Parsons, dalla ballata rock, all’elettronica, alla sinfonia da colonna sonora, al ritmo pop. Nel secondo lato ci sono Psychobubble, altro celebre brano, che riesce a tratti a ricordarci il clima di paranoia e mistero (sentire la sirena del bridge), poi Mammagamma (il nome è ispirato ad Ummagamma dei Pink Floyd), brano-manifesto dell’attitudine più elettronica dei Parsons, celeberrimo e, se non avanti sui tempi, probabilmente fautore di una maggiore fusione tra pop ed elettronica che non sia semplicemente una dance o una “canzone robotica”. Si finisce con Old And Wise, celebre ballata struggente. Tirando le somme, chiunque segua un po’ di musica sa riconoscere al volo almeno quattro brani di questo album, che per quanto possa a qualcuno risultare troppo freddo, pulito o patinato, deve considerarsi probabilmente il migliore degli album dei Parsons.

Sulla Crimea


Volevo porre alcune domande, perché sento troppi esperti di politica internazionale (è ironico) che prendono posizione come per una partita di calcio (fascisti contro communisti).
Parlerò in modo semplice, senza usare termini della diplomazia internazionale, così ci capiamo tutti.

Bisogna sapere che:
1) La Russia attua una politica di salvaguardia delle etnie russe fuori dai confini della Russia, che la Nato chiama imperialismo.
2) Gli Stati Uniti hanno basi e militari in tutto il mondo e controllano Afghanistan e Irak, e la Russia chiama ciò imperialismo.
3) In Crimea hanno votato i cittadini e il referendum ha superato il 98% a favore dell’indipendenza dall’Ucraina e l’annessione alla Russia, la Nato dice che è “illegittimo” (che non vuol dire che ci sono stati brogli, ma perché va contro il “principio dell’unità degli Stati”).
4) In Kosovo si è fatto un referendum e l’etnia più numerosa albanese ha ottenuto l’indipendenza dalla Serbia, ma la Russia e La Serbia non riconoscono il Kosovo.

Qualcuno mi dice, per cortesia:
1) Per quale motivo è contro l’indipendenza della Crimea, visto il risultato del referedum?
2) La differenza tra la situazione del Kosovo e della Crimea.

(le risposte sono: 1) Perché sono dalla parte dell’imperialismo Americano e non di quello Russo e 2) Il Kosovo chiedeva la secessione da uno stato dell’impero Russo, la Crimea da uno stato che sta passando dall’impero russo all’Europa e quindi alla NATO)

Tra il Primcipio dell’Unità degli Stati (cha sa tanto di Congresso di Vienna) e l’autodeterminazione dei popoli, cosa scegliereste?
Quando la gente comincerà a pensare con il proprio cervello e non con quello degli altri?

Grazie.

Mail4Freedom da Pompei


Per Mail4Freedom, una mega cartolina da Domenico Severino di Pompei (Na):

Mail-Art Forever di Domenico Severino

Mail-Art Forever di Domenico Severino


Il francobollo
Francobollo di Domenico Severino

Francobollo di Domenico Severino

di Domenico Severino:

TRACCE SONORE: AA.VV. Italian Records-The Singles 7″ Collection (1980-1984)


AA.VV. Italian Records-The Singles 7″ Collection (1980-1984)

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Quando si dice chiudere il cerchio.
Da bambino ascoltavo sempre con passione il brano “Nel blu dipinto di blu” meglio noto come “Volare”. Una canzone, una delle prime italiane ad aver fatto il giro del mondo e a essere riconosciuta come uno dei cardini della musica leggera. Nel corso degli anni moltissimi musicisti, Italiani e stranieri, l’hanno reinterpretata.

Ci sono voluti quasi vent’anni perché la musica italiana, questa volta con il rock progressivo, riuscisse a esportare un proprio prodotto originale, pur rifacendosi ai grandi musicisti prog anglosassoni e altri dieci perché la new wave, seppur ancora una volta con sonorità in parte debitrici dell’ondata straniera, varcasse i confini nazionali con artisti e proposte sicuramente originali e interessanti in linea con il movimento.

Per comprendere appieno cosa è stata la new wave in Italia non si può prescindere da questo prezioso cofanetto, edito da Spittle Records,  che raccoglie in 5 CD tutta la produzione di singoli stampati dalla Italian Records tra il 1980 e il 1984.
Tutto il meglio dell’ondata italica è racchiuso qui dentro.
Sfogliando le track list ci si imbatte in Gaz Nevada, Neon, i primi Diaframma, Freak Antoni, Johnson Righeira, Confusional Quartet per citare i più conosciuti, assieme a un manipolo di musicisti altrettanto interessanti che ebbero la fortuna e la bravura di lasciare una loro personale traccia e un documento sonoro dell’epoca.
I CD sono suddivisi seguendo quasi cronologicamente le uscite dei singoli originali, con l’ultimo, una vera perla, dedicato alle uscite fantasma: singoli completati ma, per motivi vari, mai pubblicati.
Il tutto arricchito da un booklet che riproduce fedelmente le copertine, fronte e retro, di tutti i dischi. Un’altra vera chicca e al tempo stesso documento grafico che completa in maniera esauriente la proposta musicale.
Ciliegina sulla torta, un pin in regalo.
Se, inevitabilmente, alcuni brani possono risultare oggi irrimediabilmente datati e altri un po’ acerbi e ingenui, la proposta in generale si mantiene di alto livello, sia per varietà di progetti, sia per eterogeneità di suoni e approccio al tema risultando godibile dalla prima all’ultima traccia.

Come si chiude il cerchio?
Molto semplicemente con uno dei gruppi storici, i Confusional Quartet, qui presenti con qualche brano, uno su tutti la cover (anche se chiamarla cover è davvero riduttivo) di Volare, uscito su singolo e poi inserito sul loro primo LP. Una traccia di una potenza incredibile, spacca ancora adesso a quasi quarant’anni dalla sua uscita, con un impasto sonoro attualissimo.
I Confusional, come molti altri gruppi della Italian Records, erano avanti anni luce e la dimostrazione sta proprio riascoltando ora le loro prove discografiche.

Insomma, imperdibile per chiunque.
E per gli irriducibili, a fine Marzo esce in libreria No Input No Output, libro scritto e curato da Oderso Rubini (il grande capo della Italian Records) che ne racconta e ripercorre la storia.
Già ordinato alla mia libraia di fiducia, attendo trepidante.

massimo ODRZ

*** Astensione sulla Crimea indipendente


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XVI

giorno 24 ventoso 133

*Siete favorevoli all’indipendenza della Crimea?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Astensione sull'indipendenza della Crimea

Astensione sull’indipendenza della Crimea

Commento: il Governo Oscuro si astiene sull’indipendenza della Crimea [Respinto per astensione]. L’astensione è quasi unanime e prevale per la terza volta in 16 votazioni, esito legato alla precedente votazione, per cui l’indipendenza della Crimea non è visto (solo) come l’autodeterminazione di un popolo, ma come la macchinazione di un “feudo” russo (e si parla addirittura di annessione alla Russia, che condanniamo in pieno) A tal proposito informiamo che sono diverse le dichiarazioni d’indipendenza di Paesi confinanti con la Russia: Abcazia, l’Ossezia del Sud, la Transnistria, la Gagauzia e
Nagorno-Karabakh.

Vedi l’elenco dei PAESI RICONOSCIUTI dalla Neorepubblica di Torriglia e quelli di cui NON SI CONDANNA L’INDIPENDENZA (ASTENSIONE)
.

Il Ministro di Grazia dà le dimissioni


Il ministro Anthony Nikoluas Alisei dà le dimissioni da Ministro di Grazia, Giustizia, Verità, Amore e da Console di Puglia.
Il presidente Lukha B. Kremo ha accettato oggi ufficialmente le dimissioni.
Successivamente il Ministro del Nulla ha presentato a sua volta le proprie dimizzioni, che il presidente Lukha B. Kremo ha prontamente respinto.

*** Non appoggiamo né condanniamo il nuovo governo in Ucraina


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XV

giorno 22 ventoso 133

*Siete favorevoli al nuovo governo di Arseniy Yatsenyuk in Ucraina?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Astensione verso il nuovo governo ucraino

Astensione verso il nuovo governo ucraino

Commento: il Governo Oscuro non appoggia il nuovo governo ucraino di Arseniy Yatsenyuk [Respinto per astensione]. L’astensione è quasi unanime e prevale per la seconda volta in 15 votazioni (era già successo per il premier greco Samaras), indice che nessuno vuole né condannare un governo che si contrappone all’alleanza con la Russia non voluta dalla maggioranza dei cittadini, ma nemmeno approvare un governo nazionalista e con elementi di destra (incluse certe tendenze nazifasciste).

Crimea indipendente


Il Parlamento della Crimea, con 78 voti a favore su 81, ha dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina. Kiev ha dichiarato “illegittima” la decisione.
Intanto è ricomparso in Russia Viktor Ianukovich rivendicando di essere ancora “il legittimo presidente dell’Ucraina e il capo delle Forze Armate” e si è detto certo che i soldati “non obbediranno a ordini criminali.
La Nato ha dato il via esercitazioni militari in Polonia, a cui parteciperanno anche caccia statunitensi come gesto di sostegno da parte di Washington agli alleati dopo l’intervento della Russia in Ucraina.
Anche l’Europa si muove: il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha minacciato nuove sanzioni già da questa settimana contro la Russia.
Gli Stati Uniti sono ancora in attesa di una risposta russa alle questioni concrete che il ministro americano ha sottoposto al suo omologo russo.

TRACCE SONORE: Laurent Garnier – Unreasonable Behaviour


Laurent Garnier – Unreasonable Behaviour

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Una mattina entro in libreria accolto da una calda colonna sonora electro. La mia libraia di fiducia mi segnala che il disco è a nome di Laurent Garnier.
Giorni dopo ripasso in libreria e trovo questo CD nella sezione dell’usato. Impossibile non acquistarlo.

Il giovanotto francese è uno degli alfieri della nuova scena EDM internazionale e in questo disco del 2000 dà dimostrazione di come si possa ancora creare, se non proprio qualcosa di nuovo, dell’ottima elettronica.

I brani spaziano da una ambient trance piuttosto cupa a una electro super ballabile e ritmatissima, con suoni sempre ricercati e arrangiamenti raffinati.
L’apertura è molto cupa per una traccia che ci immerge in una inquietante atmosfera noir. Ma già dal brano successivo cambiano le dinamiche e i suoni si fanno più dance e meno opprimenti. Le ritmiche sostengono sempre con disinvoltura la partitura minimale, che è una delle caratteristiche di tutto il lavoro, cesellando e incastrandosi alla perfezione con gli altri strumenti.

In un’ora abbondante di musica se proprio si deve scegliere qualche traccia segnalerei The Man With The Red Face impreziosita da un imperioso intervento di sax che caratterizza tutto il brano e The Sound Of The Big Babou nel quale, su un motivo minimale che si ripete impietoso per oltre sette minuti, si innesta un ritmo ossessivo quasi marziale che concorre a rendere il brano un trattore musicale.
Ma ripeto tutto il disco è godibilissimo dal primo all’ultimo minuto.

Vicino come approccio ad altri suoi connzionali ma più ricercato in fase compositiva e di arrangiamenti, Garnier si lascia ascoltare senza preclusioni di sorta. Va bene al mattino per una sveglia sorridente, durante la giornata come compagno sonoro fuori dagli schemi, alla sera come ottima alternativa alle banalità televisive e, perché no, di notte immaginandola come colonna sonora delle notti del ventunesimo millennio in club affollati con miriadi di teste vaganti per un orgiastico movimento di corpi. Deteriorante battito per alieni. Anche se l’apocalisse si presenta con prepotenza fra atmosfere oscure, cupe, maledette, leggermente jazzate e con ritmiche spesso frammentarie, la riscossa della elettronica più solare è sempre presente grazie a brani godibilissimi e calde atmosfere dance.

E per rendere ancora più allegro il disco basta togliere il CD dalla confezione ed ecco apparire, all’interno della jewel case, la scritta “spero che tu ti sia lavato le mani prima di toccarmi”.
Tanto per mettere le cose in chiaro…..

Davvero buon ascolto.

massimo ODRZ

Prognosis, Dvd di Krell


Dvd Prognosis, interno

Dvd Prognosis, interno


Dvd Prognosis, esterno

Dvd Prognosis, esterno

1 ora di video e musica

2014: L’anno del centenario di G. A. Cavellini


Per Mail4freedom riceviamo da Vittore Baroni del materiale, tra cui l’autorizzazione allo stesso Baroni di celebrare il Centenario di G.A. Cavellini.
Nel 1971 GAC, stanco e deluso dall’indifferenza e dal fraintendimento con cui il Sistema dell’arte aveva accolto il suo lavoro di artista, decise con un atto rivoluzionario ed intraprendente che avrebbe fatto da solo, iniziando così la sua opera di “autostoricizzazione” mettendo in pratica, in vita, gli strumenti della celebrazione del proprio centenario, simbolo della condizione di un artista “arrivato”.
Iniziò col produrre i Manifesti che 16 tra i più importanti Musei del mondo avrebbero dovuto nel 2014 utilizzare per diffondere la comunicazione delle mostre a lui dedicate.
Continuò pubblicando la Pagina dell’Enciclopedia a lui dedicata ed invadendo il mondo con migliaia di adesivi contenti la sigla del suo centenario (1914 – 2014).
Ora che al 2014 siamo giunti ne celebriamo concretamente il suo Centenario.
Neorepubblica di Torriglia farà sapere come festeggerà l’Anniversario.

Autorizzazione alla celebrazione dell'Anniversario di Cavellini a Vittore Baroni

Autorizzazione alla celebrazione dell’Anniversario di Cavellini a Vittore Baroni


Francobolli del Centenario di G. A. Cavellini

Francobolli del Centenario di G. A. Cavellini

Sooner or Later Mail Art Will Join Money by EON

Sooner or Later Mail Art Will Join Money by EON


Busta di Vittorio Baroni

Busta di Vittorio Baroni

Ucraina, ancora alta tensione


In Ucraina c’è stato un colpo di Stato incostituzionale e il potere è stato preso militarmente, con le armi: queste le parole del presidente russo, Vladimir Putin.
Gli Stati Uniti rispondono dicendo che sono pronti a imporre sanzioni contro la Russia molto presto.
Il presidente russo ha ribadito che per il momento non c’è alcun bisogno di fare uso della forza in Crimea, ma quella militare resta comunque un’opzione.
Nel frattempo oggi è arrivato il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato un pacchetto di aiuti economici e di tecnici quale forma concreta di supporto al nuovo governo ucraino nell’escalation di tensione con la Russia.
Presto anche la Neorepubblica di Torriglia si pronuncerà sulla questione, una volta che sarà presentata una risoluzione Onu oppure quando sarà ratificato bilateralmente il nuovo governo ucraino.

TRACCE SONORE: Johann Merrich – Le Pioniere Della Musica Elettronica


Johann Merrich – Le Pioniere Della Musica Elettronica

E

Come ordinare un libro in libreria, acquistare una delle due copie che il
libraio ha ordinato sperando di vendere anche la seconda e a distanza di un
anno comprare anche la seconda copia ancora invenduta da girare a un amico
lontano che se la vede recapitare tramite un terzo amico comune.

È quello che mi è successo con questa interessantissima pubblicazione edita da
Auditorium è corredata da un altrettanto intrigante CD a corredo.

Il libro, dal sottotitolo Breve storia della musica elettronica al femminile, è
uno spaccato sulla scena elettronica, dagli albori delle prime sperimentazioni
fino ad arrivare ai giorni nostri, visto da una donna e dedicato alle donne che
si sono e si cimentano in questo campo musicale.
Partendo da una introduzione in cui si narra di alcuni carteggi trovati in cui
si vocifera della vera identità di Bach (in realtà una donna che dall’età di
nove anni decise di vivere sotto sembianze maschili) per passare in rassegna le
prime ardite sperimentatrici di fine ’800 inizio ’900 e in seguito i workshop
della BBC anteguerra, si arriva agli anni ’60 affrontando la contaminazione fra
elettronica sperimentale e approccio commerciale.

Fra aneddoti curiosi e scoperte incredibili, il viaggio è senza sosta, non è
mai noioso né didascalico o troppo tecnico per scoraggiare i meno addentro e
diventa affascinante anche per i neofiti e/o i semplici curiosi.

Un ultimo interessante capitolo affronta due capisaldi femminili della scena
italiana.
Teresa Rampazzi e Doris Norton. La prima, collaboratrice e amica di
Cage e Bussotti, divenne negli anni ’60 una accanita sostenitrice della musica
elettronica aprendo anche un laboratorio di sperimentazione totalmente
gratuito, rimanendo negli anni l’unica donna in Veneto, e forse in tutta
Italia, impegnata nella costruzione e nella diffusione della musica
elettronica, dall’analogico alla computer music.
Doris Norton invece inizia la carriera come componente della band Jacula per
pOi collaborare alla sostanziosa discografia degli Antonius Rex intraprendendo
parallelamente studi sulle nuove macchine e tecnologie che la portarono negli
anni a farsi sponsorizzare i suoi più arditi esperimenti da colossi quali Apple
e Roland e diventando a metà anni ’80 consulente di IBM per la quale realizzò
un programma per permettere la registrazione digitale a otto piste.

Una postilla dedicata alla musica, rosa, di domani chiude il libro con una
finestra sul futuro, roseo (in tutti i sensi).

Il CD allegato è una raccolta di brani delle artiste trattate nel volumetto e
si può ascoltare piacevolmente anche svincolato dalla lettura.

Anche il mio amico lontano che ha ricevuto la seconda copia del libro è rimasto
affascinato dall’argomento pur essendo più che un addetto ai lavori.

Buona lettura e buon ascolto.

massimo ODRZ

Alta tensione tra Russia e Usa per l’Ucraina e la Crimea


Alta tensione tra Russia e America sulla questione Ucraina dopo l’annuncio di Putin di intervenire militarmente in Ucraina per difendere gli interessi della Crimea, regione a maggioranza etnica russa.
L’ambasciatore ucraino all’Onu Yuriy Sergeyev denuncia che quindicimila soldati russi sono già in Crimea.
In una telefonata di 90 minuti il presidente russo Vladimir Putin ha detto al presidente Usa Barack Obama che si riserva il diritto di proteggere gli interessi dei russi se ci fossero violenze in Crimea e nell’Ucraina dell’est, ovvero nei territori a maggioranza russa.
Obama ha detto a Putin che gli Stati Uniti condannano l’intervento militare russo nel territorio ucraino.
Se è sacrosanta la volontà di difendere le popolazioni di etnia russa e minoritarie in Ucraina, ciò dovrebbe avvenire in modo pacifico, attraverso l’impegno diretto del governo dell’Ucraina e l’invio di osservatori internazionali.
La soluzione sarebbe l’indipendenza della Crimea dell’Ucraina e l’autonomia delle regioni ucraina ad alta densità russa.
Noi abbiamo parlato di Guerra Fredda soltanto tre giorni fa, come sempre a proposito.
Infatti, i nostri sospetti sono che la Russia sventagli la questione Crimea e dell’Ucraina dell’est per non lasciarsi sfuggire il governo dell’Ucraina dalla propria orbita (la Csi) a vantaggio di quella dell’Ue.
Del resto gran parte del gas che la Gazprom russa vende all’Europa passa dall’Ucraina e questo sposta un sacco d’interessi economici e strategici.
Ecco perché la guerra è molto più vicina di quanto sembri. Basta vedere l’esempio siriano: la Russia non ha mai mollato l’osso, nemmeno davanti a migliaia di morti civili tra cui molti bambini, cioè non ha mai permesso l’intervento dell’Onu; crediamo sarà difficile che lo farà in Ucraina.
Questo ci restituisce l’idea che la Russia ha dell’Onu e degli osservatori internazionali: un giocattolo nelle mani della Nato. Non possiamo dire fino in fondo se la Russia ha ragione o no, ma è un dato di fatto, l’Onu non è considerato un organismo neutrale.

Ieri 29 febbraio 2014 è uscito Prognosis, il nuovo DVD Krell


Prognosis - Krell

Prognosis – Krell


Come detto nel post precedente, ieri 29 febbraio 2014 è uscito il nuovo DVD di Krell. Ora è disponibile il link da cui ordinare, dal sito Kipple, il package completo dell’opera. 9 euro il costo, musica + immagini per la durata di 1h 00:00.

Esce domani 29 febbraio 2014 il nuovo Dvd di Krell “Prognosis”


Prognosis - Krell

Prognosis – Krell

Domani, 29 febbraio 2014, uscirà “Prognosis – 12 artists play 12 music video”, l’attesissimo Dvd di Krell, un progetto musicale di Lukha B. Kremo.

Krell è un progetto musicale di Lukha B. Kremo
Krell è stato realizzato dal 2003 al 2014
Krell ha invitato alcuni artisti a girare 12 videoclip musicali
Krell ha scelto gli artisti tra registi, musicisti, poeti, scrittori, pittori e danzatori
La prognosi è riservata per voi

1 ora netta di videclip musicali:

Anubi (video by Luca Campus)
Dr Morbius Hear (video by Chiara Alice Lorenzini)
Magnetosfera (video by ODRZ)
Bast Reign (video by Federico Barbieri)
Duritia (video by Lukha B. Kremo)
Deepland (video by Gabriele Calarco)
lim x->_ (sen x)/x (video by Falco Ranuli)
Termosfera (video by Ksenja Laginja)
Turn Bach (video by Stefano Giorgi)
Altaira’s Piano (Video by Marcella Fanzaga)

uscita: 29 febbraio 2014
prezzo 9 euro

Guerra Fredda Reloaded


Già altre volte abbiamo parlato del sospetto che sia in corso una nuova Guerra Fredda, soprattutto da quando parliamo della Siria (si veda per esempio questo articolo del maggio 2011).
La politica internazionale è sempre complessa da capire, ma besterà leggere le prossime riche per capirne un po’ di più:
Il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha annunciato che la Russia intende espandere la sua presenza militare all’estero, creando delle basi in diversi Paesi quali Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore e Vietnam. I negoziati riguardano anche la possibilità di entrare con proprie navi nei porti a condizioni favorevoli e siti di rifornimento per i bombardieri strategici. Attualmente, Mosca ha una sola base navale fuori dall’ex Urss, a Tartus, in Siria (ciò vi dice qualcosa?).
Ora, se spesso i liberali hanno mostrato entusiasmo per il fatto che gli Stati Uniti abbiano disseminato basi militari in tutto il mondo, che dire adesso? Certo, la Russia non garantisce proprio le libertà che ci sono negli Stati Uniti, ma non dimentichiamo che la Russia non è l’Urss, è una democrazia, il governo è stato eletto, mentre negli Stati Uniti c’è ancora la pena di morte. Che rispondere, cari liberali?
Per me, sarebbe meglio smantellare le basi Usa per scongiurare quelle russe.

TRACCE SONORE: The Alan Parsons Project – I Robot


I Robot - The Alan Parsons Project

I Robot – The Alan Parsons Project

The Alan Parsons Project – I Robot

L’ascolto di questo disco mi permette di fare alcune osservazioni.
Innanzitutto che i concept album sono sempre più rari, e questo è un peccato, ma naturalmente rispecchia la cultura contemporanea. Il fatto che si facciano pochi concept potrebbe essere la conferma della tendenza della perdita di valori forti, esistenziali, politici e di coesioni sociali che hanno caratterizzato gli anni almeno fino ai 90 e la conseguente frammentazione sociale (e la parziale riorganizzazione di internet). Non è questa la sede giusta per parlare di questo, ma sicuramente i concept album si fanno di meno perché vendono di meno, e quindi la gente preferisce ascoltare episodi singoli, frammenti con testi che spaziano da un tema all’altro, proprio come i link degli ipertesti.
Detto questo, a dire il vero, I Robot non è un concept album (o non è riuscito bene). Qual è infatti il concetto che lega assieme i brani? Il mondo dei robot di Asimov compare solo nella title track, il resto è una serie di generici riferimenti al cosmo o addirittura alla Genesi. I robot di Asimov abitavano altri pianeti, ma anche la Terra, ma sopratutto la questione principale era l’etica dei robot: cioè sono vivi, senzienti? che diritti hanno? come si devono comportare nei confronti degli uomini? da cui nascono le famose Tre Leggi della Robotica di Asimov. Invece no. Alan associa i Robot al cosmo, mette insieme argomenti diversi che fanno parte del mondo fantascientifico: secondo me “la fantascienza” come tema di concept album, è un argomento troppo vago, e lo conferma il fatto che The Alan Parsons Project qualche anno dopo incidono l’album The Eye In The Sky, titolo tratto dallo scrittore di fantascienza Philip K. Dick (che recensiremo più avanti).
Il sound del gruppo è invecchiato e suona un po’ noioso, e non è un’ovvietà, pensando a come sono invecchiati bene Pink Floyd e Supertramp, per esempio. Gli Alan Parsons hanno un suono di tastiera inconfondibile, è vero, ma è sempre quello (quello diventato famoso in The Eye In The Sky, per intenderci), ma nella title track I Robot si ripete, e il resto è un miscuglio di rock progressivo, suggestioni new age e qualche influenza diversa (che salva il disco).
In effetti, dopo la suite di I Robot, ci si perde in tre brani dimenticabilissimi, patinati e noiosi, intrisi di testi new age o pseudo tali. Si salva la ballata Don’t Let It Show, un bel singolo, che sicuramente non c’entra nulla con i robot, ma è perfetto da ascoltare con la fidanzata sul lungolago.
Nel lato B si lascia un po’ l’ombra della new age per lasciarsi andare a un po’ di sperimentazione. E l’album si salva in corner proprio grazie a The Voice, dal lunghissimo bridge disco-funky, ma soprattutto da Total Eclipse, un tappeto sonoro da viaggio spiritual-interstellare con cori e linee di basso inquietanti che, grazie ai fiati (veri o presunti) fa sfociare il brano in una specie di componimento di musica colta contemporanea.
La versione rimasterizzata contiene le versioni fuse e rimontate dei brani più riusciti. Il risultato è il classico album che si ascolta saltando da una parte all’altra per evitare il peggio.
The Alan Parsons Project hanno spaccato il botteghino a cavallo tra gli anni 70 e 80, ma per capire meglio se la loro fosse musica interessante dalle tematiche profonde (questo lo dico non perché si pretenda da tutti, ma sicuramente da un gruppo che fa quasi esclusivamente concept album), oppure una boutade di stampo new age, è necessario ascoltare altri dischi. E lo farò in seguito.

Lukha B. Kremo

Ucraina: liberata la Tymoshenko, mentre la Zhu­ko­v­ska, l’infermiera simbolo della rivolta, si dichiara “nazista”


Approvato l’impeachment del presidente, il Parlamento ucraino rimuove Viktor Yanukovich. Kiev è in mano agli attivisti, liberata Julija Tymošenko, ex primo nimistro, che in piazza Maidan dichiara: “La dittatura è finita”.
Sta bene Ole­sya Zhu­ko­v­ska, l’infermiera ferita diventata simbolo della Rivoluzione Arancione che vuole l’Europa con­tro il regime filorusso, e ha confessato di fare parte di Pra­viy Sektor (Set­tore Destro), gruppo filonazista e antisemita.
Come spesso succede, l’Europa prende un simbolo perché gli fa comodo, trascurando che lo spirito che lo muove è in realtà antirusso e con forti connotazioni nazionaliste.
Il Parlamento ha approvato elezioni anticipate per il 25 maggio.

Ucraina: la guerra civile che copre la guerra fredda


Strage a Kiev

Strage a Kiev

Le violenze in Ucraina tra europeisti e governativi a Kiev hanno provocato almeno 26 morti e oltre 240 feriti, tra cui 79 poliziotti e cinque giornalisti. Tra le vittime, 19 le persone sono state colpite da colpi d’arma da fuoco. Lo sostiene Alla Areshkovich, a capo del dipartimento di Sanità dell’amministrazione comunale di Kiev.
Il presidente ucraino Viktor Ianukovich ha annunciato una tregua per fermare il bagno di sangue.
La strage ha definitivamente destato l’attenzione del mondo sulla situazione assurda in cui si trova l’Ucraina, stretta tra le speranze di un Eldorado europeo dei cittadini (e un definitivo affrancamento dalla “Madre Russia”) e il “protezionismo economico” russo (rafforzato dalla questione dei gasdotti russi che passano attraverso l’Ucraina per rifornire l’Europa), da cui in realtà il governo dipende.

*** Italia: i rapporti restano congelati!


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XIV

giorno 29 piovoso 133

*Siete favoreli al decongelamento dei rapporti diplomatici con l’Italia?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Si mantengono congelate le relazioni con l'Italia

Si mantengono congelate le relazioni con l’Italia

Commento: il Governo Oscuro non decongela i rapporti diplomatici con l’Italia. alla luce del Qvesito precedente (il XIII), si decide di non de-congelare i rapporti diplomatici con il nostro Paese confinante (l’italia), che sono ufficialmente congelati dal 28 aprile 2013 (giorno dell’insediamento del governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta). Da segnalare il record di voti contrari (13).

*** Renzi: all’effetto placebo non crede nessuno


NEOREPVBBLICA DI TORRIGLIA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XIII

giorno 28 piovoso 133

* Siete favorevoli al governo presieduto da Matteo Renzi?

Il Governo Oscuro ha votato così:

Nessuna fiducia a Matteo Renzi

Nessuna fiducia a Matteo Renzi

Commento: il Governo Oscuro non dà la fiducia a Matteo Renzi. Che non cambia nulla è quasi scontato, i cittadini della Neorepubblica di Torriglia non hanno creduto nel governo di larghe intesa presieduto da Letta, non si capisce come e perché dovrebbero credere in Renzi. Oltretutto abbiamo un record di voti contrari, ben 12 (che eguaglia il record negativo di Napolitano). Renzi è visto come un placebo, un nome che fa slogan. Detto questo, la cosa veramente più grave del suo insediamento, è il modo: il Pd lo ha sostituito a Letta senza consultare il Parlamento.

TRACCE SONORE: The August Prophecy – Five Endeavors In Self Murder


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The August Prophecy – Five Endeavors In Self Murder

Qualche tempo fa con il Capo di Stato della Neo Repubblica di Torriglia in visita a Milano ci recammo nel mio negozio preferito di dischi usati. Fra varie amenità gli feci ascoltare questo vinile; nero, tutto nero (a iniziare dal vinile ovviamente) per passare alla copertina, fronte e retro, per finire alla label sul disco. Per quei pochi minuti che ascoltò, gli piacque parecchio arrivando a definirlo (un po’ enfaticamente) capolavoro relativo. Io quindi, da compratore impulsivo, lo acquistai all’istante. Ho avuto però la possibilità di metterlo sul piatto solo nei giorni scorsi e ho avuto una scossa.

Appena parte la musica sembra strano un suono di pianoforte, anche se plumbeo, ma eccoli arrivare con hardcore, grindcore, death metal, free punk, voce urlata inintelleggibile, chitarroni taglienti che danno la misura del progetto.

Sono sincero, non c’è molto da dire su questo mattone sonoro; se piace il genere ci si può passare una mezz’ora scarsa con un delirio sonoro assolutamente in linea con le aspettative. I cinque brani sono inframmezzati da piccoli intervalli minimal-ambient e registrazioni radio che attenuano la tensione e l’impatto sonico, tipico di prodotti simili ma comunque sempre interessante. Le parti suonate invece sono un assalto devastante ma ipnotico, tagliente, trasversale e possente. Si ha l’impressione di infilarsi, con un po’ di timore, in un tunnel senza uscita ma sperando di non uscirne mai.

Se volete passare invece una serata tranquilla meglio vi allontaniate da questo disco. E’ davvero ostico per chi non ama suoni stridenti, voce oltre il limite, una struttura dei brani frammentata che non permette mai di entrarci dentro; il cambio di ritmo è sempre dietro l’angolo a spiazzare, gli stop e le ripartenze non danno tregua e la quasi onnipresente voce satanica crea angoscia a ogni intervento.

Vi lascio perchè è terminata la prima facciata e per la terza volta di fila giro il disco…..

massimo ODRZ

San Marino “fa pace” con l’Italia


San Marino: l’uscita dalla black-list del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano è certamente una notizia molto positiva. Il superamento del contenzioso con la vicina Italia rappresenta una fondamentale boccata d’ossigeno per il sistema economico e finanziario sammarinese. È una vittoria dell’intero Paese che ha compiuto uno sforzo enorme per adeguarsi ai parametri internazionali in materia di trasparenza, legalità e cooperazione fiscale.
Anche la neorepubblica di Torriglia si augura di riallacciare i rapporti con lo stato confinante, congelati ufficialmente dal 7 fiorile 132 (28 aprile 2013).
Il presidente Lukha B. Kremo ha promesso che si deciderà in merito quando ci sarà una chiara svolta nella politica italiana, che al momento è solo una promessa.

TRACCE SONORE: Julian’s Treatment – A Time Before this


A Time Before This - Julian's Treatment

A Time Before This – Julian’s Treatment

Julian’s Treatment – A Time Before This

Ecco un album che credo sia perfetto per questa rubrica e per questo recensore.
Julian Jay Savarin è un musicista, poeta e scrittore di fantascienza britannico (mai tradotto all’estero ma uscito solo in Gran Bretagna e Usa), nato nell’isola di Dominica (che non è la repubblica Dominicana).
Ha messo insieme i Julian’s Treatment, una band psycho-progressive che pubblica A Time Before This pare nel 1970 (ma altre fonti citano il 1969, il 1971 o il 1972, quindi non si sa di preciso nemmeno quando è stato registrato) che scompare presto dai negozi fino a diventare un disco molto raro (l’originale si trova a 100 dollari), salvo poi essere ristampato più volte (è qui che sono riportate date d’incisione diverse).
Non posso dirvi nulla sulle sue qualità come autore di fantascienza, anche se vista la bassa diffusione dei suoi romanzi e racconti non nutro speranze, ma posso parlarvi di questo A Time Before This che, naturalmente, affronta, nei testi, tutte le tematiche fantascientifiche care all’autore.
Diciamo subito che si tratta di un disco di rock psichedelico e progressive che gli stessi cultori del genere pare apprezzino particolarmente. Ma io mi atterrò allo scopo di questa rubrica, cioè quello di giudicarne l’ascolto oggi, senza storicizzare, ma valutandone la tenuta dopo tutti questi anni.
L’uso insistente del suono dell’organo, che supera sovente quello della chitarra, sposta il baricentro dalla psichedelia al prog, anche se a tratti (soprattutto negli intro) l’atmosfera oggi suona un po’ troppo chiesastica. Ma le velleità “cosmiche” e spirituali che ci si aspetterebbero da titoli come The coming of the Mule (ispirato al ciclo di Fondazione di Asimov) o Alda Lady of the Outer Worlds, Altarra Princess of the Blue Women, Alkon Planet of Centauri sono stemperate grazie a un ritmo incalzante, ben domato dalla voce della cantante Cathy Pruden, che fanno prevalere l’idea di buon rock, di buona musica, rispetto al “viaggio”.
Anzi, devo dire che è probabilmente la voce della Pruden (che dà un tocco di freschezza, nonché, in certi momenti, di respiro country all’atmosfera psichedelica e sinistra dei suoni) a distinguere questo lavoro dalla massa di dischi psichedelici dell’epoca, elevandola a qualcosa d’interessante da ascoltare.
Nonostante avessi scelto questo disco per le premesse (la fantascienza e la rarità) mi stupisco di dover giudicarlo in modo positivo, ovvero come un bel disco di musica phycho-progressive.

Lukha B. Kremo

La musica degli Skinny Puppy usata come tortura a Guantanamo


Skinny Puppy

Skinny Puppy

Detenuti torturati a suon di musica nel carcere di Guantanamo a volume altissimo per 12 ore.
La musica utilizzata è elettronica industriale, in modo specifico quella del gruppo canadese di Vancouver, gli Skinny Puppy.
La scoperta non ha certo fatto piacere agli artisti canadesi che hanno deciso di presentare il conto al Governo degli Stati Uniti, inviando al ministero della Difesa una fattura per 666.000 dollari per utilizzo non autorizzato della loro musica.
Lukha B. Kremo ha commentato: “Anch’io ho provato le stesse torture di Guantanamo, nella mia cameretta, a 25 anni”.

Onu: Vaticano ha permesso e coperto abusi su bambini e minori


Siamo arrivati all’Onu. Dopo le costanti accuse di aver coperto gli abusi su bambini e minori e protetto prelati e chierici colpevoli, è l’organo internazionale più alto a chiedere al Vaticano su porre un rimedio e soprattutto di escludere dalla Chiesa i colpevoli. Cosa che, nonostante il cambio di rotta di Francesco I, stenta ad avvenire.
L’Onu ha richiesto alla Santa Sede di rimuovere immediatamente dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o chi ne è sospettato, perché finora ha adottato politiche e pratiche che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori.

TRACCE SONORE: Yello – One Second


One+Second

Yello – One Second

Gli Yello, combo svizzero prima trio poi diventato duo, hanno sempre avuto un approccio trasversale alla musica. Synth pop infarcito di disco music: cyber punk addolcito da elettronica minimale: afro beat con sferzate industrial.
In One Second, loro quinto LP del 1987, le tracce passano con estrema disinvoltura da un’atmosfera dark a un infernale ritmo afro sporcato da incursioni vocali in stile soul funky, ad alcuni strumentali assolutamente noir per terminare con una cavalcata cyber punk.
Il duo, aiutato da un manipolo di ospiti di tutto rispetto ( Shirley Bassey e Billy MacKanzie su tutti) snocciola una seria di brani uno più coinvolgente dell’altro lasciando senza respiro l’ascoltatore invaso da questi suoni sempre pieni, grossi, tempestosi ma liquidi allo stesso tempo infarciti da cori, urla minacciose e arrangiamenti strumentali quasi sinfonici.

Si parte alla grande con un ballabile a tutta birra per passare a un brano che sembra uscito da una colonna sonora di un film di spionaggio anni ’70, infarcito però di suoni arabeggianti. Le voci femminili aiutano a creare un groove intrigante.
L’apice di questa vocalità è il brano The Rhythm Divine cantato in maniera davvero divina da un’immensa Shirley Bassey, con un’interpretazione calda e avvolgente sorretta da un arrangiamento retrò che calza a pennello sulla voce della Bassey.

Gli strumentali sono altrettante galoppate in territori synth pop anneriti da suoni dark con il basso assassino che sferza bordate micidiali.
Non c’è tregua fra un brano e l’altro, anche i più tranquilli suonano ed emanano tensione.

Quando tutto sembra placarsi arriva, in coda, il colpo di teatro.
Si Senor The Hairy Grill è un terremoto. Cyber punk allo stato puro con una chitarra torrenziale tiratissima doppiata da un urlo primordiale e con una batteria mitraglia che enfatizza tutto il brano. Si entra in un vortice sonoro intenso, maestoso, cupo.
Il riff iniziale apre a un cantato sussurrato contrapposto allo strumentale in primo piano. Un passaggio di organo fa da intro al ritornello suonato con furia tribale. La chitarra continua imperterrita fra riff industrial e assolo tagliente. L’atmosfera rimane sospesa, inerte, poi di nuovo la batteria metronomo arricchita da un coro e dalla infernale chitarra ci accompagna al culmine del brano.
Senza fiato.

Il disco vale l’acquisto, si trova a due soldi, solo per il finalone travolgente.
Su vinile non si riesce, ma se acquistate l’edizione CD e impostate il lettore nella modalità repeat sull’ultimo brano non ve ne pentirete.
Sempre obbligatoriamente a volume super sostenuto.
Buon ascolto.

massimo ODRZ

SCogliHETTINO


sCogliHETTINO

sCogliHETTINO


SCogliHETTINO, segnaletica ai Tre Ponti di Antignano, Livorno

Mail4Freedom: auguri dal Belgio


Il nostro corrispondente dal Belgio Pierrino Prisa ci fa avere gli auguri di buone feste lievemente… in ritardo!

Bonne fête di Prisa Pierrino

Bonne fête di Prisa Pierrino

TRACCE SONORE: Tony Borlotti e i suoi Flauers – A che serve protestare?


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TRACCE SONORE: Tony Borlotti e i suoi Flauers – A che serve protestare?

Tempo fa mi sono imbattuto casualmente nel sito di Tony Borlotti e sono rimasto sbalordito.
Negli anni 2000 c’è ancora chi, con cura maniacale, propone un genere musicale che sembrava riservato ai più irriducibili nostalgici: il beat.
E lo fa con una convinzione e un approccio alla materia curando ogni minimo dettaglio, dalla grafica alla strumentazione vintage al look.

Il suono è ovviamente beat, con una punta di garage sempre rigorosamente anni ’60.
Sul disco i 13 brani, dieci originali e tre cover che loro chiamano rifacimenti, si susseguono con una freschezza e una disinvoltura davvero notevoli.

C’è spazio anche per uno strumentale, mentre il brano “Lei se ne va” viene arricchito da una presentazione in stile Festival di Sanremo anni ’60. Uno spasso.

I titoli dei brani sono lo specchio dell’atmosfera che si respira, eccone alcuni:
Bagordo shake
Giovane prete
Un tipo beat
Occhi tuoi

Per gli amanti del genere si va a colpo sicuro, mentre anche i curiosi non rimarranno delusi. Appena il disco suona sembra di partire per un viaggio a ritroso negli anni del boom economico, con minigonne, pantaloni a zampa e camicie psichedeliche.
Una colonna sonora, incisa quarant’anni dopo quel periodo intenso ed esplosivo da quelli che amano definirsi paladini del beat tricolore.
Il libretto interno alla confezione ospita, oltre a qualche foto del gruppo e a una carrellata delle uscite discografiche dell’etichetta, una divertentissima nota di Claudio Pescetelli di Mondo Capellone. Un nome una garanzia.

Il disco l’ho acquistato direttamente da Tony Borlotti per posta elettronica. Per darvi un’idea del tipo, vi dico che il CD mi è arrivato a casa prima ancora di ricevere gli estremi per effettuare il pagamento. Che personaggio…..

Alla fine del 2013 i Flauers e il fido Tony hanno dato alle stampe un EP in vinile con quattro brani. Se volete anche solamente avvicinarvi a loro con parsimonia andate sul loro sito è scaricate gratuitamente il loro inno e un altro paio di brani.

Rimarrete folgorati.

massimo ODRZ

Artistamps: i francobolli di Kipple Officina Libraria


Festeggiamo la 15° emissione annuale consecutiva di francobolli presentandovi nel dettaglio i francobolli più belli.
Dal 2000, ogni gennaio (o dicembre dell’anno precedente), è uscito almeno un “folio” di francobolli in almeno 20 copie.
Dal 2000 al 2003 era composto da 12 francobolli, dal 2004 è composto da 16.
Nel 2005 sono state stampate 25 copie anziché 20.
Nel 2006 e 2007 sono state stampate 21 copie.
Nel 2008 sono usciti 2 folio, uno da 16 e uno da 8 francobolli (ripetuti per 2) per passaporto.
Dal 2000 al 2009 sono dentellati, dal 2010 sono autoadesivi.
In totale sono usciti quindi 232 francobolli diversi, per un totale di ben 4912 francobolli stampati: il prossimo anno raggiungeremo quota 5000: una vera zecca di Stato!

L’unico tipo di francobolli che si è sempre ripetuto nei 15 anni, è il fancobollo che chiamiamo “anno”, cioè che presenta un’icona o un’immagine e l’anno di uscita. Passiamolo in rassegna, anno per anno.
Vi mostriamo l’immagine prima della stampa, senza dentellatura. A fianco del primo anno potrete vedere com’è il vero francobollo “finito”.

Anno 2000. Semplicissimo, quasi grezzo. Ma già si coglie la tendenza al vintage utilizzando font che rimandano ai primi del secolo. Kipple voleva utilizzava questo richiamo per sottolineare che nonostante si occupasse di letteratura futuristica, teneva al legame con il passato e in particolare con i primi del Novecento e un certo Futurismo.

Francobollo anno 2000

Francobollo anno 2000

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2001. Elegante, minimale, con il nuovo logo di Kipple (che sostituisce il primo logo della cometa).
Anno 2001

Anno 2001

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2002. Ancora font vintage, semplicità e ironia con il gioco di parole KOL/COOL. S’introduce il nuovo lettering di Kipple Officina Libraria.
Anno 2002

Anno 2002

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2003. Si torna all’eleganza, con i primi tentativi di semplici elaborazioni grafiche.
Anno 2003

Anno 2003

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2004. Si insiste sul richiamo vintage ancora più manifestatamente primi del Novecento con qualche semplice elaborazione grafica. Il lettering di Kipple viene lievemente modificato.
Anno 2004

Anno 2004

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2005. Si raggiunge il punto di elaborazione grafica oltre il quale è necessario rivoluzionare lo schema.
Anno 2005

Anno 2005

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2006. Si riparte dalla sobrietà, un nuovo lettering, lo sfondo amaranto in onore della squadra di calcio del Livorno (luogo di nascita del presidente) che torna in serie A dopo più di 50 anni.
Anno 2006

Anno 2006

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2007. Un anno che comincia all’insegna delle incognite (il 7 che si trasforma in ?) su un disegno di Gianluca Lerici alias Prof. Bad Trip, morto da poco.
Anno 2007

Anno 2007

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2008. Si torna alla semplicità, all’eleganza e alla sottigliezza, con una parte del logo che fuoriesce dalla dentellatura.
Anno 2008

Anno 2008

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2009. Un logo superpixelato da computer art anni ’80 conferma l’attitudine artistica di questo francobollo.
Anno 2009

Anno 2009

Francobollo con dentellatura

Francobollo con dentellatura


Anno 2010. Si passa ai francobolli autoadesivi non dentellati, con un nuovo lettering e un Cretto di Burri sullo sfondo.
Anno 2010

Anno 2010


Anno 2011. Si consolida il vezzo di mettere un’opera d’arte sullo sfondo: qui un quadro di Alessandro Gatto, street artist conosciuto anche come Gatto Nero.
Anno 2011

Anno 2011


Anno 2012. Omaggio all’anno della fine del mondo riprendendo il logo del film 2012.
Anno 2012

Anno 2012


Anno 2013. Una grossa scritta nasconde l’ecografia del feto di Ariele, figlio del presidente.
Anno 2013

Anno 2013


Anno 2014. Come il 2007, anche il 2014 comincia in un momento molto difficile: sotto la scritta, un autoritratto di Francis Bacon è il miglior interprete.
Anno 2014

Anno 2014

Qui trovate in vendita le ultimissime copie.

Egitto sull’orlo della guerra civile


Bombe in Egitto

Bombe in Egitto

22 morti in Egitto (7 soltanto al Cairo dove i manifestanti pro Morsi hanno fronteggiato l’Esercito durante l’anniversario della rivolta di piazza Tahrir. Diverse bombe e attacchi suicidi hanno sconvolto il Paese, unna macchina esplosiva è stata fatta esplodere davanti alla sede della Polizia al Cairo.
La repressione dei Fratelli Musulmani (con la caduta del governo eletto democraticamente) fa ricomparire la jihad, ecco il risultato. Privata di ogni sbocco politico e legale, è fatale che la base del movimento produca delle frange estreme pronte a fare uso della violenza. Già da tempo la penisola del Sinai è il campo di prova di questo nuovo terrorismo. Repressione-reazione violenta-leggi illiberali-terrorismo: è un processo quasi fatale nelle condizioni in cui si trova oggi l’Egitto.
Ora l’Occidente si sveglia allarmato, ma è il processo naturale della repressione che porta a questo.
Non ci sembra esagerato dire che siamo sull’orlo della guerra civile e che è necessario cambiare rotta subito, ma siamo pessimisti: si doveva evitare questa situazione prima, durante questi mesi.

Il presidente Kremo aveva un cane di nome Dudù


Kremo con Dudù nel 1974

Kremo con Dudù nel 1974

Il presidente Lukha B. Kremo è sempre stato riservato, cercando di rivelare poco della propria vita privata ma, dato il clamore di questi giorni intorno a Dudù, il cane con cui Matteo Renzi ha minacciato di parlare al posto dell’ex uomo libero, ex presidente dell’ex partito dell’ex governo, è giusto che la Storia rivendichi le proprie verità:
nel 1974 il Presidente Lukha B. Kremo (all’epoca di 4 anni) ha ricevuto in regalo un cane che lui stesso ha chiamato Dudù (il nome per chi non lo sapesse deriva dai film del ‘Maggiolino Tutto Matto’ Herbie, che nei film tedeschi della serie si chiamava Dudù).
Curiosità: Dudu è stata anche una fanzine punk della fine degli anni 70 perché fondeva con fantasia la parola Dada con Punk.
Il Presidente Lukha B. Kremo, in quanto primo ad avere un cane di nome Dudù, invita Renzi a una trattativa per una nuova legge elettorale e diffida l’ex uomo politico nell’utilizzare ancora il nome Dudù senza specificare che sia il suo cane e no il cane del presidente.

Ucraina, le rivolte che sanno di guerra fredda


Disordini a Kiev

Disordini a Kiev

Ancora dure rivolte a Kiev dove gli agenti hanno sfondato le barricate e hanno cominciato a sgomberare il campo dei manifestanti insediato a centro della città.
Tre morti in queste ore. L’Unione Europea chiede di fermare le violenze e gli Usa minacciano sanzioni. Mentre la Russia punta il dito contro la Ue.
Il presidente ucraino Viktor Yanukovych ha convocato l’opposizione per una tregua.
Le proteste sono contro la politica di Yanukovych, cha da oggi ha fatto entrare in vigore le leggi anti-sommossa approvate la settimana scorsa in maniera frettolosa la settimana scorsa.
Naturalmente alla base c’è il conflitto (anche civile) tra chi propende per una politica filoeuropea di integrazione dell’Ucraina nella Ue (parte del popolo e dell’opposizione), e chi invece protende per una politica filorussa nell’ambito del ferrovecchio della CSI (il governo e un’altra parte del popolo).

TRACCE SONORE: Brian Eno – Ambient 1: Music for Airports


Music for Airport - Brian Eno

Music for Airport – Brian Eno

TRACCE SONORE: Brian Eno – Ambient 1: Music for Airports

La forte venatura orientale di queste melodie, mentre ascolto “Music for Airports” di Brian Eno, mi porta in un tempio in cui si celebra il vuoto e la Divina Impermanenza, la divina inconsistenza che ci fa forti della nostra fragilità di echi in una valle buia, con la luce pallida della luna che sembra irriderci, e le stelle, quelle dannate irraggiungibili! Perché è un album duplice che si muove fra la grande inquietudine della nostra epoca e una quiete mistica e contemplativa.
Non posso negare che l’album abbia in sé qualcosa di magico. Oltre che fuoriuscire da un tempio zen questa musica sembra provenire dal futuro, invece ha una data di composizione, che comincia a perdersi nel tempo: 1978.
E’ davvero un interessante esperimento di musica per la mente, il titolo misterioso sembra alludere a melodie diffuse in un aeroporto. E’ la musica ambient, il suono che si fonde con un ambiente, l’aeroporto in questo caso, e ne detta e modifica la percezione. C’è della genialità nel mischiare suoni così antichi alla futuristiche visioni aerodinamiche suggerite dal titolo.
Questa è musica visionaria, ipnotica, in fondo psichedelica, che affonda le sue radici nella musica orientale, musica onirica che intende causare un cambiamento di coscienza nell’ascoltatore. Ed è un incontro fra passato, presente e futuro, che si trovano mescolati come in un sogno.
E’ musica che sembra ritmare l’adesione all’inconoscibile, a qualche forma di conoscenza estatica. E’ tranquillizzante, terapeutica, avvolgente, induce in uno stato sognante, vaporoso, è musica per il trascendente. Questa trascendenza riguarda la nozione stessa di tempo.
A tal proposito Brian Eno ha detto: « Una delle cose che la musica può fare è distorcere la tua percezione del tempo in modo che non ti interessi realmente se le cose scivolano via o si alterano in qualche modo.»
Ascoltare “Music for Airports” è quindi un modo per distorcere la propria percezione del tempo, uno scivolare di suoni oltre il dolore e la paura, una fusione di atmosfere meditative con la frenesia di un Check – in. Fa l’impressione che potrebbe causare la presenza di un aereo dentro una cattedrale, qualcosa di incongruo e sconcertante, quindi, ma al tempo stesso “Music for Airports” ha in sé le melodie che permettono di accettare la stessa incongruità.
E’ musica antica e moderna al tempo stesso. Cosmica e quotidiana. Intelligentemente sospesa fra sogno e incubo. E’ duplice: ci inquieta e ci tranquillizza al tempo stesso. E’ la sua funzione: musicare l’attesa che si compie in un aeroporto, divisa com’è fra l’inquietudine e l’estasi del volo.

Ettore Fobo

Casa dolce casa, un racconto di Lukha B. Kremo su Robot


Robot, celebre rivista di fantascienza curata negli anni ’70 da Vittorio Curtoni e oggi da Silvio Sosio, raggiunge il numero 70 e pubblica un racconto del presindete Lukha B. Kremo, “Casa dolce Casa”, oltre ad altri racconti tra cui Pat Cadigan.

Robot 70

Robot 70


Casa dolce casa

Casa dolce casa


Per acquisti, vai sul sito http://www.fantascienza.com/robot/

*** Stampati i francobolli 2014


Come già anticipato, da quest’anno i francobolli torneranno a essere stampati a gennaio, anziché a dicembre.
La casa editrice ufficiale della N/azione Oscura pubblica annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della NeoRepubblica di Torriglia. Venduti a fogli interi qui.

Folio 2014

Folio 2014

TRACCE SONORE: Temple City Kazoo Orchestra – Some Kazoos


kazoo

TRACCE SONORE: Temple City Kazoo Orchestra – Some Kazoos

Buon anno a tutti e tutte. Per iniziare allegramente questi 365 giorni ecco un mini LP assolutamente devastante e divertentissimo. Inciso alla fine degli anni ’70 da una decina di fulminati che ripropongono in chiave esclusivamente Kazoo alcuni classici dell’epoca, frantumandoli, facendosene sberleffo, gioco goliardico, dimostrando però che dietro una grande vaccata spesso c’è anche spazio per una altrettanto grande trovata.

I quattro brani reinterpretati sono in ordine di apparizione:

Also Sprach Zarathustra (qui storpiata in 2001 Sprach Kazoostra)

Stayin’ Alive

Miss You

Whole Lotta Love

La partenza con la rivisitazione di un classico dei classici lascia basiti.

Non ci sono parole per descrivere l’effetto. Puro spernacchiamento dove c’è spazio per una sezione che funge da orchestra e un esaltato solista che interpreta il motivo dominante con un piglio neoclassico. Il brano sembra interminabile ma al tempo stesso è di una sagacia e ilarità fuori dal comune.

Sulla stessa falsariga si muovono le altre tre cover, altrettanto divertenti e imbarazzanti, con un picco in Whole Lotta Love in cui viene riproposto anche il cantato, opportunamente filtrato dall’onnipresente Kazoo e in cui la parte centrale psichedelica diventa una storpiatura cacofonica assordante e stridente con tanto di svisate di Kazoo da lasciare senza fiato.

I prodi si sono ripresentati anni dopo con un’altra pubblicazione oltraggiosa, un 7″dal titolo Kazooed On Classics / In The Mood. Pura anarchia schizoide della durata di meno di due minuti per facciata. Se vi capita di recuperare le pubblicazioni, si trovano a prezzi economici, non fatevele sfuggire. Lo spasso è assicurato e il rischio dipendenza è alto.

Se poi vi piacciono le cover avete chiuso il cerchio.

Per gli insaziabili vi segnalo un video su youtube; un loro live a una TV americana.

Da sbellicarsi. Buon ascolto.

massimo ODRZ

Chiusura della stazione meteo


La stazione Meteorologica di Torriglia, aperta il 21 messidoro 129 (10 luglio 2010), per cause di forza maggiore, chiude le proprie rilevazioni oggi, il 20 nevoso 133 (10 gennaio 2014), dopo esattamente 3 anni e mezzo di lavori.
Misurava eventi eccezionali come terremoti, grandine, temperature estreme, ma soprattutto misurava accuratamente l’accumulo nevoso.
Ecco i record di questi 3 anni e mezzo:
precipitazione piovosa: 100 mm in 3 h (24 agosto 2013)
temperatura max: 32° (20 agosto 2012)
temperatura min: -12° (5 e 6 febbraio 2012)
temperatura min percepita: -32° (5 e 6 febbraio 2012)
accumulo assoluto: 36 cm (2 febbraio 2012)
singola nevicata: 30 cm (28-29 gennaio 2012)
accumulo 24 ore: 23 cm (11 febbraio 2012)
numero di nevicate al mese: 7 (febbraio 2013)
anno più nevoso: 2012 (111 cm in 14 nevicate)
inverno più nevoso: 2012-2013 (110 cm in 16 nevicate)

Il Connettivismo in Romania


Grazie a Ettore Fobo, esce sulla rivista di letteratura internazionale Orizont Literar Contemporan, un articolo sulla poesia Connettivista, in italiano e rumeno (Poezia Conectivismului). Per l’occasione vengono tradotti in rumeno tre brani connettivisti, di cui ne riportiamo due:

Zibor’ (di Lukha B. Kremo)

Deşerturi şi roci metalice
radioactivitate şi creaturi adaptate
absenţe…
Mutilaţi rupţi perturbaţi
loviţi distruşi dezintegraţi
- resturi de om şi tehnologie.
Consumaţi teşiţi arşi
modificaţi pierduţi perverşi
- resturi de om şi chimie.
Supravieţuire de lupte
şi androizi fugari
în suburbii neconoscute
şi combinaţii defiinţe
monstruoase şi autodistructive.

Toamna (di Giovanni De Matteo)

Se emană din câmpurile goale,
spărgându-se de coaste şi văi
suspinul obosit de toamnă.
Ecouri îndepărtate reverberează.
de-a lungul drumurilor vechi,
Linii ascunse trasate în pădure.
Şi din pietrele uituce
în cor se înalţă învăluitoare
melodiile pierdute ale morţilor.